Qualsiasi quantità di alcol aumenta il rischio di demenza

Qualsiasi quantità di alcol consumato può aumentare il rischio di demenza, secondo lo studio più completo fatto finora su consumo di alcol e rischio di demenza.

man drinking beerImage by freepik

Lo studio, guidato da ricercatori delle università di Oxford, Yale e Cambridge e pubblicato su BMJ Evidence-Based Medicine, smentisce i precedenti suggerimenti secondo cui il bere leggero/moderato può avere un effetto protettivo contro la demenza. Il consumo di alcol è diffuso ed è legato ad un aumento del rischio di molte malattie.


Il consumo pesante è stato già collegato a un rischio maggiore di demenza. La connessione tra livelli moderati di alcol e un maggiore rischio di demenza era incerta, alcuni studi hanno concluso che il bere moderato può persino ridurre il rischio di demenza. Tuttavia, quelli più recenti, che coinvolgono scansioni cerebrali, hanno dimostrato che bere alcolici, anche a bassi livelli, può aumentare il rischio di demenza.


Questo studio ha combinato i dati di osservazione di oltre mezzo milione di partecipanti a due studi di popolazione grandi e diversificati, il US Million Veteran Program e la UK Biobank, per valutare se l'uso auto-segnalato di alcolici è collegato al rischio di una vasta gamma di tipi di demenza.


I ricercatori hanno anche studiato i collegamenti tra la probabilità geneticamente prevista di bere alcol e l'alcolismo in oltre 2,4 milioni di partecipanti a 45 studi singoli. Questo approccio ha aiutato i ricercatori a superare alcune delle difficoltà nel distinguere la correlazione dalla causalità.

 

Risultati chiave:

  • Le analisi osservative sembravano supportare i risultati precedenti secondo cui il bere corrente basso/moderato è associato a un rischio inferiore di demenza rispetto all'essere astemi o al consumo pesante; però alcuni attuali non bevitori erano in precedenza bevitori pesanti, il che poteva spiegare il loro aumento del rischio di demenza rispetto ai bevitori costantemente bassi;

  • Le analisi genetiche, tuttavia, hanno rivelato una tendenza in costante aumento del rischio di demenza più elevato con maggiori assunzioni di alcol, suggerendo che qualsiasi livello di consumo di alcol aumenta il rischio di demenza, senza prove che l'alcol possa avere un effetto protettivo;

  • Un aumento doppio del rischio geneticamente previsto di una persona è stato associato a un rischio di demenza più elevato del 16%, mentre un aumento tre volte superiore del numero di bevande alcoliche alla settimana ha aumentato il rischio di demenza del 15%;

  • Lo studio ha anche mostrato che le persone che in seguito hanno sviluppato la demenza hanno ridotto l'assunzione di alcol prima della diagnosi, un'altra spiegazione dei precedenti risultati degli effetti protettivi dell'alcol, piuttosto che del vero beneficio.


La dott.ssa Anya Topiwala, ricercatrice clinica senior di Oxford Population Health, psichiatra consulente e prima autrice dello studio, ha affermato che "queste scoperte sfidano la convinzione comune che bassi livelli di alcol diano benefici alla salute del cervello. L'evidenza genetica non offre supporto a un effetto protettivo; in effetti, suggerisce il contrario. Anche il bere leggero o moderato può aumentare il rischio di demenza, indicando che la riduzione del consumo di alcol in tutta la popolazione potrebbe avere un ruolo significativo nella prevenzione della demenza".


Il dott. Stephen Burgess, statistico dell'Università di Cambridge, ha affermato che "la natura casuale dell'eredità genetica ci consente di confrontare i gruppi con livelli più alti e più bassi di alcol in un modo che ci consente di trarre conclusioni che districano la confusione tra correlazione e causalità. I nostri risultati non valgono solo per coloro che hanno una particolare predisposizione genetica; ma per chiunque scelga di bere, il nostro studio suggerisce che un maggiore consumo di alcol porta a un maggiore rischio di demenza".


Il dott. Joel Gelernter, professore alla Yale University e autore senior dello studio, ha affermato che "questi risultati, che aumentano la nostra comprensione della relazione tra alcol e demenza, hanno implicazioni cliniche; c'è stato un tempo in cui le conoscenze mediche sembravano sostenere che il consumo leggero sarebbe utile per la salute del cervello e questo lavoro aumenta le prove che ciò non è corretto".


Questo studio aumenta le prove crescenti che il consumo di alcol, anche a livelli moderati, potrebbe non avere una soglia sicura quando si tratta di salute del cervello, rafforzando la necessità di strategie preventive che riducono il consumo di alcol nella popolazione generale.

 

 

 


Fonte: University of Oxford (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: A Topiwala, [+11], J Gelernter. Alcohol use and risk of dementia in diverse populations: evidence from cohort, case–control and Mendelian randomisation approaches. BMJ Evid-Based Med, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023 | Ricerche

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle capacità di ...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023 | Normativa

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023 | Esperienze & Opinioni

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

Il litio potrebbe spiegare, e trattare, l'Alzheimer?

19.08.2025 | Ricerche

Qual è la prima scintilla che innesca la marcia ruba-memoria del morbo di Alzheimer (MA)...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più c…

26.05.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)