Apparecchi acustici non migliorano i punteggi dei test, ma riducono il rischio di demenza

hearing aid ear realisticImage by macrovector on freepik

Un nuovo studio pubblicato su Neurology® ha scoperto che la prescrizione di apparecchi acustici ha avuto un impatto minimo sui punteggi dei test cognitivi delle persone con perdita uditiva moderata.


"La perdita dell'udito è comune con l'avanzare dell'età e ricerche precedenti hanno scoperto che può aumentare il rischio di problemi di memoria e di pensiero, inclusa la demenza, ma si sa meno sull'impatto del trattamento della perdita dell'udito con apparecchi acustici sulla salute del cervello", ha affermato l'autrice senior dello studio Joanne Ryan PhD, della Monash University di Melbourne (Australia). "Il nostro studio ha seguito persone con perdita di udito, ad alcune delle quali erano stati prescritti apparecchi acustici e ad altre no, e ha scoperto che i punteggi cognitivi erano simili per entrambi i gruppi. Tuttavia, abbiamo anche scoperto che gli apparecchi acustici erano associati a un minor rischio di demenza".


I ricercatori hanno esaminato 2.777 australiani con età media di 75 anni che non soffrivano di demenza all'inizio dello studio. Tutti i partecipanti avevano una perdita uditiva moderata, definita come problemi uditivi auto-riferiti, ma non avevano mai usato apparecchi acustici. Durante lo studio, a 664 persone sono stati prescritti apparecchi acustici, e hanno risposto a domande sulla frequenza con cui li usavano.


Sono stati seguiti per 7 anni, eseguendo ogni anno test cognitivi che misuravano abilità come memoria, linguaggio e velocità. Durante lo studio, 117 persone hanno sviluppato demenza. I ricercatori hanno confrontato le persone a cui erano stati prescritti apparecchi acustici con quelle a cui non erano stati prescritti. I ricercatori hanno scoperto che i punteggi medi dei test cognitivi erano simili per entrambi i gruppi durante lo studio: usare apparecchi acustici non era associato a punteggi migliori.


Ma esaminando il rischio di demenza, dopo aver aggiustato per età, sesso e condizioni come diabete e malattie cardiache, i ricercatori hanno scoperto che le persone a cui erano stati prescritti apparecchi acustici avevano un rischio del 5% di sviluppare demenza durante lo studio, rispetto all’8% di coloro a cui non erano stati prescritti apparecchi acustici, un rischio inferiore del 33%.


La Ryan ha affermato che trovare un rischio di demenza inferiore ma uno scarso miglioramento nei punteggi dei test cognitivi è inaspettato, ma può essere spiegato da diversi fattori. “Un fattore potrebbe essere che la maggior parte dei partecipanti allo studio aveva una buona salute cognitiva all’inizio dello studio, riducendo il potenziale di miglioramento con gli apparecchi acustici”.


Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che dopo gli aggiustamenti quelli con prescrizione di apparecchi acustici avevano un rischio del 36% di sviluppare deterioramento cognitivo, che include declino cognitivo e demenza, rispetto al 42% degli altri, un rischio inferiore del 15%. I ricercatori hanno scoperto che quando le persone usavano gli apparecchi acustici più spesso, il rischio di demenza diminuiva proporzionalmente.


"Anche se non abbiamo riscontrato differenze nei punteggi cognitivi, il nostro studio suggerisce che per gli anziani con perdita dell'udito, l'uso di apparecchi acustici può ridurre il rischio di demenza e deterioramento cognitivo, a beneficio della salute del cervello", ha affermato la Ryan. “Sono necessari ulteriori studi per comprendere in che modo gli apparecchi acustici possono supportare la memoria, il pensiero e la salute del cervello in generale”.


Un limite dello studio era che la maggior parte dei partecipanti era sana e aveva buone capacità cognitive all’inizio, quindi i risultati potrebbero non essere gli stessi per le persone meno sane o che avevano già problemi di memoria.

 

 

 


Fonte: American Academy of Neurology (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: L Cribb, [+12], J Ryan. Treating Hearing Loss With Hearing Aids for the Prevention of Cognitive Decline and Dementia. Neurology, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020 | Ricerche

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani, ...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020 | Ricerche

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022 | Ricerche

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli o...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018 | Ricerche

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto la ...

[Greg O'Brien] Scoprire la grazia dell'imperfezione: apprezzare la l…

11.11.2025 | Voci della malattia

"Scrivi in ​​modo forte e chiaro ciò che fa male" (attribuito a Ernest Hemingway)

<...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020 | Ricerche

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021 | Esperienze & Opinioni

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)