Cellula cerebrale appena scoperta fa luce sulla formazione dei ricordi

Uno studio riferisce sulla scoperta di una nuova cellula nervosa nell'ippocampo, che è per lo più attiva quando il cervello crea un ricordo.

Marco Capogna

I ricercatori sanno da tempo che la memoria è rappresentata da cambiamenti nella parte del cervello chiamata ippocampo. Uno dei cambiamenti consolidati nell'ippocampo, che è stato associato alla memoria, è la presenza delle cosiddette 'increspature di onde acute' (SWR, sharp wave ripples), brevi eventi elettrici ad alta frequenza generati nell'ippocampo ritenuti un evento importante del cervello nella cosiddetta memoria episodica.


Questo tipo di memoria si riferisce agli episodi che sono avvenuti nella vita di un individuo, come i ricordi d'infanzia, il ricordo del primo appuntamento con un partner o il ricordo di un vecchio numero di cellulare. Tuttavia, ciò che accade nelle famose strutture del cervello a forma di cavalluccio marino, l'ippocampo, quando vengono generate le SRW, non era ancora chiaro.


Ora un nuovo studio, pubblicato su Neuron in collaborazione con il gruppo del prof. Ivan Soltesz della Stanford University, fa luce sull'esistenza di un tipo di neurone nell'ippocampo di topo che potrebbe essere cruciale per capire meglio la memoria episodica.


Il prof. Marco Capogna e l'assistente prof. Wen-Hsien Hou del Dipartimento di Biomedicina dell'Università di Aarhus hanno contribuito alla scoperta del nuovo neurone, che è associato alle increspature a onde acute e alla memoria.

 

Potrebbe essere interrotto nella demenza e nell'Alzheimer

Lo studio riferisce sul nuovo tipo di neurone - o cellula nervosa - nell'ippocampo, definisce il suo ruolo funzionale nel cervello, svela la sua connettività con altre cellule nervose e aree cerebrali, e fa avanzare la comprensione dei circuiti cerebrali che sottendono le onde cerebrali veloci che spesso sono associate alla memoria.


“Abbiamo scoperto che questo nuovo tipo di neurone è attivo al massimo durante le SWR, quando l'animale è sveglio - ma calmo - o profondamente addormentato. Al contrario, il neurone non è affatto attivo quando c'è l'attività neuronale lenta e sincronizzata chiamata 'theta' che può essere presente quando l'animale è sveglio e si muove o in un particolare tipo di sonno, quando di solito sogniamo", dice il prof. Marco Capogna.


A causa di questa attività dicotomica, questo nuovo tipo di neurone è stato chiamato 'theta off-ripples on' (TORO).
Lo studio è rilevante per gli esperti nel campo della memoria, dell'ippocampo e dei circuiti neurali. Tuttavia, può anche attirare l'attenzione di chiunque sia interessato a come funziona il cervello per creare la memoria.


Marco Capogna afferma:

“Come mai i neuroni TORO sono così sensibili alle SWR? Il documento cerca di rispondere a questa domanda, descrivendo la connettività funzionale dei neuroni TORO con altri neuroni e aree cerebrali, un approccio chiamato mappatura di circuito. Scopriamo che i TORO sono attivati ​​da altri tipi di neuroni nell'ippocampo, vale a dire i neuroni piramidali CA3, e sono inibiti da segnali provenienti da altre aree cerebrali, come il setto.

“Inoltre, lo studio rileva che i TORO sono neuroni inibitori che rilasciano il neurotrasmettitore GABA. Inviano i loro segnali localmente - come fanno la maggior parte dei neuroni GABAergici - all'interno dell'ippocampo, ma proiettano e inibiscono altre aree cerebrali al di fuori dell'ippocampo, come il setto e la corteccia. In questo modo, i neuroni TORO propagano le informazioni SWR globalmente nel cervello e segnalano che si è verificato un evento di memoria”.


Il team ha monitorato l'attività del neurone con l'elettrofisiologia, una tecnica che rileva l'attività dei neuroni misurando la tensione rispetto al tempo, e con scansioni che ne rilevano l'attività, misurando i cambiamenti nella segnalazione del calcio al loro interno.


Un importante passo successivo sarebbe dimostrare un legame causale tra l'attività delle cellule nervose TORO e la memoria. Inoltre, sarà interessante documentare se sono presenti l'inibizione dei neuroni TORO e delle increspature delle onde acute nella demenza e nell'Alzheimer che causano perdita di memoria.

 

 

 


Fonte: Line Rønn in Aarhus University (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Gergely Szabo, ...[+9], Marco Capogna, Ivan Soltesz. Ripple-selective GABAergic projection cells in the hippocampus. Neuron, 2022, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

Per capire l'Alzheimer, ricercatori di Yale si rivolgono alla guaina di m…

4.07.2025 | Ricerche

L'interruzione degli assoni, la parte simile a una coda nelle cellule nervose che trasme...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Subiamo un 'lavaggio del cervello' durante il sonno?

4.11.2019 | Ricerche

Una nuova ricerca eseguita alla Boston University suggerisce che questa sera durante il ...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023 | Esperienze & Opinioni

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambi…

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019 | Ricerche

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Chi mangia carne ha davvero più probabilità dei vegetariani di vivere fino a 1…

11.03.2026 | Ricerche

Secondo uno studio recente, le persone che non mangiano carne potrebbero avere meno prob...

Questo approccio di medicina di precisione potrebbe aiutarti a ritardare la de…

5.12.2025 | Ricerche

Secondo un nuovo studio condotto alla Università della California di San Francisco, la c...

Stimolazione a 40 Hz efficace a lungo termine nelle scimmie anziane: potenzial…

15.01.2026 | Ricerche

Un gruppo di ricerca del Kunming Institute of Zoology (KIZ) di Kunming (provincia di Yun...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022 | Ricerche

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno deme…

17.08.2018 | Ricerche

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcune...

[Greg O'Brien] Scoprire la grazia dell'imperfezione: apprezzare la l…

11.11.2025 | Voci della malattia

"Scrivi in ​​modo forte e chiaro ciò che fa male" (attribuito a Ernest Hemingway)

<...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)
We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.