Invertire il declino della demenza attraverso la scienza della nutrizione

C'è stata un'attenzione significativa dei media sui modi in cui le persone possono ridurre il rischio di ottenere la demenza attraverso una serie di fattori di stile di vita, che includono una dieta sana, esercizio fisico e non fumare.


Ciò che non è stato focalizzato alla stessa misura, tuttavia, sono i modi in cui le persone possono invertire il declino della demenza una volta che hanno già avuto la condizione. Con una ricerca innovativa che comincia a puntare a maggiori possibilità in questo settore, è importante che non limitiamo agli anni prima dell'insorgenza della demenza il nostro incoraggiamento verso stili di vita sani.


Per troppo tempo, quelli con demenza sono stati trattati con approcci monoterapeutici, con singoli farmaci che mirano singoli processi biochimici. Da tempo sono disponibili farmaci che possono rallentare i primi sintomi della demenza, ma non affrontano le cause di fondo della condizione.


Dobbiamo invece tener conto della ricerca svolta dal professor Bredesen, pubblicata nel 2014, che fornisce la forte evidenza di un approccio poliedrico che riconosce le cause multiple della demenza e si concentra su una serie di fattori di vita, tra cui la dieta, l'esercizio fisico, il sonno, la stimolazione del cervello e la riduzione dello stress.


In termini di alimentazione, Bredesen incoraggia coloro che hanno la demenza a tagliare lo zucchero e, per esempio, ad assumere una serie di integratori vitaminici e minerali. Le aziende di integratori si stanno interessando sempre più ai nutrienti per il supporto cognitivo, e la Cytoplan sta lavorando per portare il protocollo Bredesen in Inghilterra.


Lo studio iniziale di Bredesen ha mostrato risultati estremamente positivi in ​​termini di inversione del declino della demenza. Nove partecipanti su 10 hanno mostrato miglioramenti nei tre-sei mesi del programma terapeutico di Bredesen e tutti e sei i partecipanti che erano stati costretti a lasciare il lavoro sono riusciti a tornare, con prestazioni migliori. Sebbene sia indispensabile fare ulteriori ricerche sull'inversione del declino della demenza e, sebbene studi analoghi debbano essere effettuati su campioni di dimensioni superiori a 10 partecipanti, il lavoro di Breseden ci dà molto ottimismo.


Dobbiamo andare oltre una visione della demenza che la considera irreversibile e non trattabile e guardare ai modi in cui le persone possono intraprendere azioni attive per ridurre il declino e ottenere conseguenti livelli maggiori di potere. Piuttosto che fare affidamento sui farmaci, coloro che hanno la demenza hanno l'opportunità di prendere il controllo di tutti gli aspetti della loro vita, in modo da tornare al loro sé normale e a usare i talenti e le abilità che avevano negli anni precedenti.


L'importanza di acquisire potere, però, significa che non dobbiamo forzare coloro che hanno la demenza a mangiare in un certo modo o a fare determinate quantità di esercizio. Non possiamo semplicemente togliere tutto il cibo che piace alle persone e che dà loro soddisfazione. Ci sono dei modi per rendere più sani gli alimenti gustosi (come produrre crema pasticcera senza zucchero), che formano un equilibrio tra lo stile di vita che promuove Bredesen e permettere a coloro che hanno la demenza di gustare prelibatezze.


C'è ancora molta ricerca da fare su come possiamo invertire il declino della demenza, ma riservando una maggiore attenzione a multiformi fattori di stile di vita, piuttosto che ai semplici farmaci, possiamo sperare in una strada futura. Abbiamo una vera opportunità per dare il potere alle persone di prendere il controllo della propria salute, mangiando bene, adattando la nutrizione alle esigenze individuali, a stare in forma, a dormire abbastanza e a gestire lo stress, e non dobbiamo perdere questa possibilità.

 

 

 


Fonte: Sophie Murray in HuffingtonPost UK (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali colelgamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023 | Ricerche

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015 | Ricerche

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022 | Ricerche

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

Molti pazienti vogliono parlare della loro fede, ma i neurologi spesso non san…

20.03.2026 | Ricerche

Un nuovo studio offre strategie pratiche per incorporare la valutazione spirituale nelle cure neu...

[Dana Territo] Studi indicano che l'aromaterapia può avere benefici signi…

29.01.2026 | Esperienze & Opinioni

"L’aromaterapia può dare benefici a chi soffre di Alzheimer?"

Il termine 'aromat...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023 | Ricerche

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta o co...

[Greg O'Brien] Scoprire la grazia dell'imperfezione: apprezzare la l…

11.11.2025 | Voci della malattia

"Scrivi in ​​modo forte e chiaro ciò che fa male" (attribuito a Ernest Hemingway)

<...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)
We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.