Studio rivela come leggere rimodella l’elaborazione del linguaggio

senior man reading book lying on bedImage by Drazen Zigic on freepik

Una nuova ricerca condotta al Baycrest (Toronto/Canada) e all’Università di San Paolo (Brasile) mostra che imparare a leggere cambia radicalmente il modo in cui il cervello risponde alla lingua parlata, anche quando non sono presenti parole scritte.


Mentre precedenti studi di scansione cerebrale hanno dimostrato che l’alfabetizzazione influenza fortemente il modo in cui il cervello risponde alle parole scritte, questo studio è tra i primi a mostrare differenze nell’attività cerebrale durante il solo ascolto. I risultati confermano che quando le persone imparano a leggere, sviluppano un’abilità chiamata 'consapevolezza fonemica', la capacità di ascoltare e manipolare i singoli suoni che compongono le parole pronunciate, una base fondamentale della lettura.


Lo studio mostra che imparare a leggere migliora il modo in cui il cervello elabora il linguaggio parlato aumentando la sensibilità a questi suoni componenti. Ciò, a sua volta, rafforza la memoria verbale a breve termine, supportando la capacità di apprendere competenze complesse e di gestire le esigenze cognitive della vita quotidiana.


"Questo studio ci aiuta a capire che le regioni cerebrali coinvolte nell'analisi dei suoni della lingua parlata operano indipendentemente dal significato", afferma il dottor Jed Meltzer, scienziato del Rotman Research Institute di Baycrest (Toronto/Canada) e autore senior dello studio pubblicato su Cortex. “Anche se questo livello di analisi non è richiesto per la comunicazione quotidiana, la lettura è un’abilità fondamentale che sblocca abilità cognitive più sofisticate che si estendono ben oltre la lettura stessa”.


I partecipanti provenivano da due gruppi di anziani: individui che avevano appena iniziato a imparare a leggere più avanti nella vita e che erano considerati funzionalmente analfabeti, nel senso che non erano in grado di leggere un testo e comprenderlo, nonostante la conoscenza dell'alfabeto e di alcune parole di base, e anziani più istruiti che leggevano fin dall'infanzia.


I partecipanti di entrambi i gruppi ascoltavano una storia e premevano un pulsante ogni volta che sentivano una parola specifica (es.: 'acqua'), mentre la loro attività cerebrale veniva misurata con la risonanza magnetica (MRI). La storia è stata presentata in parte in portoghese, la lingua madre dei partecipanti, e in parte in giapponese, una lingua a loro del tutto sconosciuta. Entrambe le versioni erano state registrate dallo stesso oratore, un insegnante perfettamente bilingue della comunità giapponese-brasiliana di San Paolo.


Sebbene i partecipanti di entrambi i gruppi abbiano ottenuto buoni risultati durante l’ascolto nella loro lingua madre, le loro prestazioni e modelli di attività cerebrale differivano notevolmente durante l’ascolto della lingua non familiare. Gli individui che avevano imparato a leggere in età precoce hanno mostrato un maggiore coinvolgimento di una regione chiave nell’emisfero destro del cervello durante il compito di ascolto più impegnativo.


Mentre l’emisfero sinistro è dominante nell’elaborazione del linguaggio, l’emisfero destro è più coinvolto quando i compiti sono più impegnativi. I risultati suggeriscono che questo reclutamento dell’emisfero destro riflette un’abilità appresa attraverso la lettura. I risultati principali dello studio:

  • Imparare a leggere cambia il modo in cui il cervello elabora il linguaggio parlato, aumentando la sensibilità ai singoli suoni contenuti nelle parole.
  • L'alfabetizzazione precoce è collegata a un maggiore coinvolgimento dell'emisfero destro del cervello durante compiti di ascolto impegnativi, indicando che imparare a leggere supporta un'elaborazione fonologica più avanzata sotto sforzo cognitivo.
  • Imparare a leggere non solo offre gli ovvi benefici dell'alfabetizzazione, ma modella anche fondamentalmente il modo in cui il cervello elabora il linguaggio in generale e probabilmente migliora la nostra capacità di gestire le sfide cognitive della vita moderna.


Questi risultati potrebbero informare la ricerca futura sul mantenimento della funzione cerebrale negli anziani. L’alfabetizzazione e l’apprendimento permanente potrebbero avere un ruolo nel rafforzamento della resilienza cognitiva, supportando il modo in cui il cervello si adatta alle sfide crescenti dell’età.

 

 

 


Fonte: Baycrest (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: MP Nucci, [+5], JA Meltzer. Literacy modulates engagement of the right inferior frontal gyrus in phonological processing of spoken language. Cortex, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Il sonno resetta i neuroni per i nuovi ricordi del giorno dopo

11.09.2024 | Ricerche

Tutti sanno che una buona notte di sonno ripristina l'energia di una persona; ora un nuo...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambi…

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023 | Ricerche

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Questo approccio di medicina di precisione potrebbe aiutarti a ritardare la de…

5.12.2025 | Ricerche

Secondo un nuovo studio condotto alla Università della California di San Francisco, la c...

Subiamo un 'lavaggio del cervello' durante il sonno?

4.11.2019 | Ricerche

Una nuova ricerca eseguita alla Boston University suggerisce che questa sera durante il ...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più c…

26.05.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la pe...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)