PP1: l'enzima onnipresente e, per ora, intoccabile

L'enzima PP1 ha un ruolo chiave in molte delle funzioni sane e delle malattie del corpo. E' così importante in generale che gli sviluppatori di farmaci non osano toccarlo.


Con un nuovo studio in Proceedings of the National Academy of Sciences, gli scienziati della Brown University riferiscono un grande balzo nella comprensione dell'interazione tra il PP1 e altre proteine e gli ​specifici comportamenti in situazioni distinte. Questo potrebbe portare a sviluppare farmaci che l'hanno come bersaglio, per benefici precisi.


Il PP1, il cui ruolo è consentire il passaggio di messaggi molecolari tra cellule, si trova un po' ovunque nel corpo. La sua vasta gamma di responsabilità implica che è essenziale per molte funzioni sane e, quando le cose vanno male, per le malattie.


Ma la sua versatilità gli ha impedito di essere un bersaglio per lo sviluppo di farmaci, ha detto Rebecca Page, professore associato di biologia alla Brown e autrice corrispondente del documento. "La cosa sorprendente del PP1 è che nessuno ha voluto toccarlo come obiettivo di farmaci, perché il PP1 è coinvolto in quasi tutti i processi biologici", ha detto la Page. "Non è che si possa puntare solo il sito attivo del PP1 per, diciamo, il diabete, perché si influenzerebbe anche la tossicodipendenza, l'Alzheimer e molte altre malattie allo stesso tempo".  In altre parole, produrre un farmaco per bloccare il PP1 in un contesto fisico lo rovina in tutti gli altri contesti.


I biologi strutturali come la Page e il co-autore Wolfgang Peti della Brown volevano quindi capire ciò che induce il PP1 a comportarsi in modi specifici in situazioni specifiche. La chiave è il modo con cui il PP1 si lega a più di 200 diverse proteine ​​regolatrici. Gli scienziati conoscono queste proteine ​​e le sequenze di amminoacidi che le compongono, ma non sanno la loro struttura o il modo in cui effettivamente esse guidano il PP1. "Ci manca ancora la capacità di prevedere come queste proteine ​​che interagiscono con il PP1 si legano ad esso, solo dalla sequenza", hanno scritto in PNAS la Page ed i suoi colleghi.


Ora, attraverso esperimenti in cui il suo team, che comprende l'autore principale Meng Choy, combinando la spettroscopia NMR, la cristallografia a raggi X e le tecniche di biochimica, ha capito come il PP1 si lega a una proteina bersaglio chiamata PNUTS, formando "motivi di legame". Quella conoscenza, combinata con ciò che aveva appreso in precedenti studi sulle altre due proteine ​​bersaglio (NIPP1 e spinofilina) ha permesso al team per prevedere come il PP1 si lega con 43 delle 200 proteine ​​regolatrici che gli danno un comportamento specifico.


"Questo lavoro, fatto in collaborazione con due delle nostre strutture precedenti, ci hanno permesso di definire due motivi
completamente nuovi", ha detto. "Da questo, confrontando le sequenze con le proteine ​​note che interagiscono con il PP1 di cui non abbiamo le strutture, siamo riusciti a prevedere che il 20 per cento di loro probabilmente interagisce in modo simile a queste tre proteine". Quindi, risolvendo la struttura di sole tre proteine ​​con il PP1, la Page ha ora i mezzi per capire il legame di molte proteine ​​senza dover risolvere la loro struttura. Invece ha bisogno solo di conoscere pochi motivi e sequenze di proteine.


Per quanto riguarda le interazioni del PP1 con l'altro circa 80 per cento di proteine ​​regolatrici, quelle rimangono un mistero. Ma la Page ha detto che il successo del suo team in laboratorio nel lavoro con il PP1, e la soluzione di motivi cruciali, la rende ottimista sul fatto che anche tali interazioni possano essere risolte.


Oltre alla Page, Choy, e Peti, gli altri autori del documento sono Martina Hieke, Ganesan Senthil Kumar, Greyson Lewis, Kristofer Gonzalez-DeWhitt, Rene Kessler, Benjamin Stein, e Manuel Hessenberger della Brown e Angus Nairn della Yale. Il National Institute of General Medical Sciences ha sostenuto la ricerca.

 

 

 

 

 


FonteBrown University  (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  Meng S. Choy, Martina Hieke, Ganesan Senthil Kumar, Greyson R. Lewis, Kristofer R. Gonzalez-Dewhitt, Rene P. Kessler, Benjamin J. Stein, Manuel Hessenberger, Angus C. Nairn, Wolfgang Peti, and Rebecca Page. Understanding the antagonism of retinoblastoma protein dephosphorylation by PNUTS provides insights into the PP1 regulatory code. PNAS, March 2014 DOI: 10.1073/pnas.1317395111

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambi…

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di Alzh…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020 | Ricerche

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Per capire l'Alzheimer, ricercatori di Yale si rivolgono alla guaina di m…

4.07.2025 | Ricerche

L'interruzione degli assoni, la parte simile a una coda nelle cellule nervose che trasme...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023 | Ricerche

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Diagnosi di Alzheimer: prenditi del tempo per elaborarla, poi vai avanti con m…

4.12.2023 | Esperienze & Opinioni

Come posso accettare la diagnosi di Alzheimer?

Nathaniel Branden, compianto psicoterape...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Come un meccanismo di difesa antivirale può portare all'Alzheimer

30.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che la tau iperfosforilata, il componente principale dei grovigli pato...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022 | Ricerche

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'i…

9.11.2020 | Ricerche

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020 | Ricerche

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023 | Ricerche

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle capacità di ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)