Le scansioni cerebrali per l'Alzheimer saranno comuni tra poco

L'Alzheimer è una malattia progressiva e incurabile, ma i medici dicono che c'è ancora un senso nel diagnosticarla il più presto possibile in quanto possono essere usati farmaci per trattare alcuni dei sintomi della malattia. E proprio sapere che si ha la malattia può aiutare nella pianificazione del futuro.

Ricercatori hanno riferito Lunedi al meeting annuale della Society of Nuclear Medicine che le scansioni PET (che mostrano le prime fasi della malattia con la rilevazione della proteina del cervello chiamata beta-amiloide) raggiungeranno il mercato entro un anno.

Scansioni cerebrali per individuare la malattia di Alzheimer sono destinati a diventare ampiamente disponibili entro un anno.Le scansioni cerebrali per individuare l'Alzheimer sono destinate a diventare ampiamente disponibili entro un anno. (UCLA)

Mentre gli scienziati elaborano il modo migliore per rilevare la malattia, i consumatori dovranno decidere se vogliono avere una scansione cerebrale.

"Per gli individui che hanno già un calo misurabile della memoria, una scansione positiva dell'amiloide è il fattore predittivo più accurato di progressione verso l'Alzheimer," ha detto in un comunicato stampa il Dott. Christopher Rowe, investigatore responsabile dello studio Australian Imaging, Biomarkers and Lifestyle. "La visualizzazione dell'amiloide con scansioni PET dovrebbe essere ampiamente disponibile a breve per la pratica clinica. Sarà un nuovo importante strumento per la valutazione del declino cognitivo".

In uno studio presentato alla riunione di Lunedi, i ricercatori hanno scoperto che le placche amiloidi si formano molto lentamente nel cervello: circa dal 2% al 3% di crescita all'anno. Queste placche sono comuni nell'età avanzata. Circa il 12% delle persone di 60 anni hanno placche, rispetto al 30% dei settantenni e il 55% di quelli da 80 anni in sù.

Un'altro studio presentato al meeting ha rilevato che gli agenti di contrasto F-18 Florbetaben e F-18 Florbetapir possono essere utilizzati per prevedere in modo affidabile la progressione della malattia.

 


Pubblicato in Los Angeles Times il 6 giugno 2011 - Traduzione di Franco Pellizzari.

 

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