'Vedere' indietro nel tempo: studio rivela che i movimenti oculari modellano il richiamo dei ricordi

family generation green eyes genetics conceptImage by rawpixel com on freepik

Gli occhi potrebbero rivelare come vengono ricordate le esperienze, secondo una nuova ricerca svolta al Baycrest di Toronto (Canada) che suggerisce che i cambiamenti nei movimenti oculari hanno un ruolo fondamentale nel recupero della memoria. Le scoperte offrono nuove informazioni su come funziona la memoria e su come può cambiare in caso di malattie del cervello.


I movimenti oculari, in particolare le saccadi (*), aumentano appena prima che le persone ricordino dettagli episodici – come ciò che è stato visto, sentito o percepito durante eventi passati della vita reale – e diminuiscono immediatamente dopo. Questo modello non è stato osservato quando i partecipanti ricordavano dettagli non episodici, come fatti generali o informazioni di base.


"Allineando i movimenti oculari con il ricordo parlato nell'ordine dei millisecondi, abbiamo visto la memoria dipanarsi in tempo reale", afferma il dottor Brian Levine, scienziato del Baycrest e autore senior dello studio pubblicato su Cognition. “Questi risultati mostrano che i movimenti oculari sono strettamente legati all’elaborazione e alla ricostruzione da parte del cervello dei ricordi visivi e spaziali di eventi passati, non solo un sottoprodotto del ricordo”.


Nello studio, a 91 giovani adulti sani è stato chiesto di fare un giro audio-guidato in stile museo di opere d'arte e di installazioni al Baycrest, composto da due segmenti di dieci minuti. Una settimana dopo, i partecipanti hanno ricordato liberamente il giro mentre guardavano uno schermo vuoto, mentre i loro movimenti oculari venivano registrati da un sistema di tracciamento oculare basato su video. Questo approccio ha permesso ai ricercatori di sincronizzare ogni movimento oculare con la tempistica precisa dei dettagli narrativi parlati.


L'analisi ha rivelato uno schema sorprendente: i dettagli episodici erano costantemente preceduti da un'esplosione di movimenti oculari e seguiti da una breve pausa della scansione visiva prima che emergesse il successivo dettaglio della memoria. Non è stata trovata alcuna relazione temporale di questo tipo per i contenuti non episodici. Principali risultati dello studio:

  • I movimenti oculari aumentavano circa mezzo secondo prima che i partecipanti ricordassero dettagli episodici e specifici dell'evento, ma non quando ricordavano informazioni generali o non episodiche.
  • I movimenti oculari diminuivano nel periodo immediatamente successivo a questi dettagli specifici.
  • Gli schemi dei movimenti oculari suggeriscono che l'esplorazione visiva ha un ruolo chiave nella ricostruzione delle esperienze di vita reale.


La memoria autobiografica è spesso compromessa precocemente in condizioni neurologiche come la demenza. Comprendere i meccanismi a grana fine che supportano il recupero della memoria potrebbe aiutare i ricercatori a sviluppare strumenti più sensibili per valutare la salute del cervello.


"Comportamenti naturali e non vincolati come i movimenti oculari offrono una finestra promettente sulla funzione cognitiva", afferma il dott. Levine. “Poiché possono essere misurati in modo discreto e ripetuto, potrebbero eventualmente integrare le tradizionali valutazioni della memoria sia nella ricerca che in contesti clinici”.


I ricercatori notano che principi simili possono applicarsi oltre la demenza. Il disturbo da stress post-traumatico (PTSD), ad esempio, comporta un ricordo molto vivido e intrusivo di eventi traumatici, insieme a cambiamenti funzionali e strutturali nelle reti cerebrali visive. Interventi efficaci per il PTSD mirano a contestualizzare le esperienze traumatiche e ridurre l’impatto emotivo dei ricordi visivi intrusivi. Analisi comportamentali a grana fine come quelle usate in questo studio potrebbero aiutare a testare e perfezionare tali interventi.


Il team sottolinea che saranno necessari altri studi longitudinali per determinare come questi modelli di movimento oculare cambiano con il normale invecchiamento e le malattie neurodegenerative e se potrebbero servire come indicatori precoci del declino della memoria.

 

 

(*) La saccade è un movimento dell'occhio del tipo più frequente. Consiste in rapidi movimenti degli occhi eseguiti per portare la zona di interesse a coincidere con la fovea. Vengono eseguite in media 3-4 saccadi al secondo. In media, durante la veglia, ne vengono quindi eseguite circa 150.000 in un giorno. Sono un movimento di tipo coniugato, ossia viene effettuato da entrambi gli occhi in modo sincrono. (da Wikipedia)

 

 

 


Fonte: Baycrest (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: RM Barker, [+5], B Levine. Remembrance with gazes passed: Eye movements precede continuous recall of episodic details of real-life events. Cognition, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Il sonno resetta i neuroni per i nuovi ricordi del giorno dopo

11.09.2024 | Ricerche

Tutti sanno che una buona notte di sonno ripristina l'energia di una persona; ora un nuo...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015 | Ricerche

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021 | Ricerche

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'i…

9.11.2020 | Ricerche

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Rete mitocondri-metabolismo-calcio: un fattore centrale nella patologia dell&#…

22.01.2026 | Ricerche

Una revisione pubblicata su Genes & Diseases da ricercatori dell'Institute for Brain...

Antiossidanti aiutano contro vari problemi di salute, ma è complicato capire q…

3.11.2025 | Esperienze & Opinioni

La descrizione di antiossidante è tutta nel nome: gli antiossidanti contrastano gli ossi...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

Sonno insufficiente associato ad aspettativa di vita ridotta

22.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che dormire almeno sette ore a notte migliora il modo in cui ti senti ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.