Altre scoperte sull'associazione tra problemi alla memoria spaziale e Alzheimer

Dr. PradoRicercatori della Western University hanno creato un modello di topo che riproduce alcuni dei cambiamenti chimici nel cervello che si verificano con l'Alzheimer, gettando nuova luce su questa malattia devastante.

Marco Prado, Vania Prado e i loro colleghi della Scuola Schulich di Medicina e Odontoiatria del Robarts Research Institute, hanno esaminato le modifiche relative a un messaggero chimico o neurotrasmettitore, chiamato acetilcolina (ACh), e il tipo di problemi di memoria ad esso associato.


La ricerca è ora pubblicato on line su PNAS. I ricercatori, tra cui il primo autore Amanda Martyn, hanno creato una linea di topi nei quali viene creata una quantità insufficiente di ACh dai neuroni nelle stesse regioni cerebrali colpite dall'Alzheimer.


Hanno scoperto che questo fallimento neurochimico causa problemi con la memoria spaziale, le informazioni memorizzate necessarie per navigare nel proprio ambiente. Ad esempio, la memoria necessaria per guidare fino all'altra parte della città. Hanno trovato anche che la riduzione di ACh ha portato a iperattività, come quella sperimentata da molti pazienti di Alzheimer.


"Una volta che abbiamo riprodotto quel fallimento neurochimico, ci siamo chiesti: 'che effetto ha sulla memoria spaziale, come influisce sull'apprendimento?' Abbiamo trovato che topi senza questo particolare messaggero chimico in aree specifiche del cervello, hanno problemi con la memoria spaziale, ad esempio", dice Marco Prado. "Questo rivela tipi specifici di deficit cognitivo che speriamo di migliorare con farmaci che stimolano questo messaggero chimico".

 

 

 

 

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Fonte: Materiale della University of Western Ontario, via EurekAlert!, a service of AAAS.

Riferimento:
AC Martyn, X. De Jaeger, AC Magalhaes, R. Kesarwani, DF Goncalves, S. Raulic, MS Guzman, MF Jackson, I. Izquierdo, JF MacDonald, MAM Prado, VF Prado. Elimination of the vesicular acetylcholine transporter in the forebrain causes hyperactivity and deficits in spatial memory and long-term potentiation. Proceedings of the National Academy of Sciences, 2012; DOI: 10.1073/pnas.1215381109.

Pubblicato in ScienceDaily il 10 Ottobre 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

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