Guidare la comprensione dell'Huntington

L'Huntington è un disordine devastante e incurabile che deriva dalla morte di alcuni neuroni nel cervello. I suoi sintomi sono evidenziati dalle modifiche progressive nel comportamento e nei movimenti.


Questa malattia neurodegenerativa è causata da un difetto nel gene huntingtina (Htt) che causa un'espansione anormale in una parte di DNA, chiamata codoneo o tripletta CAG, che codifica la glutammina. La versione sana del gene Htt ha tra le 20 e le 23 triplette CAG.


L'espansione mutazionale nel Htt può portare a lunghe ripetizioni della tripletta CAG, che risultano in una proteina mutante con una lunga sequenza di diversi residui di glutammina chiamati tratti poliglutamminici. Questa espansione delle triplette CAG nei geni non collegati è la radice di almeno nove malattie neurodegenerative, compresa la malattia di Huntington.


Rohit Pappu, PhD, professore di ingegneria biomedica della Washington University di St. Louis, ed i suoi colleghi della Scuola di Ingegneria e Scienze Applicate e della Scuola di Medicina, stanno lavorando per capire come i tratti poliglutamminici espansi possano formare i tipi di strutture supramolecolari che si presume siano tossiche per i neuroni, una caratteristica che le espansioni della poliglutammina condividono con le proteine ​​associate all'Alzheimer e al Parkinson.


In un lavoro recente, Pappu e il suo team di ricerca hanno dimostrato che le sequenze di amminoacidi su entrambi i lati del tratto poliglutamminico all'interno della Htt possono agire come portieri naturali, perché controllano la capacità fondamentale dei tratti poliglutamminici di formare strutture coinvolte nella tossicità cellulare. I risultati sono stati pubblicati su PNAS Early Edition del 25 Novembre.


"Questi sono disturbi ad insorgenza progressiva", dice Pappu. "Più lungo diventa il tratto poliglutamminico, più grave è la malattia, ed i sintomi peggiorano con l'età. I nostri risultati sono entusiasmanti perché implicano che ogni successo che otteniamo nel riprodurre gli effetti dei portieri presenti naturalmente sarebbe un significativo passo in avanti".

"E gli studi meccanicistici sono importanti in questo senso perché ci permettono di imparare dalle strategie proprie della natura. Studi precedenti di altri laboratori hanno dimostrato che gli effetti tossici delle espansioni poliglutamminiche sono temperati dai contesti delle sequenze dei tratti poliglutamminici nella Htt, non solo dalla lunghezza dei tratti poliglutamminici".


Pappu ed il suo team di ricerca si sono concentrati sulla comprensione degli effetti delle estensioni della sequenza che si trovano su entrambi i lati del tratto poliglutamminico nella Htt. I risultati mostrano che l'estensione terminale-N accelera la formazione di strutture ordinate che si presume siano benigne per le cellule, mentre il tratto terminale-C rallenta la transizione globale in strutture che si prevede creeranno problemi alle cellule, suggerendo che queste sequenze naturali si comportano come portieri.


"Sembra che dove i tratti poliglutamminici sono di importanza funzionale, la natura ha fatto sì che essi siano affiancati da sequenze di portierato", dice Pappu.


Pappu e il suo team stanno lavorando per trovare il modo di simulare gli effetti dell'affiancamento delle sequenze terminale-N e -C da parte delle Htt. Il suo team sta lavorando a stretto contatto con Marc Diamond, MD, professore David Clayson di Neurologia alla Facoltà di Medicina, per capire come le proteine ​​di origine naturale interagiscono con le sequenze fiancheggianti e vedere se possono cooptarle per migliorare le funzioni tossiche nelle espansioni della poliglutammina.


Questa ricerca è stata finanziata dal National Institutes of Health.

 

 

 

 

 


Fonte: Washington University in St. Louis.

Riferimenti: Crick SL, Ruff KM, Garai K, Frieden C, Pappu RV. Unmasking the roles of N- and C-terminal flanking sequences from exon 1 of huntingtin as modulators of polyglutamine aggregation. PNAS 2013 110 (50) 20075 20080; published ahead of print November 26, 2013, doi: 10.1073/pnas.1320626110

Pubblicato da Beth Miller in engineering.wustl.edu (> English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017 | Ricerche

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di Alzheimer. Ho avuto pr...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020 | Ricerche

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carriera...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Cervello del toporagno si restringe in inverno e rinasce in estate: c'è q…

10.09.2025 | Ricerche

I toporagni comuni sono uno dei pochi mammiferi noti per restringere e far ricrescere in...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022 | Ricerche

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

Il litio potrebbe spiegare, e trattare, l'Alzheimer?

19.08.2025 | Ricerche

Qual è la prima scintilla che innesca la marcia ruba-memoria del morbo di Alzheimer (MA)...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020 | Esperienze & Opinioni

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipend...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023 | Ricerche

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

Piccola area del cervello ci aiuta a formare ricordi specifici: nuove strade p…

6.08.2025 | Ricerche

La vita può dipanarsi come un flusso continuo, ma i nostri ricordi raccontano una storia...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015 | Ricerche

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.