Come distinguere il normale invecchiamento dai sintomi di demenza o Alzheimer?

Ti capita di dimenticare dove hai messo le chiavi o gli occhiali? Dimentichi momentaneamente il nome di qualcuno? Devi cercare a volte una parola o una frase che hai sulla 'punta della lingua'?


Con l'avanzare dell'età, si verificano lievi cambiamenti nel nostro intelletto.


La semplice dimenticanza (i cosiddetti 'momenti senior'), come dimenticare dove sono le chiavi della macchina o un ritardo nel ricordare nomi, date o eventi, fanno parte del processo di invecchiamento.


Vediamo un modesto declino nel cercare parole spontanee (potrebbe servire più tempo per ricordare le parole) e la nostra capacità di multi-tasking (fare più cose allo stesso tempo) rallenta.


Anche se il nostro vocabolario rimane invariato, la velocità di elaborazione delle informazioni inizia gradualmente a rallentare con l'età. Inoltre, imparare qualcosa di nuovo ed essere in grado di richiamarlo richiede più tempo con l'avanzare dell'età.


La memoria ha varie forme che possono essere influenzate in modo diverso dall'invecchiamento. Per esempio, non riuscire a ricordare i dettagli di un evento accaduto l'anno scorso è solo un normale invecchiamento.


Tuttavia, non essere in grado di ricordare i dettagli di un evento recente può indicare l'inizio di un qualche deficit cognitivo. Dimenticare le cose a volte è abbastanza normale mentre invecchiamo, ma dimenticarle molto di frequente e non riuscire più a ricordarle con facilità può essere segno di demenza o di Alzheimer.


Un anziano può a volte preoccuparsi della mancanza di richiamo e ricordo, ma quelli che sono attorno non sono preoccupati. Al contrario, le persone con problemi di memoria non sono a conoscenza di alcun problema, mentre coloro che li circondano sono estremamente preoccupati per loro.


Causa di preoccupazione potrebbe essere colui che spesso dimentica le chiavi, inizia a non riconoscere il nome degli oggetti, dimentica nomi e luoghi senza alcun richiamo, ha grandi difficoltà ad usare le parole giuste, si perde in ambienti familiari. In altre parole, quando la perdita di memoria impedisce a qualcuno di svolgere compiti quotidiani e ruoli abituali nella vita, si dovrebbe cercare la valutazione più approfondita di un medico.


Più di 50 condizioni possono causare o imitare i sintomi della demenza, che però di solito scompaiono quando viene trattato il problema sottostante, come un malfunzionamento della tiroide o una carenza di vitamina B12. Inoltre, segni simili alla demenza possono essere provocati da alcuni farmaci, come antidepressivi, antistaminici, farmaci anti-Parkinson, farmaci anti-ansia, farmaci cardiovascolari, anticonvulsivanti, corticosteroidi, narcotici e sedativi.


Chiunque sospetti gravi deficit della memoria dovrebbe discuterne con il proprio medico e sottoporsi a una valutazione completa prima di arrivare a qualsiasi conclusione. Anche se i deficit di memoria insorgono nel normale processo di invecchiamento, è importante mantenere il cervello sano e attivo

  • impegnandosi socialmente,
  • rimanendo fisicamente attivi,
  • adottando una dieta sana e
  • partecipando a giochi e attività mentalmente stimolanti.

 

 

 


Fonte: Dana Territo in The Advocate (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali colelgamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

Scoperta ulteriore 'barriera' anatomica che difende e monitora il ce…

11.01.2023 | Ricerche

Dalla complessità delle reti neurali, alle funzioni e strutture biologiche di base, il c...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023 | Ricerche

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017 | Ricerche

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ace, l...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

[Dana Territo] Accetta la persona cara in ogni fase del percorso della malatti…

13.01.2026 | Esperienze & Opinioni

Qualche parola di saggezza per i caregiver di Alzheimer per il nuovo anno?

Molto...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno deme…

17.08.2018 | Ricerche

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcune...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)