Sonno ottimale legato a rischio minore di demenza e morte prematura

Durate sia troppo brevi che troppo lunghe del sonno giornaliero sono state considerate fattori di rischio per la demenza e la morte prematura da uno studio su adulti giapponesi over-60.


La ricerca, i cui risultati sono pubblicati sul Journal of American Geriatrics Society, ha analizzato 1.517 adulti per 10 anni: 294 di loro hanno sviluppato una demenza e 282 sono morti.


I tassi di incidenza della demenza e della mortalità per ogni causa, aggiustati per età e sesso, erano maggiori in quelli con una durata giornaliera del sonno sotto le 5 ore e in quelli con 10 ore o più, rispetto a quelli con una durata giornaliera del sonno compresa tra 5 e 6.9 ore.


I partecipanti con una durata breve del sonno, che avevano un'attività fisica elevata, non avevano tuttavia un rischio maggiore di demenza e morte.


"Dati gli effetti benefici dell'attività fisica sul rischio di disturbi del sonno, questi risultati indicano che non solo mantenere la durata del sonno, ma anche cambiare i comportamenti legati al sonno possono essere strategie efficaci per prevenire la demenza e la morte prematura degli anziani", hanno concluso gli autori.

 

 

 


Fonte: Wiley (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Tomoyuki Ohara, Takanori Honda, Jun Hata, Daigo Yoshida, Naoko Mukai, Yoichiro Hirakawa, Mao Shibata, Hiro Kishimoto, Takanari Kitazono, Shigenobu Kanba, Toshiharu Ninomiya. Association Between Daily Sleep Duration and Risk of Dementia and Mortality in a Japanese Community. Journal of the American Geriatrics Society, 2018; DOI: 10.1111/jgs.15446

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