Trovato un nuovo modo per rallentare la perdita di memoria nell'Alzheimer ... dei topi

Mouse immune cells PTPB1Eliminando PTP1B in topi modello di Alzheimer (riga inferiore), le cellule immunitarie del cervello (verdi) riuscivano meglio a fagocitare le dannose placche di amiloide-β (grigie), come si vede nella colonna di sinistra. Fonte: Tonks Lab / CSHL

Il morbo di Alzheimer (MA) viene spesso misurato in termini statistici: milioni di persone colpite in tutto il mondo, casi in forte aumento, costi che raggiungono trilioni. Per le famiglie, la malattia viene vissuta in modo molto più intimo. "È un lutto lento", afferma il professor Nicholas Tonks del Cold Spring Harbor Laboratory, la cui madre aveva il MA. "Perdi la persona pezzo dopo pezzo".


Si discute molto su come il disturbo neurodegenerativo possa essere causato da un accumulo di 'placca' nel cervello. Questa placca è composta dall'amiloide-β (Aβ), un peptide che si trova in natura ma che può accumularsi e unirsi, promuovendo lo sviluppo del MA. Ora, Tonks, la dottoranda Yuxin Cen e il ricercatore post-dottorato Steven Ribeiro Alves hanno scoperto che inibendo una proteina chiamata PTP1B si migliora l'apprendimento e la memoria in topi modello di MA.


Tonks ha scoperto la PTP1B nel 1988 e da allora ha studiato le implicazioni di questo enzima per la salute e le malattie. In questo ultimo studio, il suo team mostra che la PTP1B interagisce direttamente con un’altra proteina chiamata tirosina chinasi (tyrosine-protein kinase o spleen tyrosine kinase), che normalmente regola le microglia (le cellule immunitarie del cervello) per eliminare i detriti come l’eccesso di Aβ. "Nel corso della malattia, queste cellule si esauriscono e diventano meno efficaci", afferma la Cen. “I nostri risultati suggeriscono che l’inibizione di PTP1B può migliorare la funzione microgliale, eliminando le placche Aβ”.


Oltre all’Aβ, fattori di rischio ben riconosciuti del MA sono l’obesità e il diabete di tipo 2 che si ritiene contribuiscano alla sua crescente prevalenza in tutto il mondo. Questi collegamenti forniscono ulteriori motivazioni per perseguire la PTP1B nel MA, poiché è un bersaglio terapeutico convalidato per entrambi i disturbi metabolici. Le terapie approvate di recente per il MA si concentrano principalmente sull’eliminazione dell’Aβ, ma offrono solo modesti benefici clinici a molti pazienti. “L’uso di inibitori PTP1B che colpiscono vari aspetti della patologia, inclusa la pulizia dell’Aβ, potrebbe fornire un ulteriore impatto”, afferma Ribeiro Alves.


Il laboratorio Tonks sta attualmente lavorando con DepYmed Inc per sviluppare inibitori PTP1B per varie applicazioni. Per il MA, Tonks prevede una combinazione di terapie che associano i farmaci approvati esistenti agli inibitori della PTP1B. "L'obiettivo è rallentare la progressione del MA e migliorare la qualità della vita dei pazienti", afferma. Questa ricerca, che stabilisce la PTP1B come potenziale bersaglio terapeutico per la malattia, potrebbe essere la chiave per raggiungere proprio questo obiettivo.

 

 

 


Fonte: Cold Spring Harbor Laboratory (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Y Cen, [+5], NK Tonks. PTP1B inhibition promotes microglial phagocytosis in Alzheimer’s disease models by enhancing SYK signaling. PNAS, 2026, DOI.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Distinguere tra apatia e depressione può salvare la vita alle persone con dist…

2.03.2026 | Esperienze & Opinioni

Le persone con disturbi cerebrali, come il Parkinson e la demenza, ricevono spesso la di...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

[Greg O'Brien] Scoprire la grazia dell'imperfezione: apprezzare la l…

11.11.2025 | Voci della malattia

"Scrivi in ​​modo forte e chiaro ciò che fa male" (attribuito a Ernest Hemingway)

<...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024 | Annunci & info

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee guida...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020 | Ricerche

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani, ...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno deme…

17.08.2018 | Ricerche

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcune...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020 | Esperienze & Opinioni

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipend...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

Antiossidanti aiutano contro vari problemi di salute, ma è complicato capire q…

3.11.2025 | Esperienze & Opinioni

La descrizione di antiossidante è tutta nel nome: gli antiossidanti contrastano gli ossi...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.