Quale parte del cervello influisce sulla memoria e sul comportamento?

Quale parte del cervello influisce sulla memoria e sul comportamento?

L'ippocampo, una parte del sistema limbico del cervello, è il custode delle nostre storie di vita ed è la sede della memoria a breve termine.


Tutto ciò che sentiamo, percepiamo, tocchiamo, annusiamo e proviamo, è elaborato inizialmente nell'ippocampo, dove viene smistato e inviato alle aree di conservazione a lungo termine in altre parti del cervello. L'ippocampo è la prima area ad essere danneggiata dal Morbo di Alzheimer (MA), quindi quando funziona male, o i dati vengono interrotti e non sono inviati alle aree di memoria a lungo termine del cervello, le informazioni sono sostanzialmente cancellate. Pertanto, queste informazioni si perdono in pochi istanti (memoria a breve termine) ed è come se non fossero mai esistite.


Il lobo temporale, situato nella parte anteriore del cervello, o lobo frontale, è come un dizionario. Aiuta l'individuo a decidere cosa dire e a trovare le parole per esprimere il pensiero. Il danno al cervello in chi ha l'MA si sposta in genere dall'ippocampo al lobo temporale, e questo causa problemi nella comunicazione e nella ricerca di parole. Ad esempio, l'individuo interessato avrebbe difficoltà a nominare oggetti comuni come una tazza o un orologio o le chiavi della macchina.


Lavorare con i numeri, conoscere la data, leggere una mappa, mettere le cose in schemi - queste abilità sono ospitate nel lobo parietale del cervello. Colpisce il pensiero e le abilità visuo-spaziali di chi ha l'MA. Se il danno della malattia si verifica nel lobo parietale, egli avrà problemi con l'orientamento diurno e temporale, difficoltà nel seguire le indicazioni e si perde in luoghi familiari e non familiari. Inoltre, avrà difficoltà a seguire sequenze in progetti o ricette.


Il lobo frontale è responsabile del giudizio e della pianificazione ed è la sede della nostra personalità. Questa è la sede della 'funzione esecutiva', che include prendere buone decisioni, avviare attività e avere un dialogo appropriato in contesti sociali. Quando il lobo frontale è danneggiato, l'individuo colpito perde quel sistema di filtraggio, il che significa che può iniziare a imprecare, dicendo cose sbagliate in situazioni sociali o a spogliarsi in pubblico. Inoltre, l'individuo affetto diventerà più apatico e irritabile.


Si dice che l'amigdala, situata vicino all'ippocampo, sia la parte del cervello che non dorme mai e viene anche definita la parte 'emotiva' del cervello. Può allertare sui pericoli, così che l'individuo può agire rapidamente per proteggersi e dare alla vita il suo contenuto emotivo come gioia, tristezza e rabbia. Poiché l'amigdala è danneggiata dalla progressione della malattia, l'individuo sperimenterà rabbia e agitazione per gli incidenti più piccoli e meno consequenziali.


La corteccia prefrontale è l'«interruttore smorzatore» dell'amigdala, e si trova tra l'amigdala e il lobo frontale, ed è spesso chiamata sede della 'cognizione sociale e morale'. Questa area del cervello rallenta la reazione emotiva forte e immediata scatenata dall'amigdala e consente alla capacità di ragionamento di decidere se la prima reazione è socialmente appropriata. Per gli individui affetti, il danno alla corteccia prefrontale può lasciare alterazioni cognitive sociali e l'individuo può comportarsi in modo improprio in pubblico o usare linguaggio offensivo contro gli altri, ma non provare rimorso o empatia in merito.


L'Alzheimer danneggia parti del cervello in modo diverso in ogni individuo. Tuttavia, è di aiuto capire il funzionamento delle varie parti del cervello e come sono influenzate dalla malattia.

 

 

 


Fonte: Dana Territo su The Advocate (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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