Scienziati scoprono la meraviglia molecolare dietro i superpoteri della seta di ragno

Identificate le interazioni molecolari che conferiscono alla seta del ragno la sua eccezionale forza e flessibilità, per aprire la porta a nuovi materiali di ispirazione biologica per aerei, indumenti protettivi e applicazioni mediche e persino far capire meglio l'Alzheimer.

Close-up of a spider web in dew drops in a field in an early sunny morning.Image by pvproductions on freepik

I risultati di uno studio pubblicato su PNAS da ricercatori del King’s College di Londra (GB) e della San Diego State University (California/USA) stabiliscono principi generali di progettazione che potrebbero guidare lo sviluppo di una nuova classe di fibre sostenibili e ad alte prestazioni. La ricerca congiunta mostra per la prima volta come gli amminoacidi che compongono le proteine ​​della seta del ragno interagiscono per comportarsi come “adesivi” molecolari.


"Le potenziali applicazioni sono vaste: indumenti protettivi leggeri, componenti di aerei, impianti medici biodegradabili e persino la robotica morbida potrebbero trarre vantaggio dalle fibre progettate in base a questi principi naturali", ha detto Chris Lorenz, professore di scienza computazionale dei materiali, del King's College.


La struttura di seta del ragno è più resistente dell'acciaio in termini di peso e più resistente del Kevlar, il materiale impiegato per fabbricare giubbotti antiproiettile. L’eccezionale materiale naturale costituisce la struttura di una tela di ragno e viene usato anche per le sospensioni, e i ricercatori cercano da tempo di capire come ricreare le sue proprietà uniche.


La struttura di seta è prodotta nella ghiandola serica del ragno, dove le proteine ​​vengono immagazzinate come liquido concentrato ('silk dope') prima di essere filate in fibre solide. Sebbene fosse noto che queste proteine ​​si condensano in goccioline liquide prima di essere estruse in fibre, il meccanismo molecolare che collega questo processo alla struttura finale della seta era finora poco chiaro.


Il team interdisciplinare di chimici, biofisici e ingegneri ha sfruttato una combinazione di strumenti computazionali e sperimentali avanzati – tra cui simulazioni di dinamica molecolare, modellazione strutturale AlphaFold3 e spettroscopia di risonanza magnetica nucleare – per dimostrare che gli amminoacidi arginina e tirosina interagiscono per innescare il raggruppamento iniziale delle proteine. È cruciale che queste stesse interazioni persistono mentre si forma la fibra di seta, contribuendo a creare la complessa nanostruttura responsabile delle sue eccezionali prestazioni meccaniche.


"Questo studio fornisce una spiegazione a livello atomistico di come le proteine disordinate si assemblano in strutture altamente ordinate e ad alte prestazioni", spiega Chris Lorenz.


Gregory Holland, professore di chimica fisica e analitica alla San Diego State University, che ha guidato la parte statunitense della ricerca, ha affermato che uno dei risultati più sorprendenti è stato quanto si sia rivelato chimicamente sofisticato il processo:

"Ciò che ci ha sorpreso è stato che la seta, che di solito consideriamo una fibra naturale meravigliosamente semplice, in realtà si basa su uno stratagemma molecolare molto sofisticato. Gli stessi tipi di interazioni che abbiamo scoperto sono applicati nei recettori dei neurotrasmettitori e nella segnalazione ormonale.

"I risultati potrebbero quindi estendersi alla ricerca sulla salute umana. Il modo in cui le proteine della seta subiscono la separazione di fase e poi formano strutture ricche di fogli-β rispecchia i meccanismi che osserviamo nelle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. Lo studio della seta ci fornisce un sistema pulito e ottimizzato dal punto di vista evolutivo per comprendere come è possibile controllare la separazione di fase e la formazione del foglio-β".

 

 

 


Fonte: King's College London (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: HR Johnson, [+12], GP Holland. Arg–Tyr cation–π interactions drive phase separation and β-sheet assembly in native spider dragline silk. PNAS, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

[Domenic Praticò] Consigli pratici per diventare un super-anziano

1.12.2025 | Esperienze & Opinioni

Quando si parla di invecchiamento, sappiamo che esso non è un processo uniforme e uguale per tutt...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

[Dana Territo] Studi indicano che l'aromaterapia può avere benefici signi…

29.01.2026 | Esperienze & Opinioni

"L’aromaterapia può dare benefici a chi soffre di Alzheimer?"

Il termine 'aromat...

10 Consigli dei neurologi per ridurre il tuo rischio di demenza

28.02.2023 | Esperienze & Opinioni

La demenza colpisce milioni di persone in tutto il mondo, quasi un over-65 su 10. Nonost...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019 | Ricerche

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta re...

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015 | Esperienze & Opinioni

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili d...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più c…

26.05.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheime…

21.12.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023 | Normativa

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020 | Ricerche

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani, ...

Stimolazione a 40 Hz efficace a lungo termine nelle scimmie anziane: potenzial…

15.01.2026 | Ricerche

Un gruppo di ricerca del Kunming Institute of Zoology (KIZ) di Kunming (provincia di Yun...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Distinguere tra apatia e depressione può salvare la vita alle persone con dist…

2.03.2026 | Esperienze & Opinioni

Le persone con disturbi cerebrali, come il Parkinson e la demenza, ricevono spesso la di...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.