Apprendere per tutta la vita può ridurre il rischio di Alzheimer e MCI

Uno studio mostra che l'apprendimento permanente è associato a un minor rischio di Alzheimer e a un declino più lento delle capacità cognitive

senior reading a bookImage by freepik

Secondo uno studio condotto da ricercatori della Rush University di Chicago (Illinois/USA), attività mentalmente stimolanti come leggere, scrivere e imparare una nuova lingua potrebbero influire sul rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA).


I ricercatori hanno scoperto che quelli con il più alto livello di apprendimento permanente hanno sviluppato la malattia 5 anni dopo e hanno sviluppato un lieve deterioramento cognitivo (MCI, mild cognitive impairment) 7 anni dopo rispetto a quelli con il minor livello di apprendimento permanente.

"I nostri risultati suggeriscono che la salute cognitiva in età avanzata è fortemente influenzata dall'esposizione permanente ad ambienti intellettualmente stimolanti", ha affermato il primo autore dello studio Andrea Zammit PhD, neuropsicologo della Rush.

 

"Coinvolgimento prolungato nel tempo"

Lo studio, pubblicato su Neurology, ha coinvolto 1.939 adulti con un'età media di 80 anni che sono stati seguiti per una media di 8 anni. I partecipanti hanno riportato l’apprendimento permanente nelle autovalutazioni all’inizio dello studio. L'apprendimento permanente include:

  • in gioventù avere enciclopedie, riviste o giornali in casa, che vengono letti, imparare una lingua straniera, visitare biblioteche, e altre attività;
  • in mezza età avere l’abbonamento a un giornale e la tessera della biblioteca e leggere libri;
  • in tarda età leggere, scrivere e fare giochi da tavolo intellettualmente stimolanti, come scacchi o enigmistica.


"In questo studio, abbiamo esaminato il coinvolgimento prolungato nel tempo, un modello generale di quanto una persona è coinvolta in queste attività di arricchimento cognitivo", ha detto Zammit.

 

Potrebbe aiutare a contrastare il declino cognitivo

I partecipanti facevano parte del Rush Memory and Aging Project, uno studio longitudinale iniziato nel 1997, che erano d'accordo su valutazione dei fattori di rischio, valutazione clinica dettagliata ogni anno e donazione del cervello al momento della morte. Il progetto è concepito per cogliere l’intero spettro delle condizioni di una popolazione che invecchia.


Dei partecipanti, 551 hanno sviluppato il MA e 719 un lieve deterioramento cognitivo. I ricercatori affermano che i risultati potrebbero essere utili per aiutare a prevenire o ritardare l’insorgenza di problemi di memoria e di pensiero. Dopo l'aggiustamento dei dati per fattori come età, sesso e istruzione, i ricercatori hanno trovato un'associazione tra coloro che avevano avuto un maggiore arricchimento nel corso della vita e un rischio inferiore del 38% di MA e del 36% di MCI.


Le persone con il maggior arricchimento nel corso della vita hanno sviluppato il MA a un’età media di 94 anni, rispetto agli 88 anni di quelli con il livello di arricchimento più basso. E le persone con il maggior arricchimento nel corso della vita hanno sviluppato un MCI a un’età media di 85 anni, rispetto ai 78 anni di quelli con il livello di arricchimento più basso.


"I nostri risultati sono incoraggianti, suggerendo che impegnarsi costantemente in varie attività mentalmente stimolanti per tutta la vita può fare la differenza nella cognizione", ha detto Zammit.

 

Leggere ai bambini

Ai partecipanti è stato chiesto, tra le altre cose, se un adulto leggeva loro quando erano bambini. "La lettura quotidiana, insieme ad altre esperienze cognitivamente stimolanti, promosse dall'infanzia in poi, crea una base arricchente per il futuro", ha affermato Zammit. 


Si è scoperto che quelli con un maggiore arricchimento in tutta la vita avevano memoria e capacità di pensiero migliori e un declino più lento prima della morte, anche quando i ricercatori tenevano conto dei cambiamenti cerebrali legati al MA, come l’accumulo di proteine ​​chiamate amiloide e tau.


"I risultati suggeriscono che, indipendentemente dalla presenza di placche e grovigli tra le altre patologie nel cervello, l'arricchimento cognitivo per tutta la vita ha avuto un effetto protettivo e ha ritardato l'insorgenza dell'MCI e della demenza da MA", ha detto Zammit.


Un limite dello studio era che i partecipanti riferivano dettagli sulle loro esperienze precoci e di mezza età più avanti nella vita, quindi potrebbero non aver ricordato tutto con precisione.

 

 

 


Fonte: Rush University (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: AR Zammit, [+4], DA Bennett. Associations of Lifetime Cognitive Enrichment With Incident Alzheimer Disease Dementia, Cognitive Aging, and Cognitive Resilience. Neurology, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022 | Ricerche

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022 | Ricerche

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021 | Ricerche

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015 | Ricerche

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Il ciclo dell'urea astrocitica nel cervello controlla la lesione della me…

30.06.2022 | Ricerche

Nuove scoperte rivelano che il ciclo dell'urea negli astrociti lega l'accumulo di amiloide-beta e la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

Diagnosi di Alzheimer: prenditi del tempo per elaborarla, poi vai avanti con m…

4.12.2023 | Esperienze & Opinioni

Come posso accettare la diagnosi di Alzheimer?

Nathaniel Branden, compianto psicoterape...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016 | Ricerche

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020 | Ricerche

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020 | Esperienze & Opinioni

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

[Dana Territo] Accetta la persona cara in ogni fase del percorso della malatti…

13.01.2026 | Esperienze & Opinioni

Qualche parola di saggezza per i caregiver di Alzheimer per il nuovo anno?

Molto...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019 | Ricerche

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta re...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.