Ricercatori sull’invecchiamento trovano un nuovo pezzo del puzzle nel gioco della longevità

cell organelles

I miglioramenti nella salute pubblica hanno consentito all’umanità di vivere fino a un’età più avanzata che mai, ma, per molte persone, questi ulteriori anni d’oro non sono di buona salute. L’invecchiamento è una parte naturale della vita, ma è associato a un’incidenza notevolmente maggiore della maggior parte delle malattie croniche, tra cui vari tipi di cancro, diabete e morbo di Alzheimer.


Il laboratorio di Kris Burkewitz, assistente professore di biologia cellulare e dello sviluppo alla Vanderbilt University di Nashville (Tennessee/USA), vuole capire se esiste un modo per spezzare i legami tra il processo di invecchiamento e le malattie, in modo da poter rimanere sani più a lungo, permettendoci di vivere meglio i nostri ultimi anni. Per raggiungere questo obiettivo, si concentra su come le cellule organizzano i loro compartimenti interni (organelli), e come le strutture degli organelli possono influenzare funzione cellulare, metabolismo e rischio di malattie.


Nel suo studio più recente, pubblicato su Nature Cell Biology, Burkewitz descrive un nuovo modo in cui le cellule si adattano al processo di invecchiamento: rimodellando attivamente il reticolo endoplasmatico (RE), uno degli organelli più grandi e complessi della cellula. Il suo team ha scoperto che le cellule che invecchiano rimodellano il loro RE attraverso un processo chiamato RE-fagia, che punta selettivamente specifici sottodomini RE per la scomposizione.


La scoperta che la RE-fagia è coinvolta nell’invecchiamento evidenzia questo processo come un possibile bersaglio farmacologico per condizioni croniche legate all’età come le malattie neurodegenerative e vari contesti di malattie metaboliche.

 

Cosa sapevamo

“Mentre molti studi precedenti avevano documentato come i livelli dei diversi macchinari cellulari cambiano con l’età, noi ci stiamo concentrando invece su come l’invecchiamento influenza il modo in cui le cellule ospitano e organizzano questi macchinari all’interno delle loro complesse architetture interne”, ha detto Burkewitz.


L’efficienza della funzione e del metabolismo di una cellula dipende da come questi insiemi di macchinari sono organizzati e distribuiti al suo interno. Un modo utile per immaginare come l’architettura interna di una cellula influisce sulla sua funzione è immaginare una fabbrica che costruisce molti prodotti complessi. Secondo Burkewitz, quella fabbrica ha bisogno di molti macchinari specializzati, ma anche se sono tutti presenti, la fabbrica funziona bene solo se sono disposti nella giusta posizione e sequenza.

"Quando lo spazio è limitato o le esigenze di produzione cambiano, la fabbrica deve riorganizzare la propria configurazione per realizzare i prodotti giusti", ha affermato Burkewitz. “Se l’organizzazione si rompe, la produzione diventa molto inefficiente”.


Una delle strutture più grandi e importanti di una cellula è il RE, un labirinto di fogli e tubuli interconnessi che non solo è un centro importante di produzione di proteine ​​e lipidi, ma funge da impalcatura per organizzare altre parti della cellula. Nonostante questi ruoli critici, gli scienziati sapevano sorprendentemente poco su come la struttura del RE può cambiare negli animali che invecchiano.

 

Cosa è stato scoperto

"Non abbiamo solo aggiunto un pezzo al puzzle dell'invecchiamento, abbiamo trovato un'intera sezione che non è stata nemmeno toccata", ha affermato Eric Donahue, PhD'25, il primo autore dello studio.


Donahue, Burkewitz e il loro team hanno usato nuovi strumenti genetici e la microscopia ottica ed elettronica avanzata per visualizzare come è modellato e organizzato il RE all'interno delle cellule dei vermi viventi Caenorhabditis elegans (C. elegans), un modello ampiamente impiegato per la ricerca sull'invecchiamento. I vermi C. elegans possiedono una combinazione unica di caratteristiche che li rendono il modello ideale per studiare l'invecchiamento: sono trasparenti e invecchiano rapidamente, una combinazione che consente ai ricercatori di osservare cosa succede all'interno delle cellule di animali intatti e invecchiati.


Burkewitz e il suo team hanno scoperto che, man mano che gli animali invecchiano, riducono drasticamente la quantità di RE 'grezzo' nelle loro cellule, che è coinvolto nella creazione di più proteine; la quantità di RE tubulare, che è associata più strettamente alla produzione di lipidi o grassi, è influenzata solo leggermente. Questo cambiamento si conforma a temi più ampi dell’invecchiamento, come il declino della nostra capacità di mantenere le proteine ​​funzionali e i cambiamenti nel metabolismo che ci portano ad accumulare grasso in posti nuovi; sono necessarie ulteriori ricerche per stabilire questi collegamenti causali.


I ricercatori hanno anche scoperto che le cellule usano il processo RE-fagia per rimodellare il proprio RE durante l’invecchiamento e che la RE-fagia è collegata alla durata della vita, contribuendo attivamente a un invecchiamento sano.

 

Cosa viene ora?

Il laboratorio di Burkewitz continuerà a studiare le diverse strutture del RE e il modo in cui possono promuovere diversi esiti metabolici su scala cellulare e sull'intero organismo. Poiché il RE è uno dei principali regolatori dell'organizzazione di tutti gli altri compartimenti all'interno della cellula, sarà importante chiedersi in che modo il suo rimodellamento durante l'invecchiamento influisce sull'organizzazione di altri componenti cellulari.

"I cambiamenti nel RE si verificano relativamente presto nel processo di invecchiamento", ha detto Burkewitz. “Una delle implicazioni più interessanti di tutto ciò è che potrebbe essere uno dei fattori scatenanti di ciò che verrà dopo: disfunzioni e malattie”.


Se gli scienziati riuscissero a capire qual è esattamente lo scatenante, potrebbero essere in grado di impedirne l’attivazione.

 

 

 


Fonte: Vanderbilt University (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: EKF Donahue, [+15], K Burkewitz. ER remodelling is a feature of ageing and depends on ER-phagy. Nat Cell Biol, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020 | Ricerche

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

Rete mitocondri-metabolismo-calcio: un fattore centrale nella patologia dell&#…

22.01.2026 | Ricerche

Una revisione pubblicata su Genes & Diseases da ricercatori dell'Institute for Brain...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di Alzh…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023 | Ricerche

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la co...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Questo approccio di medicina di precisione potrebbe aiutarti a ritardare la de…

5.12.2025 | Ricerche

Secondo un nuovo studio condotto alla Università della California di San Francisco, la c...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambi…

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016 | Ricerche

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

10 Consigli dei neurologi per ridurre il tuo rischio di demenza

28.02.2023 | Esperienze & Opinioni

La demenza colpisce milioni di persone in tutto il mondo, quasi un over-65 su 10. Nonost...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.