Terapia ormonale in menopausa ha un impatto complesso sulla salute del cervello

Un grande studio eseguito nel Regno Unito ha rilevato che gli effetti della terapia ormonale della menopausa sulla salute del cervello femminile potrebbero variare a seconda della durata dell'uso e della storia di chirurgia ginecologica della donna.

hormone therapy pexels martabranco 28153356Photo by Marta Branco via pexels.com

Uno studio suggerisce che la 'terapia ormonale sostitutiva' (MHT, menopausal hormone therapy) potrebbe avere effetti moderati sulla salute del cervello, ma ciò dipende dalla storia chirurgica passata, dalla durata del trattamento e dall'età della donna all'ultimo uso.


La ricerca, pubblicata su eLife, è stata descritta dai redattori come un'indagine importante, con l'uso di un solido modello di invecchiamento cerebrale, sulle associazioni tra MHT e salute cerebrale, di una vasta popolazione di donne del Regno Unito. Il lavoro affronta un argomento che secondo i redattori è di grande importanza, poiché la MHT e il suo effetto sul cervello devono essere compresi meglio, per fornire supporto medico efficace e individualizzato alle donne che passano alla menopausa.


Gli ormoni ovarici come gli estrogeni e il progesterone fluttuano durante la durata della vita di una donna, e in particolare durante gli anni precedenti la menopausa, quando la funzione ovarica inizia a diminuire. La MHT è spesso prescritta per ridurre al minimo i sintomi di queste fluttuazioni durante la transizione alla menopausa e in genere si ritiene che protegga il cervello e riduca il rischio di morbo di Alzheimer (MA), ma le prove a supporto di ciò sono in conflitto.


"I risultati contrastanti di precedenti studi sulla MHT e sulla salute del cervello sollevano la questione se una combinazione tra tempistica, formulazione e percorso di somministrazione potrebbe avere un ruolo cruciale nell'efficacia della MHT", afferma la prima autrice Claudia Barth, ricercatrice della divisione salute mentale e abuso di sostanze al Diakonhjemmet Hospital di Oslo (Norvegia). "In questo studio, abbiamo esaminato i collegamenti tra variabili della MHT, diversi regimi di MHT, fattori genetici e misurazioni cerebrali nelle donne medio-anziane".


I ricercatori hanno usato i dati della UK Biobank, che contiene informazioni genetiche, di vita e sanitarie de-identificate e campioni biologici. Hanno analizzato i dati di quasi 20.000 donne che avevano avuto scansioni cerebrali MRI ed erano utenti attuali o passate di MHT o non avevano mai usato MHT, la maggior parte delle quali riferiva di aver superato la menopausa. Hanno studiato immagini di risonanza magnetica cerebrale per determinare il 'divario di età cerebrale' (la differenza tra età cronologica e cerebrale) nonché altri indicatori della salute del cervello.


Il team afferma che i risultati sono stati sconcertanti. Le donne che avevano assunto MHT in passato non avevano differenze significative nell'età del cervello rispetto alle non utenti. Ma le donne che erano attuali utenti della MHT avevano in media lacune nell'età della materia grigia e bianca cerebrale - un segno che l'età del loro cervello era più avanzata dell'età cronologica effettiva - rispetto alle donne che non avevano mai assunto MHT. Avevano anche volumi cerebrali minori dell'ippocampo sinistro e destro.


In più, tra le utenti passate, l'età che avevano le donne quando hanno preso l'ultima volta la MHT ha fatto la differenza. Quelle più anziane al momento dell'ultimo uso dopo la menopausa avevano un divario di età cerebrale più elevato e volumi inferiori di ippocampo. Risultati simili sono stati trovati per le donne che hanno assunto MHT per più tempo.


Le donne sulla MHT che hanno subito un intervento chirurgico per rimuovere l'utero e/o entrambe le ovaie avevano un divario di età cerebrale inferiore rispetto alle donne su MHT senza la stessa storia chirurgica. E inaspettatamente, non c'era alcuna differenza nelle variabili correlate alla MHT come dose o ingredienti attivi, che fosse sintetica o bioidentica o presa come pillola o cerotto. I ricercatori hanno anche valutato se un gene di rischio del MA, chiamato ApoE ɛ4, ha influenzato l'effetto della MHT sugli indicatori della salute del cervello e non hanno trovato alcun legame qui.


Nel considerare i risultati, gli autori hanno commentato che, mentre alcune modeste caratteristiche avverse sulla salute del cervello erano associate all'uso attuale di MHT e alle donne che avevano un'età più avanzata all'ultimo uso, i risultati non supportano un effetto neuroprotettivo generale della MHT, né effetti avversi gravi sul cervello femminile.


"I risultati suggeriscono relazioni sottili ma complesse tra l'uso di MHT e la salute del cervello, evidenziando la necessità di un approccio personalizzato all'uso di MHT", afferma la Barth. "È importante sottolineare che le nostre analisi forniscono un'ampia visione delle associazioni basate sulla popolazione e non sono progettate per guidare le decisioni a livello individuale in merito ai benefici dell'uso di MHT rispetto ai rischi".


Gli autori aggiungono che le attuali utenti di MHT erano significativamente più giovani delle utenti del passato e delle non-utenti e in proporzione inferiore erano in postmenopausa (67% contro 80%), suggerendo che una percentuale maggiore di queste donne potrebbe essere stata in perimenopausa, che è spesso associata a sintomi neurologici come il declino cognitivo e i cambiamenti dell'umore. La necessità di MHT potrebbe quindi essere un indicatore di cambiamenti neurologici durante questa transizione, che poi si stabilizzano più avanti nella vita, suggeriscono.


"I nostri risultati indicano che l'effetto della MHT sulla salute del cervello femminile potrebbe variare a seconda di fattori come tempi, durata dell'uso e storia chirurgica passata", conclude l'autrice senior Ann Marie de Lange, ricercatrice senior del Dipartimento di neuroscienze cliniche dell'Ospedale Universitario di Losanna in Svizzera. “Tuttavia, il nostro studio è trasversale e non possiamo stabilire causalità. Studi futuri che mappano gli impatti a lungo termine della MHT sulla salute del cervello sono di immensa importanza per comprendere i profili e i benefici di rischio individuali. Le donne in tutto il mondo affrontano decisioni critiche sull'uso di MHT, ma l'attuale mancanza di ricerche complete le lascia senza le prove necessarie per fare scelte informate".

 

 

 


Fonte: eLife.(> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: C Barth, [+4], AMG de Lange. Menopausal hormone therapy and the female brain: leveraging neuroimaging and prescription registry data from the UK Biobank cohort. eLife, 2024, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023 | Ricerche

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018 | Ricerche

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto la ...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più c…

26.05.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per …

30.01.2019 | Ricerche

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel ...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023 | Ricerche

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle capacità di ...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la co...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)