Primo studio su umani a puntare il 'tallone d'Achille' della proteina tau


Molti dei farmaci anticorpi proposti fino ad ora per trattare l'Alzheimer puntano/puntavano solo le placche amiloidi.


Nonostante l'ultimo studio clinico ancora attivo [della Biogen], che è considerato la nostra migliore possibilità nella ricerca di una cura per l'AD, tutti gli studi di ultima fase hanno fallito, e molti causavano gravi effetti collaterali nei pazienti, come l'accumulo anomalo di liquido e l'infiammazione nel cervello.


Una delle ragioni degli effetti collaterali, secondo una ipotesi condivisa da molti, è che gli anticorpi dirigono una reazione verso l'amiloide normale presente nei vasi sanguigni o che semplicemente rilascia amiloide-beta catturata nella parete del vaso.


Gli autori dello studio hanno invece messo a punto un vaccino che stimola la produzione di un anticorpo che punta specificamente la proteina tau, scoprendone il 'tallone d'Achille'. Questo può farlo perché la tau sana subisce una serie di modifiche alla sua struttura che formano una nuova area attaccata dagli anticorpi. Questa nuova regione (il 'tallone d'Achille'), mentre non è presente nella tau sana, è presente presto nella tau malata. Pertanto, l'anticorpo affronta tutte le diverse varietà di proteina tau.


Oltre a questa importante specificità, l'anticorpo è accoppiato ad una molecola vettore che genera una notevole risposta immunitaria, che ha il vantaggio addizionale di non essere presente negli esseri umani, evitando così lo sviluppo di una reazione immunitaria verso il corpo stesso.


Gli effetti collaterali includono una reazione locale al sito di iniezione. Si ritiene che questa reazione cutanea sia generata dall'idrossido di alluminio, un adiuvante usato nei vaccini per migliorare la produzione anticorpale del corpo stesso. Nessun altro effetto secondario grave è stato correlato direttamente al vaccino. Si sono rivelati notevoli, nel complesso, la sicurezza del farmaco e la sua capacità di suscitare una risposta immunitaria.


Mentre molti esperimenti contro l'Alzheimer si ostinano a colpire l'amiloide, lo studio del Karolinska Institutet osa attaccare la malattia da un altro punto di vista. Questa è la prima vaccinazione attiva a sfruttare la capacità del corpo di produrre gli anticorpi contro la proteina tau.


Anche se questo studio è solo nella fase 1, il successo avuto finora rende fiduciosi gli autori che possa essere la risposta che stiamo cercando per fermare il progresso di questa malattia devastante.

 

 

 


Fonte: Karolinska Institutet via Science Daily (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Petr Novak, Reinhold Schmidt, Eva Kontsekova, Norbert Zilka, Branislav Kovacech, Rostislav Skrabana, Zuzana Vince-Kazmerova, Stanislav Katina, Lubica Fialova, Michal Prcina, Vojtech Parrak, Peter Dal-Bianco, Martin Brunner, Wolfgang Staffen, Michael Rainer, Matej Ondrus, Stefan Ropele, Miroslav Smisek, Roman Sivak, Bengt Winblad, Michal Novak. Safety and immunogenicity of the tau vaccine AADvac1 in patients with Alzheimer's disease: a randomised, double-blind, placebo-controlled, phase 1 trial. The Lancet Neurology, 2016; DOI: 10.1016/S1474-4422(16)30331-3

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022 | Ricerche

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023 | Esperienze & Opinioni

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheime…

21.12.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Stimolazione a 40 Hz efficace a lungo termine nelle scimmie anziane: potenzial…

15.01.2026 | Ricerche

Un gruppo di ricerca del Kunming Institute of Zoology (KIZ) di Kunming (provincia di Yun...

10 Consigli dei neurologi per ridurre il tuo rischio di demenza

28.02.2023 | Esperienze & Opinioni

La demenza colpisce milioni di persone in tutto il mondo, quasi un over-65 su 10. Nonost...

Cervello del toporagno si restringe in inverno e rinasce in estate: c'è q…

10.09.2025 | Ricerche

I toporagni comuni sono uno dei pochi mammiferi noti per restringere e far ricrescere in...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020 | Ricerche

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.