Iscriviti alla newsletter



Registrati alla newsletter (giornaliera o settimanale):
Ricevi aggiornamenti sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.


Iniezione intranasale di cellule staminali come possibile trattamento di Alzheimer

Delivery of extracellular vesicles from stem cellaffects microglia activationL'iniezione intranasale di vescicole extracellulari derivate da cellule staminali mesenchimali (MSC-EV), influenza l'attivazione delle microglia nel cervello di topo. Nell'immagine la distribuzione di microglia (verde) nella regione CA1 mediale dell'ippocampo di un topo di controllo (sinistra) e uno trattato (destra).Nella ricerca di una cura per il morbo di Alzheimer (MA), le cellule staminali mesenchimali e le loro vescicole extracellulari derivate ​​(MSC-EV), si dimostrano molto promettenti grazie alle loro proprietà protettive e antinfiammatorie.


I risultati di un nuovo studio fatto sui topi, pubblicato in STEM CELLS Translational Medicine, rafforza questa idea, mostrando per la prima volta che le MSC-EV iniettate attraverso i passaggi nasali riducono l'infiammazione, ritenuta un fattore primario nel MA, e innescano azioni che proteggono i neuroni del cervello da ulteriori effetti degenerativi.


Lo studio, guidato da Silvia Coco PhD, dell'Università di Milano-Bicocca, pone le basi per studi futuri che potrebbero indicare un modo per curare questa malattia devastante.


Il MA è una degenerazione irreversibile del cervello che provoca distruzioni nella memoria, nella cognizione, nella personalità e in altre funzioni, che alla fine portano alla morte. In tutto il mondo, si calcola che 50 milioni di persone vivano con il MA o con altre demenze, secondo un rapporto del 2018 di Alzheimer's Disease International, con un costo di assistenza stimato in più di 880 miliardi di euro.


Anche se si suppone che gli accumuli di proteine ​​anomale nel cervello, chiamate placche amiloidi, abbiano un ruolo centrale nel MA, prove crescenti suggeriscono che anche l'infiammazione sia cruciale per il suo sviluppo. Ciò solleva la necessità di puntare le cellule immunitarie del cervello come un modo per rallentare la progressione della malattia.


Gli effetti benefici delle MSC-EV nella regolazione dell'infiammazione presente nel MA sono già stati riferiti in diversi altri studi sui topi. Ciò è dovuto alla capacità delle MSC di modulare il sistema immunitario del corpo, che a sua volta si ritiene derivi dal rilascio delle EV. Queste vescicole di dimensioni nanometriche, legate alla membrana, trasportano sostanze (compreso DNA, RNA e proteine) tra le cellule, come forma di comunicazione intercellulare. Si ritiene inoltre che liberino la cellula da sostanze dannose.


In studi precedenti, le MSC-EV sono state somministrate per via endovenosa o direttamente nel liquido all'interno delle camere del cervello (ventricoli cerebrali) per un periodo prolungato di settimane o mesi. Qui differisce questo ultimo studio. La somministrazione delle MSC-PA è stata fatta attraverso i passaggi nasali, con dosaggi a frequenza molto maggiore.


"Credevamo che la possibilità di somministrare MSC-EV attraverso un percorso non invasivo, e la dimostrazione della loro efficacia antinfiammatoria, avrebbero potuto accelerare la possibilità di sfruttare le MSC-EV per trattare il MA", ha detto la dott.ssa Coco.


Il team ha condotto lo studio sia in vitro (fuori di un organismo vivente) che in vivo (all'interno dell'organismo vivente). Hanno iniziato raccogliendo MSC dal midollo osseo di donatori umani sani, pre-condizionandole con proteine ​​chiamate citochine, che aumentano le capacità antinfiammatorie delle MSC e il loro rilascio di EV.


Per il segmento in vitro dello studio, hanno aggiunto le MSC-EV risultanti alle microglia (le cellule che mediano le risposte immunitarie nel sistema nervoso centrale e, come tali, sono obiettivi nel MA) isolate dal topi C57BL/6 neonati. (Questi topi sono allevati appositamente per studiare malattie come il MA). Le iniezioni sono state fatte ad intervalli di 2 e 24 ore. I risultati sono stati poi analizzati 48 ore dopo l'applicazione finale.


Per la parte in vivo dello studio, il team ha somministrato due dosi di MSC-EV ad un gruppo di topi femmine di 7 mesi con MA. Le applicazioni sono state fatte attraverso i passaggi nasali, e la seconda dose è stata data solo 18 ore dopo la prima. Alla valutazione dei risultati, dopo 21 giorni, hanno trovato che, come avevano visto con l'esperimenti in vitro, le MSC-EV avevano smorzato l'attivazione delle cellule microgliali nel cervello dei topi e aumentato la densità delle spine dendritiche (strutture dei neuroni che danno capacità di resilienza cognitiva).


La dott.ssa Coco ha detto:

"Crediamo che l'aspetto sorprendente del nostro studio risieda nel fatto che gli effetti osservati sono stati raggiunti con solo 2 iniezioni intranasali di MSC-EV, a poche ore di distanza una dall'altra. Questo potrebbe forse essersi verificato perché le EV date per via intranasale potrebbero raggiungere livelli più elevati di quelli forniti con altri metodi".

"I nostri risultati rafforzano l'idea che i meccanismi d'azione diversi dalla rimozione delle placche amiloidi dal cervello dovrebbero meritare molta più attenzione nel trattamento del MA. Non c'è dubbio che debba essere considerata la possibilità di ottenere un effetto superiore con le iniezioni intranasali ripetute, e sarà una questione per esperimenti futuri".


Anthony Atala MD, capo redattore di STEM CELLS Translational Medicine e direttore del Wake Forest Institute for Regenerative Medicine, ha detto:

"In questo studio ci sono diversi risultati importanti. Nel tentativo di trovare una possibile cura per il MA, si sta investigando per scopi terapeutici sulle cellule staminali mesenchimali e le loro vescicole extracellulari derivate,​ grazie alle loro proprietà protettive e antinfiammatorie.

"I risultati di questo studio rappresentano un'opportunità di testare terapie potenzialmente efficaci con esperimenti clinici pilota umani. Questo lavoro è degno di essere ulteriormente approfondito".

 

 

 


Fonte: STEM CELLS Translational Medicine (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Morris Losurdo, Matteo Pedrazzoli, Claudia D'Agostino, Chiara Elia, Francesca Massenzio, Elena Lonati, Mario Mauri, Laura Rizzi, Laura Molteni, Elena Bresciani, Erica Dander, Giovanna D'Amico, Alessandra Bulbarelli, Antonio Torsello, Michela Matteoli, Mario Buffelli, Silvia Coco. Intranasal delivery of mesenchymal stem cell‐derived extracellular vesicles exerts immunomodulatory and neuroprotective effects in a 3xTg model of Alzheimer's disease. STEM CELLS Transl Med., 4 June 2020, DOI

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee g...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Diagnosi di Alzheimer: prenditi del tempo per elaborarla, poi vai avanti con m…

4.12.2023

Come posso accettare la diagnosi di Alzheimer?

Nathaniel Branden, compianto psicoterape...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle cap...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

Scoperta ulteriore 'barriera' anatomica che difende e monitora il ce…

11.01.2023

Dalla complessità delle reti neurali, alle funzioni e strutture biologiche di base, il c...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.