La paura è alla base dello shadowing nei pazienti di Alzheimer

Ho ricevuto un messaggio, l'altro giorno da un signore che ha detto che nel suo gruppo di sostegno sorge frequentemente il problema dello "shadowing".

Lo shadowing si riferisce al comportamento della persona con demenza che tenta di tenere a vista il suo caregiver in ogni momento, seguendolo come farebbe un bambino piccolo con il genitore. Il caregiver può sentirsi schiacciato e col proprio spazio personale violato.

Proviamo innanzitutto a capire questo comportamento. È di importanza fondamentale capire che comportamenti discontinui e impegnativi sono i sintomi dell'Alzheimer (e delle demenze correlate). Mi avete visto scrivere in precedenza, "biasimate la malattia, non la persona". Inoltre, è fondamentale rendersi conto che la maggior parte dei comportamenti di sfida ha uno scopo per la persona con Alzheimer; in altre parole, c'è un messaggio dietro il loro comportamento.

Nelle persone con Alzheimer, credo lo shadowing rappresenta il messaggio di incertezza, di insicurezza o paura. "Dove mi trovo? Che ci faccio qui? Che cosa sono dovrei fare? Dove dovrei andare? Ti conosco?" Di conseguenza, il caregiver rappresenta un punto fermo, la sicurezza, un protettore, e un'ancora per se stessi. Come la maggior parte dei comportamenti problematici nella demenza, non ci sono risposte facili. Non possiamo cambiare o controllare la malattia o i sintomi che crea. Possiamo, tuttavia, convivere col comportamento. Nello shadowing, ci adattiamo affrontando l'emozione dietro il comportamento, la paura. La paura è un compagno costante della persona con demenza. Affrontare la paura comincia chiedendosi "Cosa posso fare o dire (o non dire) per la persona con Alzheimer, per rassicurarla e dare un senso di appagamento?"

In generale, le persone con Alzheimer si sentiranno più sicure se hanno una routine quotidiana prevedibile, se sono impegnate in attività familiari e semplici, se sono in un ambiente calmo, e se ricevono una dose giornaliera di messaggi rassicuranti. Ecco alcune altre idee:

  • Dire parole rassicuranti ogni giorno e spesso, come un mantra, "Sei al sicuro, andrà tutto bene E' bene che tu sei qui, io ti amo ..." Le parole devono essere semplici, brevi, e sempre le stesse.
  • Un'altra idea è registrare un nastro audio della tua voce (o di qualsiasi voce familiare rassicurante). Il nastro può essere una raccolta di racconti brevi e significativi del passato della persona con demenza.
  • In modo simile, si può fare una videocassetta. Ricorda, le persone con demenza dimenticano gli avvenimenti recenti, puoi far girare questo nastro audio o video più e più volte se si rivela di conforto.
  • Film familiari o musica sono altre opzioni.

Una volta ho sentito dire da un caregiver che era stufo, perché il marito malato di Alzheimer non le dava mai il tempo di stare da sola in bagno. Per lei ha funzionato un timer per la cottura delle uova. Impostava il timer per tutto il tempo che voleva stare in bagno. Suo marito è arrivato a rendersi conto che sarebbe tornata quando il timer arrivava alla fine del tempo. Tenuva il timer in mano e attendeva. Per lei ha funzionato!

Ma, come tutte le idee nella cura delle persone con demenza, quello che funziona per una persona può non funzionare per un'altra. E quello che non ha funzionato un giorno potrebbe andare bene splendidamente la prossima volta. Come sempre osservazioni, esperienze e storie soono benvenute (nei commenti qui sotto).

"L'emozione più antica e più forte degli uomini è la paura, e il genere più antico e più forte della paura è la paura dell'ignoto." — HP Lovecraft

 

foto di Angela Lunde
Scritto
da Angela Lunde, specialista di demenza all'Alzheimer's Disease Research Center della Mayo Clinic alla Abigail Van Buren Alzheimer's Disease Research Clinic a Rochester, Minnesota

Pubblicato in Mayo Clinic il 17 maggio 2011 - Traduzione di Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi, eventualmente citati nell'articolo, sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non si propone come terapia o dieta; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer Riese. I siti terzi raggiungibili dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente; in particolare si segnala la presenza frequente di una istituzione medica con base in Germania (xcell-Center) che propone la cura dell'Alzheimer con cellule staminali; la Società Tedesca di Neuroscienze ha più volte messo in guardia da questa proposta il cui effetto non è dimostrato. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione, una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e a informarti:

Notizie da non perdere

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame t…

28.02.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo di ...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021 | Ricerche

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e mal…

4.06.2019 | Ricerche

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020 | Ricerche

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall�…

2.11.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022 | Ricerche

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

[Dana Territo] Studi indicano che l'aromaterapia può avere benefici signi…

29.01.2026 | Esperienze & Opinioni

"L’aromaterapia può dare benefici a chi soffre di Alzheimer?"

Il termine 'aromat...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)