Alzheimer: identificati potenziali aggregati proteici da puntare per trattare la malattia

pathogenic tau aggregates attached to nerve endingsLa propagazione degli aggregati di proteine tau nel cervello contribuisce alla progressione del morbo di Alzheimer (MA).


Dei ricercatori in Francia hanno appena identificato gli obiettivi di questi aggregati.


Questo lavoro, pubblicato sul EMBO Journal [Rif.1] il 10 gennaio 2019, consentirà lo sviluppo di strumenti in grado di bloccare questi elementi chiave della propagazione degli aggregati e quindi di combattere il loro effetto patologico.


L'aggregazione delle proteine ​​alfa-sinucleina nel Parkinson e ​​tau nel MA è intimamente legata alla progressione di queste malattie neurodegenerative. Questi aggregati si propagano da una cellula neuronale a un'altra, attaccandosi alle cellule.


E durante questa propagazione si moltiplicano. È già stato dimostrato che la propagazione e l'amplificazione di questi aggregati proteici sono dannose e contribuiscono alla progressione di queste malattie. Comprendere la formazione di questi aggregati, la loro propagazione e la loro moltiplicazione nelle cellule del sistema nervoso centrale offre possibilità di trattamenti: permetterebbe di puntare questi processi e di agire sulle loro conseguenze.

 

Propagazione di proteine

Il passaggio chiave nella propagazione degli aggregati patogeni è l'attaccamento degli aggregati (rilasciati dalle cellule neuronali danneggiate) alle membrane delle cellule sane.


Avendo già identificato gli obiettivi degli aggregati patogeni della proteina alfa-sinucleina (Shrivastava et al., 2015, EMBO-J), il team del Laboratorio di Neurodegenerative Diseases (CNRS / CEA / Université Paris-Sud, MIRCen), in collaborazione con l'Ecole Normale Supérieure, l'Università della Sorbonne e l'Inserm, ha ora identificato gli obiettivi degli aggregati della proteina ​​tau.


Gli obiettivi sono la pompa del sodio / potassio e i recettori del glutammato, due proteine ​​essenziali per la sopravvivenza dei neuroni. L'esperimento è stato condotto su neuroni di topo in coltura.

 
Modifica della membrana del neurone

I ricercatori hanno anche dimostrato che gli aggregati patogeni modificano le membrane dei neuroni ridistribuendo le proteine ​​della membrana. Questo influenza l'integrità della membrana, e in particolare delle sinapsi, i nodi essenziali per la comunicazione tra i neuroni.


Questi cambiamenti hanno un effetto deleterio sui neuroni perché causano una comunicazione anormale tra di loro, così come la loro degenerazione. Questo lavoro spiega quindi il malfunzionamento precoce delle sinapsi e il degrado delle normali comunicazioni osservate nelle reti neuronali man mano che la malattia progredisce.

 

Verso nuovi trattamenti

Inoltre, apre la strada allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche basate sulla protezione dell'integrità delle sinapsi, ripristinando l'attività dei recettori della membrana della proteina tau attraverso l'uso di esche per prevenire l'interazione dannosa tra gli aggregati patogeni di proteine ​​tau e i loro obiettivi delle membrane neuronali.


Questi approcci terapeutici potrebbero essere sviluppati con neuroni umani, poiché i ricercatori del laboratorio hanno appena sviluppato colture di questo tipo in collaborazione con il laboratorio I-Stem (Institute for Stem Cell Therapy & Exploration of Monogenic Diseases, AFM-Téléthon/Insem/Génopole/University of Evry-Val-d'Essonne) e l'Università della Sorbona.


Anche quest'ultimo studio è stato pubblicato il 10 gennaio 2019, in Stem Cell Reports [Rif. 2].

 

 

 


Fonte: CEA (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:

  1. Amulya Nidhi Shrivastava, Virginie Redeker, Laura Pieri, Luc Bousset, Marianne Renner, Karine Madiona, Caroline Mailhes-Hamon, Audrey Coens, Luc Buée, Philippe Hantraye, Antoine Triller and Ronald Melki. Clustering of Tau Fibrils Impairs the Synaptic Composition of α3-Na+/K+-ATPase and AMPA receptors. EMBO Journal, 10 Jan 2019, DOI: 10.15252/embj.201899871
  2. Simona Gribaudo, Philippe Tixador, Luc Bousset, Alexis Fenyi, Patricia Lino, Ronald Melki, Jean-Michel Peyrin, Anselme Louis Perrier. Propagation of α-Synuclein strains within human reconstructed neuronal network. Stem Cell Reports, 10 Jan 2019 DOI: 10.1016/j.stemcr.2018.12.007.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Molti pazienti vogliono parlare della loro fede, ma i neurologi spesso non san…

20.03.2026 | Ricerche

Un nuovo studio offre strategie pratiche per incorporare la valutazione spirituale nelle cure neu...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per …

30.01.2019 | Ricerche

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel ...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheime…

21.12.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024 | Annunci & info

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee guida...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)
We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.