Ricerca rivela come il cervello può aumentare la resilienza alle malattie

Un nuovo studio fa luce su come la segnalazione della Relina può proteggere dall’Alzheimer e altro.

Cortical neuron positioning during development without and with ReelinConfronto del posizionamento dei neuroni corticali durante lo sviluppo senza (without) e con (with) reelina. A sinistra neuroni disorganizzati, a destra strati ordinati etichettati da I a VI. La freccia indica il miglioramento. (Fonte: Lin Pan et al / J Am Chem Soc)

Un team di ricercatori del Rensselaer Polytechnic Institute (RPI) di Troy (NY/USA), in collaborazione con l’Università della Florida del Sud, l’Università della Carolina del Nord e il Neural Stem Cell Institute, hanno fatto una scoperta che apre le porte a nuovi trattamenti per il morbo di Alzheimer (MA) e altri disturbi cerebrali.


La ricerca, pubblicata sul Journal of American Chemical Society, rivela un meccanismo fondamentale nel modo in cui una via di segnalazione cerebrale comunica a livello molecolare e suggerisce che il miglioramento di tale comunicazione potrebbe proteggere il cervello dai danni legati alle malattie neurologiche. Lo studio si concentra sulla proteina Relina, che aiuta i neuroni a rimanere organizzati durante lo sviluppo del cervello e supporta l’apprendimento e la memoria in età adulta.


Il gruppo di ricerca guidato dall'RPI ha scoperto che, affinché la Relina funzioni correttamente nel cervello, deve interagire con una speciale molecola di zucchero della superficie cellulare chiamata 'eparan solfato' (ES), in particolare, con una versione di ES che ha una caratteristica chimica chiamata N-solfatazione.


"Senza N-solfatazione, la Relina non può inviare i suoi messaggi in modo efficace e la segnalazione protettiva del cervello è compromessa", ha affermato Lin Pan PhD, prima autrice dello studio e ricercatrice post-dottorato all'RPI.


Questa ricerca si basa su una scoperta precedente che coinvolgeva una variante protettiva della Relina nota come COLBOS, identificata nel 2023 in un paziente portatore di una mutazione genetica che avrebbe dovuto causare il MA a esordio precoce, ma che non lo ha fatto, consentendo al paziente di rimanere senza demenza per decenni più del previsto.


All’epoca non era chiaro il motivo per cui il paziente fosse protetto, ma ora i ricercatori pensano che una possibile ragione potrebbe essere la più forte interazione della variante COLBOS con l’ES. In questo nuovo studio, i ricercatori hanno scoperto che la proteina Relina COLBOS a lunghezza intera si lega in modo ancora più forte all’ES N-solfatato sulle cellule.

"Questa interazione probabilmente migliora la segnalazione protettiva della Relina, che a sua volta può aiutare a rallentare la progressione della patologia correlata al MA, inclusa l'elevata fosforilazione di tau e la formazione di grovigli neurofibrillari", ha detto la Pan.


"Questo è il primo studio a rivelare il significato di specifici modelli di solfatazione dell'ES nell'interazione Relina-ES", ha affermato Chunyu Wang PhD, autore senior di questo studio e professore di scienze biologiche all'RPI. "Siamo fiduciosi che questi risultati aiuteranno a far avanzare la ricerca sul MA correlata alla Relina e forniranno una comprensione più profonda del ruolo delle interazioni proteina-ES".


Questa nuova comprensione della Relina, di come si lega all’ES e degli impatti derivanti dal miglioramento dell’interazione Relina-ES apre la porta a potenziali nuovi trattamenti per una serie di disturbi neurologici tra cui il MA, la schizofrenia, l’epilessia e altro ancora. Sapendo che interazioni più forti tra Relina e ES possono aiutare a proteggere il cervello, le terapie future potrebbero concentrarsi sull’aumento della N-solfatazione dell’ES o sulla progettazione di farmaci che imitano la variante COLBOS per rafforzare la segnalazione di Relina.

 

 

 


Fonte: Rensselaer Polytechnic Institute (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Lin Pan, [+11], C Wang. N-Sulfated Heparan Sulfate Promotes Reelin Signaling as a Co-receptor. J Am Chem Soc, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019 | Ricerche

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA), ...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per …

30.01.2019 | Ricerche

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel ...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023 | Esperienze & Opinioni

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

[Greg O'Brien] Scoprire la grazia dell'imperfezione: apprezzare la l…

11.11.2025 | Voci della malattia

"Scrivi in ​​modo forte e chiaro ciò che fa male" (attribuito a Ernest Hemingway)

<...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di Alzh…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020 | Esperienze & Opinioni

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018 | Esperienze & Opinioni

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ese...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017 | Ricerche

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ace, l...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.