Come, e quando, le risposte emotive alla musica influenzano la memoria

Un nuovo studio dell'UCLA mostra il potenziale terapeutico della musica per l'Alzheimer, l'ansia e il PTSD

woman listening music through headphones home Image by freepik

Ascoltare musica mentre si fa qualcosa può rendere l'attività più divertente. Ma ascoltare musica dopo un'esperienza o un'attività può renderle più memorabili se si ha la risposta emotiva ottimale mentre si ascolta, secondo una nuova ricerca di neuroscienziati dell'UCLA pubblicata sul Journal of Neuroscience.


"Abbiamo scoperto che la musica fosse negativa o positiva o più o meno familiare non aveva più influenza sulla memoria rispetto alla risposta emotiva che le persone percepivano mentre la ascoltavano", ha dichiarato Stephanie Leal, autrice senior, prof.ssa di biologia integrativa e di fisiologia dell'UCLA. "C'era un livello ottimale di risposta emotiva che aiutava a ricordare i dettagli di un'esperienza. Troppa o troppo poca risposta emotiva ha avuto un effetto opposto: memoria peggiore per i dettagli, ma migliore per l'essenza dell'esperienza".


Gli scienziati hanno cercato di distinguere la stretta associazione tra musica, emozioni e memoria per trovare modi per migliorare l'apprendimento e i problemi che coinvolgono la memoria come il morbo di Alzheimer (MA) e il PTSD. La musica potrebbe diventare uno strumento terapeutico potente, non invasivo e persino piacevole. Il nuovo studio ha coinvolto volontari che hanno visto una serie di oggetti domestici ordinari, come telefoni, laptop e arance. Dopo aver visto circa 100 immagini, i volontari hanno ascoltato musica classica per 10 minuti.


Dopo che i loro livelli di eccitazione emotiva erano tornati al basale, hanno completato test di memoria per gli oggetti che avevano visto. Sono state mostrate immagini che erano identiche alle immagini che avevano visto, o molto simili ma leggermente diverse, oppure altre che non avevano visto affatto. I partecipanti dovevano identificare se le immagini erano esattamente le stesse o nuove o diverse in qualche modo. Hanno anche risposto a domande sulla loro familiarità con la musica e su come si sono sentiti mentre la ascoltavano.


Nel complesso, la musica non ha migliorato la memoria dei partecipanti per gli oggetti. Ma alcuni individui hanno mostrato un miglioramento significativo, specialmente per riconoscere che un oggetto non era più uguale durante il test di memoria, ma simile. Tutti i partecipanti hanno completato un questionario standard usato dagli psicologi per misurare la risposta emotiva. Ulteriori analisi hanno mostrato che gli individui con memoria migliorata avevano avuto un livello moderato di eccitazione emotiva, quindi non troppo o troppo poco, che ascoltassero musica classica che risultava edificante o cupa o familiare o sconosciuta. Coloro che provavano forti emozioni in entrambe le direzioni, in effetti, tendevano ad avere il richiamo più sfocato degli oggetti e ricordavano meglio l'essenza delle immagini.


La memoria è spesso un equilibrio tra ricordare l'essenza rispetto ai dettagli. La memoria basata sull'essenza ci consente di dimenticare alcuni dei dettagli ricordando il quadro generale delle informazioni o dell'esperienza. Questo è importante perché non possiamo e non abbiamo bisogno di afferrare ogni dettaglio di tutto ciò che incontriamo. Ma è anche importante essere in grado di ricordare alcuni dettagli specifici e per questo abbiamo una memoria basata sui dettagli.


"Abbiamo usato un'attività progettata per attingere alla differenza tra memoria basata su essenza e dettaglio", ha detto la Leal. "La musica ha aiutato la memoria basata sui dettagli, ma solo quando il livello di eccitazione emotiva era giusto per quella persona".


