4 suggerimenti per aiutare a prevenire l'Alzheimer

Ufficialmente, l'Alzheimer è la sesta causa di morte degli americani. Ma uno studio del 2014 apparso sulla rivista Neurology ha riesaminato le voci "causa di morte" sui certificati di morte e sulle cartelle cliniche, e i ricercatori hanno stimato che i veri numeri di morti a causa dell'Alzheimer sono molto più vicini alla prima e seconda causa della classifica: malattie di cuore e cancro. Se si sviluppassero questi numeri, il vero impatto del morbo potrebbe essere da cinque a sei volte maggiore della stima corrente.

Ma per cominciare, che cosa è l'Alzheimer?

La malattia è un tipo di demenza, una famiglia di disturbi cerebrali che causano il deterioramento della memoria, il declino della capacità intellettuale, cambiamenti di personalità, e la perdita di abilità sociali abbastanza gravi da derubare la persona della sua indipendenza.


L'Alzheimer è la causa più comune di demenza; è responsabile di circa il 60% di tutti i casi di demenza. La malattia è progressiva, il che significa che peggiora mentre avanza. Il decorso della malattia è generalmente uno scivolo lento e costante nel funzionamento, mentre le cellule del cervello degenerano e muoiono.


Se l'Alzheimer è scivolare, la demenza vascolare (la seconda demenza più diffusa) è una scala in discesa, con sintomi stabili seguiti da cali improvvisi. La demenza vascolare è causata da un danno alla rete dei vasi sanguigni all'interno del cervello, spesso causata da una serie di piccoli ictus, dovuti a coaguli di sangue o a rottura dei vasi sanguigni. Poiché il sistema vascolare viene danneggiato, il sangue non può raggiungere le cellule cerebrali, che muoiono.


Ci sono trattamenti temporanei, ma non esiste una cura per l'Alzheimer o la demenza vascolare. Pertanto è fondamentale la prevenzione. Non è possibile controllare tutti i fattori che contribuiscono allo sviluppo della demenza (la tua genetica o l'età, per esempio), ma ci sono molte cose che puoi fare per ridurre il rischio. Ecco 4 consigli per mantenere sano il cervello.

 

1: Prenditi cura del cuore e il tuo cervello seguirà

Secondo uno studio del 2014, eseguito all'Università di Cambridge, fino a un terzo di tutti i casi di Alzheimer sono influenzati significativamente dallo stile di vita, e sono quindi prevenibili. Quindi ecco la regola: qualsiasi cosa che fa bene al tuo cuore fa bene anche al tuo cervello.
Un altro studio del 2014 ha seguito quasi 18.000 americani per quattro anni, e ha scoperto che quelli con la peggiore salute cardiaca avevano più probabilità di sviluppare il decadimento cognitivo nel corso dello studio.
Inoltre, le condizioni collegate al cuore, come la pressione alta e il colesterolo alto, possono aumentare il rischio di demenza vascolare; per cui prenditi cura del cuore, e il tuo cervello ne trarrà beneficio. Come farlo? La mossa migliore è l'esercizio fisico, che stimola la crescita dei nervi e aumenta il numero di piccoli vasi sanguigni nel cervello. Ma è cruciale pure dormire 7/8 ore a notte, seguire una dieta sana per il cuore, e ridurre lo stress negativo.

 

2: Smetti di fumare e bevi con moderazione (o non bere del tutto)

Sì, anche questi sono cambiamenti dello stile di vita, ma sono così importanti che meritano di essere citati a parte. In uno studio del 2008 su persone con più di 65 anni, coloro che bevevano più di due bevande alcoliche al giorno hanno sviluppato l'Alzheimer quasi 5 anni prima di quelli che hanno bevuto meno.
Coloro che fumavano un pacchetto di sigarette al giorno o più, l'hanno avuto quasi due anni e mezzo prima. Il mix fumo pesante + bere ha fatto insorgere il morbo 6/7 anni prima, in media, di quanto sarebbe successo altrimenti.

 

3: Stimola il cervello, ma non necessariamente fissando uno schermo

Verso la fine degli anni '90, quasi 3.000 anziani hanno partecipato ad una ricerca dove hanno frequentato dieci corsi di allenamento mentale che insegnavano strategie per la memoria, come risolvere i problemi, o abilità di reazione visiva rapida. Quando i ricercatori li hanno testati di nuovo 10 anni dopo, i gruppi di problem-solving e di reazione rapida hanno continuato a mostrare miglioramenti. Solo il gruppo di memoria non l'ha fatto.
Ma è importante non travisare la stimolazione cerebrale come una cura miracolosa. In effetti, una meta-analisi del 2013 (studio di altri studi) ha scoperto per esempio che la formazione della memoria aiuta effettivamente la memoria, ma gli effetti non si estendono ad altre abilità. Indipendentemente da ciò, coinvolgere il cervello con il mondo non è mai una cosa negativa.
E non c'è bisogno di fare affidamento su una app o spulciare dentro i cruciverba, come se si stesse prendendo medicine. (Ma se ti piacciono le app e i cruciverba, più potere a te e alla tua corteccia!). Se il sudoku non è il tuo stile, potresti seguire un corso di formazione continua, provare una nuova attività, assistere a concerti o spettacoli teatrali, o semplicemente leggere.

 

4: Affossa il cinismo

Uno studio del 2014 ha trovato che gli individui ad alto contenuto di sfiducia cinica, definita come "la convinzione che gli altri sono egoisti e manipolatori", avevano una maggiore probabilità di sviluppare una demenza rispetto a quelli a basso contenuto di sfiducia cinica. Perciò controlla i tuoi giudizi e dai agli altri il beneficio del dubbio. Non c'è bisogno di essere un ottimista incallito, ma a tutti voi musoni: dovreste prendere in considerazione di strizzare quella coperta bagnata.


Per concludere, ricordiamo che solo una parte di ciò che contribuisce all'Alzheimer è controllabile. Si può fare tutto "giusto" e ancora potrebbe essere impossibile prevenire la malattia. Ma è possibile controllare alcune scelte di vita, per ridurre il rischio o ritardare l'insorgenza, come non fumare, fare esercizio fisico, o rotolare gli occhi meno spesso [atteggiamento di insofferenza, noia, ...].


Infine, se qualcuno che ami ha la demenza, non incolpare la vittima. Offri invece sostegno, amore e pazienza. Se ti prendi cura di una persona con demenza, giù il cappello; cerca però di trovare anche sostegno per te stesso.


Di nuovo, non hai il controllo totale sulla possibilità o meno di sviluppare una demenza. Ma prenderti cura del tuo cervello ora può solo migliorare la qualità della tua vita oggi, e domani.

 

 

 


Fonte: Ellen Hendriksen PhD in Huffington Post (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Il sonno resetta i neuroni per i nuovi ricordi del giorno dopo

11.09.2024 | Ricerche

Tutti sanno che una buona notte di sonno ripristina l'energia di una persona; ora un nuo...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020 | Esperienze & Opinioni

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020 | Ricerche

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la co...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Rete mitocondri-metabolismo-calcio: un fattore centrale nella patologia dell&#…

22.01.2026 | Ricerche

Una revisione pubblicata su Genes & Diseases da ricercatori dell'Institute for Brain...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021 | Esperienze & Opinioni

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024 | Annunci & info

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee guida...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Il litio potrebbe spiegare, e trattare, l'Alzheimer?

19.08.2025 | Ricerche

Qual è la prima scintilla che innesca la marcia ruba-memoria del morbo di Alzheimer (MA)...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021 | Esperienze & Opinioni

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)