Cosa si può fare quando un genitore anziano ha la demenza?

A volte una diagnosi ci colpisce duramente. Un medico dice che il proprio caro anziano ha la demenza. A volte, si sa solo che qualcosa non va, non migliora, e l'unica cosa che i medici dicono è "perdita di memoria" o "deterioramento cognitivo lieve" (MCI).

Ha importanza che lo chiamano? Non molto. Quello che conta è non farsi risucchiare nella negazione e far finta che tutto sarà lo stesso d'ora in poi.


Purtroppo, non esistono corsi a scuola che ci dicono cosa fare e come essere utili quando un genitore anziano sviluppa la demenza. Potrebbe anche non essere chiaro cosa significa questa parola. Una realtà impressionante è che quando arriviamo verso gli 85 anni, abbiamo una probabilità su due di sviluppare la demenza di Alzheimer.


La demenza è un sintomo di malattia del cervello, spesso provocata dall'Alzheimer. Non abbiamo una cura e non si conosce la causa. Abbiamo buone idee su come prevenirla, ma quando il proprio caro anziano ha già notevoli problemi di perdita di memoria è troppo tardi per la prevenzione. Non ci sono farmaci che cambiano il corso complessivo della malattia, anche se alcuni farmaci danno un miglioramento temporaneo alla memoria di breve termine.


Stavo pranzando con un amico la cui madre ha la demenza. Mi ha chiesto: "Che cosa posso fare per mia madre? Vive così lontano. Mia sorella si prende cura di lei. La mamma è difficile. Mi sento inutile". Abbiamo parlato di quello che poteva fare: sviluppare una strategia, se si vuole "fare qualcosa", bisogna sviluppare una idea chiara di cosa significhi, fare un piano. Ecco alcuni suggerimenti:

  • Darci dentro. Assicurarsi che un famigliare non debba portare da solo il carico del caregiving. E' un carico pesante. Dare apprezzamento, incoraggiamento, o prendersi in carico un pò del suo onere, quando è possibile, su base regolare.
  • Assumersi un compito di lungo termine. Se pagare le bollette per la mamma è più facile che prendere un aereo o guidare a lungo per fare visite, offrire questo aiuto. Gestire immobili, contabilità, comunicare con le persone essenziali, fare operazioni bancarie, rinnovare prescrizioni e altre faccende che spesso possono essere fatte on-line o via telefono. Si può "fare qualcosa", anche se si vive lontano.
  • Essere creativi per cose che potrebbero piacere alla madre ed offrirsi di farlo quando la si visita. Si possono trovare suggerimenti per caregiver su questo sito o da organizzazioni come l'Associazione Alzheimer locale. Informarsi su ciò che potrebbe divertire una persona con i problemi della mamma.
  • Assicurarsi che i documenti legali siano in ordine, prima che passi troppo tempo e che la mamma diventi inabile a firmare qualsiasi cosa. Prendere l'iniziativa e scoprire se i documenti legali del proprio caro, come la procura e le direttive anticipate sull'assistenza sanitaria, siano aggiornati e firmati.
  • Evitare di criticare i famigliari che si occupano del paziente, non importa per quale motivo. Potrebbero non essere perfetti per quel lavoro, ma non c'è niente di più demotivante per un caregiver nella routine quotidiana del sentire cercare i propri difetti da parte di famigliari che non sono impegnati nel compito. Se si pensa che sia necessario un aiuto, offrirsi di darlo, pagarlo, o trovarlo.
  • Essere buoni ascoltatori. Se altri famigliari sono sempre presenti, impeganti sul duro lavoro del caregiving giorno dopo giorno, è doveroso visitarli regolarmente e lasciare che si sfoghino. Non costa nulla. Non richiede che un atteggiamento paziente e la volontà di mostrare sostegno, chiedendo come vanno le cose. Può essere più utile di quanto si creda. Vedere un genitore in declino spesso è triste. Parlare delle emozioni coinvolte può alleviare lo stress di ciascuno.

 

Quindi, per tutti coloro che si sentono anche inutili di fronte alla demenza di un genitore, c'è modo per diventare utili. Non c'è bisogno di abilità o competenze particolari. Serve capire ciò che è necessario, impegnarsi, e mantenere la continuità dell'impegno.


Se lo si fa, si rivedrà questo momento della vita senza rimpianti, un obiettivo degno di essere perseguito.


Alla prossima, Carolyn Rosenblatt

 

 

 

 

***********************
Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

***********************
Pubblicato da Carolyn Rosenblatt in Forbes.com il 1 Febbraio 2013 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:



Notizie da non perdere

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

Subiamo un 'lavaggio del cervello' durante il sonno?

4.11.2019 | Ricerche

Una nuova ricerca eseguita alla Boston University suggerisce che questa sera durante il ...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

[Greg O'Brien] Scoprire la grazia dell'imperfezione: apprezzare la l…

11.11.2025 | Voci della malattia

"Scrivi in ​​modo forte e chiaro ciò che fa male" (attribuito a Ernest Hemingway)

<...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023 | Ricerche

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambi…

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)