Non solo i marcatori: bisogna combattere anche gli stili di vita malsani

Gli operatori sanitari dovrebbero trattare i comportamenti non salutari con la stessa aggressività con cui trattano la pressione alta, il colesterolo e gli altri fattori di rischio delle malattie cardiache, secondo una raccomandazione scientifica della American Heart Association pubblicata su Circulation.


"Stiamo parlando di un cambiamento di paradigma: dal trattamento solo dei biomarcatori (indicatori fisici di rischio di una persona per le malattie cardiache) all'aiutare le persone a cambiare i comportamenti non salutari, come fumo, peso corporeo malsano, dieta di scarsa qualità e mancanza di attività fisica", ha detto Bonnie Spring, Ph.D., autrice principale della dichiarazione e professore di medicina preventiva e di psichiatria e scienze comportamentali alla Northwestern University di Chicago.


"Stiamo già trattando i fattori di rischio fisici che possono essere misurati attraverso un campione di sangue o la rilevazione della pressione sanguigna nello studio medico, ma le persone mettono a rischio la loro salute con i comportamenti. Non riusciamo ancora a misurare i risultati di questi comportamenti nel loro corpo".


Tra le raccomandazioni della dichiarazione, gli operatori sanitari dovrebbero creare "pratiche inter-professionali" per collegare i pazienti con gli specialisti nel cambiamento di comportamento, come dietologi e psicologi, ed implementare le cinque C quando si occupano dei pazienti:

  • Calcolare i comportamenti a rischio di un paziente per le malattie cardiache.
  • Consigliare cambiamenti, come ad esempio ridurre il peso o fare esercizio.
  • Concordare un piano d'azione.
  • Coalizzarsi nel trattamento.
  • Coordinare l'assistenza continua successiva.


Perché funzionino le pratiche inter-professionali, devono essere riviste le politiche dei rimborsi, ha detto la Spring. In un sistema sanitario efficace, i professionisti possono lavorare con i pazienti e basarsi sulla comunità e sulla tecnologia per fornire interventi comportamentali intensivi.


"Questo non è un problema che può essere risolto solo dal paziente o dal medico, che è legato dalla mancanza di tempo", ha detto la Spring. "Dobbiamo rompere le barriere e avanzare nella curva della prevenzione".


Ha detto che, per raggiungere gli obiettivi di impatto 2020 della American Heart Association (migliorare la salute cardiovascolare di tutti gli americani del 20 per cento, riducendo le morti per malattie cardiovascolari e per ictus del 20 per cento) dobbiamo rendere una priorità la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

 

 

 

 

 


Founte: American Heart Association.

Riferimenti: B. Spring, J. K. Ockene, S. S. Gidding, D. Mozaffarian, S. Moore, M. C. Rosal, M. D. Brown, D. K. Vafiadis, D. L. Cohen, L. E. Burke, D. Lloyd-Jones. Better Population Health Through Behavior Change in Adults: A Call to Action. Circulation, 2013; DOI: 10.1161/01.cir.0000435173.25936.e1

Pubblicato in newsroom.heart.org (> English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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