Cosa viene prima, l'infiammazione o l'Alzheimer? La ricerca continua

L'infiammazione è legata alla malattia di Alzheimer?

I ricercatori affermano che è ancora un mistero se l'infiammazione è il risultato del morbo di Alzheimer (MA) o se il processo infiammatorio ha un ruolo nel suo sviluppo. È probabile che l'infiammazione possa essere sia una causa che un effetto del disturbo cerebrale debilitante.


Dalla fine degli anni '80, vari studi hanno suggerito che l'infiammazione cronica presente nel MA accelera il processo della malattia e potrebbe persino innescarla. La prof.ssa Julie Williams del Genetic and Environmental Risk in Alzheimer's Disease Consortium dell'Università di Cardiff ha dichiarato:

"Sappiamo da tempo che l'infiammazione è presente nel cervello dei pazienti di MA. La comunità di ricerca tradizionale è interessata all'idea che l'infiammazione è un obiettivo importante per fermare o invertire la progressione del MA. Ma non sappiamo ancora esattamente quale ruolo ha la 'neuroinfiammazione' nella malattia.

"È una guida maligna del MA? O forse è un sottoprodotto non conseguente del danno alle cellule cerebrali e della morte comune nella malattia? Potrebbe anche essere una risposta benefica che viene attivata per riparare o eliminare i danni.

"Come la maggior parte delle cose in biologia, la risposta è complicata, ma sempre più ricerche suggeriscono che l'infiammazione ha un ruolo molto attivo e precoce nello sviluppo del MA" (da Alzheimer's Drug Discovery Foundation, 2017).


Di norma, l'infiammazione nasce nel corpo per limitare l'invasione di batteri, virus o parassiti estranei, e una volta rimossi, l'infiammazione viene risolta da meccanismi antinfiammatori. Tuttavia, nel cervello di MA, c'è un costante rilevamento dell'accumulo continuo di proteina amiloide-beta, che non consente all'infiammazione di essere risolta.


Esistono cellule immunitarie nel cervello, chiamate microglia, che sono normalmente presenti per ripulire le infezioni, e a loro volta proteggono il cervello dall'infiammazione. Le microglia 'pattugliano' il cervello, per così dire, alla ricerca di segni di infezione o infiammazione causati da proteine tossiche come l'amiloide-beta e qualsiasi altra cosa che possa danneggiare le cellule cerebrali o i neuroni.


Le microglia riconoscono le placche amiloidi del MA come indesiderate e le attaccano come attaccherebbero un'infezione. Quando queste cellule immunitarie sono disturbate dall'accumulo di troppe proteine amiloide-beta nel cervello, sono gravate di lavoro extra, e inducono le microglia a rilasciare troppe proteine. Questo rilascio eccessivo da parte delle microglia può causare una rottura delle sinapsi, le connessioni tra le cellule nervose nel cervello, consentono la comunicazione tra loro e creano e richiamano i ricordi.


Quando queste connessioni sono danneggiate, le perdite comportano un declino cognitivo, una delle caratteristiche chiave del MA. L'attivazione cronica delle microglia rimane un componente importante delle malattie neurodegenerative come il MA e la demenza, e questo componente probabilmente contribuisce alla disfunzione cerebrale, alle lesioni e all'infiammazione che portano alla progressione della malattia.


L'infiammazione fa sia degenerare il tessuto cerebrale, che aumentare l'amiloide-beta, il segno distintivo del MA. La ricerca continua a puntare elementi specifici dell'infiammazione che potrebbero essere utili nel trattamento o nella prevenzione della malattia.

 

 

 


Fonte: Dana Territo in The Advocate (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 | Ricerche

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale amiloid...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024 | Annunci & info

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee guida...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020 | Esperienze & Opinioni

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023 | Ricerche

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016 | Ricerche

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019 | Ricerche

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015 | Esperienze & Opinioni

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili d...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)