[Domenico Praticò] Cos'è l'Inflammaging e come gestirla?

Lo sapevi che all'invecchiamento è spesso associata una condizione di infiammazione persistente e di basso grado, chiamata anche 'inflammaging'? Negli ultimi anni questa condizione è stata associata all'aumento della fragilità e della morbilità che si osserva in molti anziani.

inflammation level in healthy and alzheimer brains Pascoal LabLivello di infiammazione in un cervello sano giovane (healthy young), uno sano anziano (healthy elderly) e uno con Alzheimer (Fonte: Pascoal Lab)

A causa del boom della popolazione anziana e dell'allungamento dell'aspettativa di vita a livello mondiale, è fondamentale comprendere in che modo l'invecchiamento contribuisce alla fragilità, e alla morbilità, nei pazienti anziani affetti da malattie croniche. Pertanto, una migliore comprensione delle ragioni per cui l'invecchiamento si traduce in una crescente suscettibilità a questi fenomeni è diventata una priorità urgente di salute pubblica a livello mondiale.

L'invecchiamento è un fattore di rischio per diverse patologie croniche vascolari e quelle neurodegenerative come la malattia di Alzheimer. L'invecchiamento provoca un rimodellamento cardiaco, con conseguente maggiore incidenza di malattie cardiovascolari. Inoltre, l'invecchiamento spesso coincide con un declino cognitivo e una maggiore incidenza della malattia di Alzheimer e altre forme di demenza. È interessante notare che la maggior parte di queste condizioni è associata a uno stato infiammatorio cronico, ritenuto importante per la loro patogenesi e progressione.

 

Cos'è l'infiammazione?

Da un punto di vista generale, l'infiammazione è una reazione a uno stimolo (o lesione) esterno o interno di varia natura, che viene percepito dall'organismo come potenzialmente dannoso. Di conseguenza, l'organismo mette in atto una risposta attraverso il sistema immunitario che dovrebbe proteggerci, che può durare ore o giorni, ma che alla fine si autoestingue. Tuttavia, in determinate circostanze, la reazione si protrae molto più a lungo, diventando cronica e spesso con effetti negativi sull'organismo coinvolto.

Studi recenti hanno evidenziato che durante l'invecchiamento si riscontra spesso uno stato infiammatorio persistente e di basso grado, anche in assenza di un vero e proprio insulto infiammatorio. In generale, gli organismi più anziani tendono a sviluppare uno stato pro-infiammatorio caratterizzato da elevati livelli circolanti di sostanze con potenti azioni pro-infiammatorie in vari tessuti e organi, una condizione chiamata inflammaging, termine coniato per la prima volta quasi 25 anni fa dal Professor Claudio Franceschi. Infatti, nella sua definizione e descrizione originale, il Prof. Franceschi si riferiva all'inflammaging come a "una condizione di infiammazione cronica specificatamente durante l'invecchiamento".

 

Qual è il legame tra l'inflammaging e malattie croniche?

Dopo 25 anni di ricerca, le cause dell'inflammaging sono ancora poco comprese, così come i meccanismi che collegano l'inflammaging alle malattie cardiovascolari, alla salute del cervello e la neurodegenerazione. Una domanda cruciale è se questo stato infiammatorio cronico causi direttamente la patologia associata o sia invece un effetto o un biomarcatore del tasso di invecchiamento biologico.

Moli studi hanno dimostrato che esistono potenziali meccanismi biologici collegati all'inflammaging, che tra gli altri comprende suscettibilità genetica, obesità, aumento della permeabilità intestinale, senescenza cellulare, stress ossidativo, disregolazione delle cellule immunitarie e infezioni croniche. L'infiammaging è tipicamente caratterizzata da livelli circolanti aumentati di varie sostanze, chiamate anche 'citochine' e/o 'chemochine', prodotte dalle nostre cellule immunitarie (linfociti, monociti, ecc.) che avviano e sostengono il processo infiammatorio, come il fattore di necrosi tumorale α (TNF-α), varie interleuchine (IL-1β, IL-6).

Attualmente, l'inflammaging è considerata in parte un fattore che contribuisce a diverse malattie legate all'invecchiamento. Finora, molti studi hanno tentato di esplorare l'infiammazione in vari organi (cuore, cervello) e la sua rilevanza patologica. Nonostante questi sforzi, il concetto di inflammaging rimane relativamente enigmatico da un punto di vista meccanicistico. Inoltre, il significato terapeutico dell'inflammaging e il suo potenziale per combattere patologie come la malattia di Alzheimer non sono stati ancora bene esplorati.

 

Possiamo curare l'inflammaging?

Sebbene non esista un trattamento farmacologico specifico per domare o combattere l'inflammaging, ci sono alcune misure che possono essere adottate per ridurne l'impatto negativo.

  • Dieta. Adottare una dieta antinfiammatoria, come la dieta mediterranea, può aiutare a ridurre l'infiammazione.
  • Esercizio fisico. L'attività fisica regolare può aiutare ad abbassare i livelli di infiammazione.
  • Gestione dello stress. Tecniche come la meditazione e lo yoga possono aiutare a gestire lo stress, che contribuisce all'infiammazione.
  • Anche uno stile di vita sano è importante per gestire l'infiammazione. Dare priorità al sonno, ridurre il consumo di alcol e smettere di fumare sono tutti accorgimenti che possono aiutare a ridurre l'infiammazione.

 

 

 

 


Fonte: Domenico Praticò in Pratico Lab

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020 | Ricerche

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020 | Esperienze & Opinioni

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023 | Ricerche

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020 | Ricerche

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carriera...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021 | Esperienze & Opinioni

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.