I risultati suggeriscono che ascoltare musica immediatamente dopo un'esperienza può alterare ciò che ricordiamo. Ad esempio, ascoltare musica moderatamente stimolante dopo aver studiato potrebbe aiutarti a ricordare le informazioni dettagliate di cui hai bisogno per un esame del giorno dopo. Tuttavia, ascoltare musica che provoca un'eccitazione emotiva molto forte immediatamente dopo aver studiato potrebbe avere l'effetto opposto. La chiave è scoprire che un livello ottimale di stimolazione emotiva dalla musica dopo un'attività di apprendimento può migliorare la memoria e quali informazioni vuoi ricordare, come l'essenza o i dettagli.


"La musica ha la capacità di influenzare una parte del cervello chiamata ippocampo, che è essenziale per trasformare le esperienze in ricordi", ha detto la Leal. "Pensiamo che dovrebbe essere possibile attingere a quello in modo selettivo per aumentare o compromettere la memoria a seconda degli obiettivi terapeutici".


Ad esempio, usare la musica per aumentare la memoria per i dettagli di un'esperienza potrebbe aiutare le persone a mantenere la mente acuta mentre invecchiano e aiutare a migliorare la memoria per le persone nelle prime fasi del MA. In condizioni come l'ansia e il PTSD, l'uso di musica che aumenta la memoria basata su essenza per appianare le esperienze che scatenano una risposta al trauma potrebbe aiutare le persone a farvi fronte. Poiché la risposta ottimale variava molto tra gli individui, ulteriori ricerche aiuteranno il laboratorio di Leal a capire come adattare il loro approccio alle terapie personalizzate.


"Nel mio laboratorio, stiamo cercando di rilevare presto i cambiamenti nel cervello e nella cognizione. La musica è non invasiva, economica e facile da personalizzare e, imparando di più sui meccanismi che la collegano alla memoria, possiamo sviluppare trattamenti e interventi per impedire alla malattia di progredire", ha detto la Leal. "Se il governo federale riduce i finanziamenti per la ricerca di MA, sono molto basse le possibilità che saremo in grado di sviluppare questa linea di ricerche su trattamenti economici ma efficaci, poiché lo sviluppo di trattamenti personalizzati richiede molti partecipanti alla ricerca per cogliere davvero le esigenze individuali".

 

 

 


Fonte: Holly Ober in University of California Los Angeles (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: KR Clark, SL Leal. Fine-Tuning the Details: Post-encoding Music Differentially Impacts General and Detailed Memory. J Neurosci, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

[Dana Territo] Studi indicano che l'aromaterapia può avere benefici signi…

29.01.2026 | Esperienze & Opinioni

"L’aromaterapia può dare benefici a chi soffre di Alzheimer?"

Il termine 'aromat...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

Per capire l'Alzheimer, ricercatori di Yale si rivolgono alla guaina di m…

4.07.2025 | Ricerche

L'interruzione degli assoni, la parte simile a una coda nelle cellule nervose che trasme...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015 | Esperienze & Opinioni

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili d...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Piccola area del cervello ci aiuta a formare ricordi specifici: nuove strade p…

6.08.2025 | Ricerche

La vita può dipanarsi come un flusso continuo, ma i nostri ricordi raccontano una storia...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Stimolazione a 40 Hz efficace a lungo termine nelle scimmie anziane: potenzial…

15.01.2026 | Ricerche

Un gruppo di ricerca del Kunming Institute of Zoology (KIZ) di Kunming (provincia di Yun...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020 | Esperienze & Opinioni

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Il sonno resetta i neuroni per i nuovi ricordi del giorno dopo

11.09.2024 | Ricerche

Tutti sanno che una buona notte di sonno ripristina l'energia di una persona; ora un nuo...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la pe...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020 | Esperienze & Opinioni

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipend...

Antiossidanti aiutano contro vari problemi di salute, ma è complicato capire q…

3.11.2025 | Esperienze & Opinioni

La descrizione di antiossidante è tutta nel nome: gli antiossidanti contrastano gli ossi...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)