Studio mostra come la cellula ripara le sue stazioni di riciclaggio

Quando le stazioni di riciclaggio della cellula, i lisosomi, iniziano a perdere, può diventare pericoloso. I rifiuti tossici rischiano di diffondersi e danneggiare la cellula. Ora, ricercatori dell’Università di Umeå (Svezia) hanno scoperto i sensori molecolari che rilevano piccoli fori nelle membrane lisosomiali in modo che possano essere rapidamente riparati, un processo cruciale per prevenire l’infiammazione, la morte cellulare e malattie come l’Alzheimer.

Cell structureStruttura tipica di una cellula animale; il lisosoma è in alto a sinistra (Fonte: Pubblico dominio, via Wikimedia id=3124654)

I lisosomi sono le stazioni di riciclaggio della cellula, che gestiscono i rifiuti cellulari e li convertono in elementi costitutivi che possono essere riutilizzati. Le membrane lisosomiali sono spesso esposte allo stress di agenti patogeni, proteine ​​e sottoprodotti metabolici. Il danno può portare alla fuoriuscita di contenuti tossici nel citoplasma (parte della cellula all'interno della membrana cellulare), che a sua volta può causare infiammazione e morte della cellula stessa.


Fino ad ora, il meccanismo attraverso il quale le cellule rilevano queste lesioni della membrana era sconosciuto. In uno studio pubblicato di recente, il professor Yaowen Wu e il suo gruppo di ricerca del Dipartimento di Chimica dell’Università di Umeå, avevano identificato la via di segnalazione che si attiva in risposta al danno lisosomiale. Quella scoperta ha gettato le basi per comprendere come la cellula rileva le lesioni della membrana.


Nel nuovo studio pubblicato sull'EMBO Journal, i ricercatori fanno un ulteriore passo avanti, scoprendo due complessi proteici autofagici, i sensori a lungo ricercati del danno lisosomiale.


"Rispondono e si spostano rapidamente verso le membrane danneggiate quando fuoriescono protoni o calcio, avviando il sistema di riparazione che sigilla il buco. Abbiamo osservato che senza queste due proteine ​​chiave, la cellula non riesce a riparare il danno, causando la rottura del lisosoma", afferma Yaowen Wu, autore senior dello studio.


Il team ha usato una combinazione di scansioni di cellule vive, modelli genetici knockout (con qualche componente genetico rimosso), microscopia avanzata e test di riparazione funzionale per mappare la sequenza di eventi successivi al danno lisosomiale controllato. I risultati si applicano a diversi tipi di cellule e mostrano lo stesso meccanismo sottostante.


"La scoperta fornisce una nuova comprensione e apre la porta a nuove strategie di trattamento per le malattie in cui il danno lisosomiale ha un ruolo centrale. Nei prossimi studi, esamineremo i collegamenti con la neurodegenerazione, le infezioni e l'infiammazione", afferma Yaowen Wu.


Dale Corkery, scienziato dello staff e primo autore, aggiunge:

"È fondamentale che i contenuti lisosomiali rimangano al loro posto. Se capiamo perché le perdite a volte non vengono rilevate, possiamo anche capire perché le cellule muoiono nelle malattie neurodegenerative".

 

 

 


Fonte: Umeå University (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: DP Corkery, [+4], YW Wu. The ATG8 E3-like ligases sense lysosomal damage and initiate ESCRT-mediated membrane repair. EMBO J, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022 | Ricerche

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Sonno insufficiente associato ad aspettativa di vita ridotta

22.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che dormire almeno sette ore a notte migliora il modo in cui ti senti ...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

[Domenic Praticò] Consigli pratici per diventare un super-anziano

1.12.2025 | Esperienze & Opinioni

Quando si parla di invecchiamento, sappiamo che esso non è un processo uniforme e uguale per tutt...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021 | Esperienze & Opinioni

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020 | Ricerche

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani, ...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame t…

28.02.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo di ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019 | Ricerche

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020 | Esperienze & Opinioni

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.