'Filmate' a risoluzione atomica le proteine ​mentre si schiudono

Alzheimer, Parkinson e Corea di Huntington sono tre malattie con una cosa in comune: sono causate da proteine mal ripiegate che formano grumi insolubili nel cervello dei pazienti affetti e, infine, ne distruggono le cellule nervose.

Una delle questioni più importanti nel campo delle scienze biologiche e della medicina è perciò: come fanno le proteine - gli strumenti delle cellule viventi - a raggiungere o a perdere la loro struttura tridimensionale. Perché possono svolgere i loro compiti in modo corretto solo se le loro catene di aminoacidi sono ben ripiegate.


"Istantanea" del dispiegarsi della proteina CylR2
dell'Enterococcus faecalis. Se la proteina viene
raffreddato da 25°C a -16°C, si scompone in suguito
nelle sue due subunità identiche. Queste ultime
sono inizialmente stabili, ma a -16°C formano una
forma proteica dinamica ed instabile con un ruolo
chiave nella piegatura. (Credit: Image courtesy of
Max Planck Institute for Biophysical Chemistry)


Ma finora è stato quasi impossibile indagare su cosa succede esattamente quando le proteine si piegano o si aprono. Con il calore e la pressione, le proteine perdono facilmente la loro forma - e quindi la loro funzione. Tuttavia, questi metodi non sono adatti per osservare direttamente il loro processo di dispiegamento. Le forme intermedie che si formano nel corso del ripiegamento delle proteine sono troppo transitorie.


Per la prima volta e con un approccio innvativo, dei ricercatori sono riusciti a "filmare" il complesso processo di folding [piegatura] delle proteine. Gli scienziati del Max Planck Institute for Biophysical Chemistry (MPIbpc) e del Centro tedesco per le Malattie Neurodegenerative (DZNE) di Göttingen, insieme ai colleghi dell'Accademia Polacca delle Scienze di Varsavia e dell'Università di Varsavia, hanno reso visibile - a risoluzione atomica - come una proteina "perde la sua forma" progressivamente.


Per farlo, i ricercatori avevano riposto le speranze sulle basse temperature. "Se una proteina viene raffreddata lentamente, le sue forme intermedie sono molte di più rispetto ai metodi di denaturazione comunemente usati, come il calore, la pressione, o l'urea. Speravamo che tali varianti sarebbero state sufficienti per esaminare le forme intermedie con la risonanza magnetica nucleare (NMR)", scrive Markus Zweckstetter, responsabile dei gruppi di ricerca "Determinazione della struttura proteica con MNR" al MPIbpc e "Biologia Strutturale nella Demenza" al DZNE di Göttingen.

 

Come una proteina perde la sua forma

Come oggetto della ricerca, il team di Zweckstetter ha scelto una proteina chiave per la produzione di tossine nell'Enterococcus faecalis, un agente patogeno frequente negli ospedali dove rischia in particolare di comprometterei i pazienti con un sistema immunitario debole. Ma questa non è l'unica ragione per cui la cosiddetta proteina CylR2 è interessante.


Qualche tempo fa, i ricercatori che lavorano con Stefan Becker al MPIbpc sono riusciti a chiarire la sua struttura, che mostra una forma tridimensionale; ciò rende la CylR2 un candidato particolarmente promettente per l'approccio degli scienziati. "La ClyR2 è una proteina relativamente piccola composta da due subunità identiche. Questo ci ha dato la grande opportunità di visualizzare le singole fasi del suo processo di dispiegamento in provetta", spiegano i chimici Mariusz e Lukasz Jaremko.


Il gruppo di Stefan Becker ha intrapreso il primo passo: preparare una quantità sufficiente della proteina in laboratorio. Successivamente, i due chimici hanno raffreddato la proteina da 25°C a -16°C ed hanno esaminato le sue forme intermedie con la spettroscopia NMR. Hanno raggiunto ciò che speravano: il loro "filmato" mostra a risoluzione atomica come si dispiega la proteinaa poco a poco.


Il biologo strutturale Markus Zweckstetter descrive esattamente ciò che accade in questo processo: "Vediamo chiaramente come la proteina CylR2, in ultima analisi, si divide nelle sue due subunità. Le singole subunità sono inizialmente relativamente stabili. Dopo un ulteriore raffreddamento, la proteina continua ad aprirsi e a -16°C è estremamente instabile e dinamica. Questa forma instabile della proteina fornisce il seme per la piegatura e può anche essere l' "innesco" del misfolding [=errata piegatura]".


I risultati dello scienziato possono aiutare a raggiungere una maggiore comprensione di come le proteine assumono la loro struttura spaziale e perché le forme intermedie di alcune proteine si piegano erroneamente nel caso di malattia.

 

 

 

EnFlagRead the original English version of this article here.

 

 

***********************
Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

***********************
Fonte: Materiale del Max Planck Institute for Biophysical Chemistry.

Riferimento:
Mariusz Jaremko, Łukasz Jaremko, Hai-Young Kim, Min-Kyu Cho, Charles D Schwieters, Karin Giller, Stefan Becker, Markus Zweckstetter. Cold denaturation of a protein dimer monitored at atomic resolution. Nature Chemical Biology, 2013; DOI: 10.1038/nchembio.1181.

Pubblicato in Science Daily il 11 Febbraio 2013 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:



Notizie da non perdere

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Stimolazione a 40 Hz efficace a lungo termine nelle scimmie anziane: potenzial…

15.01.2026 | Ricerche

Un gruppo di ricerca del Kunming Institute of Zoology (KIZ) di Kunming (provincia di Yun...

Come un meccanismo di difesa antivirale può portare all'Alzheimer

30.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che la tau iperfosforilata, il componente principale dei grovigli pato...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

[Greg O'Brien] Scoprire la grazia dell'imperfezione: apprezzare la l…

11.11.2025 | Voci della malattia

"Scrivi in ​​modo forte e chiaro ciò che fa male" (attribuito a Ernest Hemingway)

<...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambi…

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023 | Ricerche

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019 | Ricerche

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021 | Esperienze & Opinioni

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)