Biomarcatori cerebrali dell'Alzheimer sono rilevabili già in mezza età

Uno studio sulla popolazione finlandese mostra che i segni relativi all'Alzheimer possono già essere presenti nel cervello in mezza età. In futuro, i biomarcatori nel sangue associati alla malattia potrebbero consentire una rilevazione precedente della malattia. Ciò consentirebbe di puntare il trattamento preventivo alle persone giuste mentre la malattia è ancora nella fase lieve.

blood test biomarkers Image by rawpixel.com on freepik

Man mano che la popolazione invecchia, stanno diventando più comuni il morbo di Alzheimer (MA) e le altre cause di demenza. I processi patologici che portano ai sintomi iniziano anni o addirittura decenni prima che diventi evidente un qualsiasi declino delle funzioni cognitive, come la memoria.


Uno studio condotto all'Università di Turku in Finlandia ha scoperto che anche gli individui di mezza età possono avere alti livelli di biomarcatori nel sangue associati al MA e i livelli aumentano con gli anni. Un'altra scoperta è stata che un'alta concentrazione di biomarcatore nei genitori, in particolare la madre, può essere associata a livelli più elevati di biomarcatore nella prole di mezza età.


Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che la malattia renale può essere collegata a livelli più elevati di biomarcatori già in mezza età. Il gene ApoE ε4, che aumenta il rischio di MA, era associato a livelli più elevati di biomarcatore nel sangue in età avanzata, ma non ancora in mezza età.

 

Un campione di sangue aiuterà a diagnosticare il MA in futuro

Di recente, è diventato possibile identificare i biomarcatori associati al MA attraverso un campione di sangue. In futuro, questo offre un metodo economico per identificare quelli a maggior rischio di sviluppare la malattia e dare la priorità a loro per trattamenti preventivi.


"Nella pratica clinica, rilevare la patologia amiloide-beta associata al MA richiede attualmente studi di scansione o campionamento di liquidi cerebrospinali. Tuttavia, tecnologie di misurazione ultrasensibili, recentemente sviluppate, permettono ora di rilevare biomarcatori cerebrali legati al MA da campioni di sangue", dice Susi Rovio, ricercatrice senior della Università di Turku, che ha guidato lo studio.


Non è ancora possibile diagnosticare definitivamente il MA con un campione di sangue, poiché il metodo è ancora limitato dalla mancanza di valori di riferimento ben noti. Inoltre, non è chiaro quali fattori confondenti influenzano le concentrazioni di biomarcatori nel sangue correlate al MA. Pertanto, le interpretazioni dei biomarcatori ottenuti dal campione di sangue potrebbero portare a diagnosi errate.


"Per usare in modo affidabile i biomarcatori del sangue per la diagnosi del MA in futuro, sono necessarie ulteriori ricerche tra diverse fasce di popolazione ed età per standardizzare i valori di riferimento", evidenzia la Rovio.


Nello studio, pubblicato su Lancet Healthy Longevity, i biomarcatori associati al MA sono stati misurati da campioni di sangue di partecipanti di mezza età (41-56 anni) e dei loro genitori (59-90 anni), su un totale di 2.051 individui.


"Fino ad ora, i biomarcatori cerebrali associati al MA sono stati studiati principalmente negli individui più anziani. Il nostro studio fornisce nuove intuizioni sui livelli di biomarcatori e sui fattori associati a partire dalla mezza età", afferma Marja Heiskanen, ricercatrice senior dell'Università di Turku, prima autrice dello studio.

 

 

 


Fonte: University of Turku (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: MA Heiskanen, [+14], SP Rovio. Factors related to blood-based biomarkers for neurodeg... Lancet Healthy Long, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Come un meccanismo di difesa antivirale può portare all'Alzheimer

30.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che la tau iperfosforilata, il componente principale dei grovigli pato...

Distinguere tra apatia e depressione può salvare la vita alle persone con dist…

2.03.2026 | Esperienze & Opinioni

Le persone con disturbi cerebrali, come il Parkinson e la demenza, ricevono spesso la di...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Scoperta ulteriore 'barriera' anatomica che difende e monitora il ce…

11.01.2023 | Ricerche

Dalla complessità delle reti neurali, alle funzioni e strutture biologiche di base, il c...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la co...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

[Dana Territo] Studi indicano che l'aromaterapia può avere benefici signi…

29.01.2026 | Esperienze & Opinioni

"L’aromaterapia può dare benefici a chi soffre di Alzheimer?"

Il termine 'aromat...

Subiamo un 'lavaggio del cervello' durante il sonno?

4.11.2019 | Ricerche

Una nuova ricerca eseguita alla Boston University suggerisce che questa sera durante il ...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023 | Ricerche

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017 | Ricerche

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di Alzheimer. Ho avuto pr...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.