I nottambuli hanno un declino cognitivo più veloce dei mattinieri?

Sei mattiniera/o o nottambula/o? Chi resta sveglio la sera e va a letto tardi ha maggiori probabilità di declino cognitivo rispetto alle persone mattiniere, secondo una ricerca dell'UMCG. "La buona notizia è che è possibile influenzare in parte questo declino cognitivo modificando il proprio comportamento", afferma la ricercatrice Ana Wenzler, che contribuisce alla prevenzione della demenza con la sua ricerca.

night owlImage by vecstock / generative AI on Freepik

Poiché stiamo invecchiando, ci sono sempre più persone con demenza. All'interno di un grande studio nazionale, il progetto BIRD-NL, il Centro Medico Universitario di Groningen (UMCG) in Olanda, insieme a molti partner, sta cercando i modi per prevenire la demenza.

"Il fatto è che il tuo cervello si deteriora dopo i 40 anni", afferma la Wenzler, prima autrice di uno studio apparso sul Journal of Prevention of Alzheimer Disease. "Noi studiamo quale stile di vita o altri fattori possono ridurre il rischio di demenza".

 

Qual è il tuo cronotipo?

L'area di ricerca della Wenzler è il sonno.

"Usando i dati sulla vita, guardo i ritmi del sonno delle persone. Sei un mattiniero o un nottambulo? È difficile regolare il tuo orologio biologico - il tuo cosiddetto cronotipo -, ma puoi regolare la tua vita nel miglior modo possibile. Nella mia ricerca, ho esaminato se il cronotipo influisce sulla cognizione attraverso il comportamento".

Sulla base di questionari sui tempi di sonno compilati dai partecipanti, la Wenzler è stato in grado di determinare la misura in cui le persone sono estremamente mattiniere o nottambule e tutte le sfumature intermedie. Ha quindi esaminato i risultati di un test sulla funzione cognitiva per un periodo di 10 anni: in che modo i punteggi iniziali differiscono dai punteggi 10 anni dopo?

 

Comportamenti più frequenti malsani la sera

La conclusione: le persone che si coricano tardi declinano cognitivamente più velocemente dei mattinieri.

"Il comportamento malsano come fumare, bere e mangiare male avviene più spesso la sera", afferma la Wenzler. "Nel nostro studio, abbiamo anche visto questo: le persone serali fumano e bevono più spesso e si esercitano meno. La nostra ricerca dice che il 25% del rischio di declino cognitivo può essere spiegato dal fumo e dal sonno scarso".

È interessante notare che la differenza è stata trovata principalmente nelle persone con istruzione superiore.

"Probabilmente ha a che fare con il loro ritmo del sonno. Sono spesso persone che devono tornare a lavorare la mattina presto e quindi hanno maggiori probabilità di dormire troppo poco, dando il loro cervello troppo poco riposo".

 

Evoluzione genetica

La Wenzler, lei stessa più mattiniera che nottambula, spiega che gli orologi biologici delle persone sono geneticamente modificati.

"I bambini sono persone mattutine. Questo cambia quando raggiungi la pubertà, e diventi una persona serale. Intorno ai 20 anni le persone, per la maggior parte, sono nottambuli. A 40 anni, la maggioranza è di nuovo mattiniera. Ma questo non è certamente il caso per tutti. In questo modo, le persone serali si discostano dalla norma".

 

Lavora contro il tuo corpo il meno possibile

C'è poco che puoi fare per essere una persona serale. Ecco perché la Wenzler consiglia di lavorare contro il tuo corpo il meno possibile:

"Puoi provare ad andare a dormire prima, ma se il tuo corpo non produce ancora melatonina (l'ormone del sonno) non funzionerà: il tuo corpo semplicemente non vuole ancora dormire. Sospettiamo che le persone con istruzione inferiore o media abbiano maggiori probabilità di avere un lavoro che consente loro di tenere conto del proprio ritmo del sonno, come un lavoro nel settore dell'ospitalità o uno con turni notturni. Se ciò non è possibile, il tuo cervello non si riposa a sufficienza e hai maggiori probabilità di adottare cattive abitudini. Sarebbe bello dare ulteriore considerazione alle persone serali che ora devono lavorare presto: per esempio, dando loro la possibilità di iniziare più tardi".

 

La ricerca continua

Nel frattempo, la ricerca della Wenzler continua.

"Ora stiamo studiando se le persone serali hanno maggiori probabilità di sviluppare la demenza. Un declino cognitivo più rapido in mezza età non significa necessariamente un rischio più elevato di demenza. Con la nostra ricerca, speriamo di saperne di più al riguardo. Questo alla fine ci aiuterà a dare consigli informati alle persone su come cercare di prevenire la demenza".

 

 

 


Fonte: Universitair Medisch Centrum Groningen via EurekAlert! (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: AN Wenzler, [+2], N Smidt. Chronotype as a potential risk factor for cognitive decline: The mediating role of sleep quality and health behaviours in a 10-year follow-up study. J Prev Alz Dis, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023 | Esperienze & Opinioni

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019 | Ricerche

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta re...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzh…

28.09.2018 | Annunci & info

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023 | Normativa

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

Scoperta ulteriore 'barriera' anatomica che difende e monitora il ce…

11.01.2023 | Ricerche

Dalla complessità delle reti neurali, alle funzioni e strutture biologiche di base, il c...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

[Dana Territo] Accetta la persona cara in ogni fase del percorso della malatti…

13.01.2026 | Esperienze & Opinioni

Qualche parola di saggezza per i caregiver di Alzheimer per il nuovo anno?

Molto...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

Distinguere tra apatia e depressione può salvare la vita alle persone con dist…

2.03.2026 | Esperienze & Opinioni

Le persone con disturbi cerebrali, come il Parkinson e la demenza, ricevono spesso la di...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016 | Ricerche

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.