L'invecchiamento è 'nella testa'? Ruolo della restrizione calorica

Il ruolo delle proteine sirtuine nel migliorare la longevità è oggetto di accesi dibattiti tra gli scienziati, a causa dei risultati contraddittori ottenuti da diversi di loro. Ma una nuova ricerca della School of Medicine della Washington University di St. Louis può risolvere la controversia.


Riferendo il 3 Settembre in Cell Metabolism, Shin-Ichiro Imai, MD, PhD, ed i suoi colleghi hanno identificato il meccanismo di azione nel cervello di una specifica proteina sirtuina chiamata SIRT1, nell'indurre un significativo ritardo nell'invecchiamento e un allungamento della longevità. Entrambi i risultati sono associati a una dieta a basso contenuto calorico.


Il filosofo e scienziato giapponese Ekiken Kaibara ha per primo descritto, nel 1713, il concetto di controllo dietetico come metodo per raggiungere una buona salute e longevità. E' morto l'anno seguente alla veneranda età di 84 anni, una lunga vita per una persona del 18° secolo. Da allora, la scienza ha dimostrato un legame tra una dieta a basso contenuto calorico (senza malnutrizione) e la longevità in vari modelli animali. Nel nuovo studio, Imai e il suo team hanno dimostrato che la SIRT1 stimola l'attività neurale in specifiche aree dell'ipotalamo del cervello, innescando drammatici cambiamenti fisici nel muscolo scheletrico ed aumentando vigore e longevità.


"Nei nostri studi sui topi che esprimono Sirt1 nel cervello, abbiamo scoperto che le strutture muscolari scheletriche di topi anziani assomigliano al tessuto muscolare dei giovani", ha detto Imai. "Topi di venti mesi (l'equivalente di una persona di 70 anni) sembrano più attivi di quelli di cinque mesi di età".


Imai e il suo team hanno iniziato la loro ricerca (definire i momenti critici responsabili del collegamento tra restrizione dietetica e longevità) usando la conoscenza acquisita da studi precedenti sul ruolo della proteina SIRT1 nel ritardare l'invecchiamento quando sono limitate le calorie. Ma non si conoscono i meccanismi specifici attraverso i quali essa ottiene il risultato.


Il gruppo di Imai ha studiato dei topi che erano stati geneticamente modificati per sovraprodurre proteine SIRT1. Alcuni dei topi erano stati progettati per sovraprodurre SIRT1 nei tessuti del corpo, mentre altri lo erano stati per produrre più proteine SIRT1 solo nel cervello. "Abbiamo scoperto che solo i topi che sovraesprimono SIRT1 nel cervello (chiamate BRASTO) hanno un aumento rilevante nella durata della vita e un ritardo dell'invecchiamento, proprio come i topi normali allevati sotto regimi di restrizione dietetica", ha detto Imai, un esperto in ricerche di invecchiamento e professore dei dipartimenti di Biologia dello Sviluppo e Medicina.


I topi con BRASTO mostrano una significativa estensione della durata di vita senza subire restrizione dietetica. "Erano liberi di mangiare regolarmente ogni volta che volevano", ha detto. Oltre ai cambiamenti positivi del muscolo scheletrico dei topi BRASTO, i ricercatori hanno anche osservato un significativo aumento di attività fisica notturna, temperatura corporea e consumo di ossigeno, rispetto ai controlli coetanei. I topi sono di norma più attivi durante la notte. I topi BRASTO hanno anche un sonno migliore o più profondo, e sia i maschi che le femmine hanno aumenti significativi della longevità.


La durata mediana della vita dei topi BRASTO dello studio è stata estesa del 16 per cento per le femmine e del 9 per cento per i maschi. Tradotto per gli esseri umani, questo potrebbe significare 13/14 anni extra per le donne, portando la loro vita media quasi a 100 anni, secondo Shin. Per gli uomini, questo aggiungerebbe altri 7 anni, estendendo la loro vita media fino a 85 anni. I ricercatori hanno osservato nei topi BRASTO anche un ritardo nella morte da cancro, rispetto ai topi di controllo.


Imai ha detto che il profilo di longevità e la salute associati ai topi BRASTO sembrano essere il risultato di un cambiamento nella comparsa dell'invecchiamento, piuttosto che del ritmo di invecchiamento. "Quello che abbiamo osservato nei topi BRASTO è un ritardo nel momento in cui inizia il declino relativo all'età. Per cui, mentre il tasso di invecchiamento non cambia, sono rinviati l'invecchiamento e il rischio di cancro".


Con un tale controllo stretto dell'invecchiamento del cervello, il gruppo di Imai ha poi rintracciato il centro di controllo della regolazione dell'invecchiamento in due zone dell'ipotalamo chiamate nucleo ipotalamico dorsomediale e laterale. Sono anche riusciti ad identificare i geni specifici all'interno di tali aree che collaborano con la SIRT1 per dare il via ai segnali neurali che innescano le risposte fisiche e comportamentali osservate.


"Abbiamo scoperto che la sovraespressione di Sirt1 nel cervello porta ad un aumento della risposta cellulare di un recettore chiamato orexina tipo 2 nelle due aree dell'ipotalamo", ha detto il primo autore Akiko Satoh, PhD, scienziato post-dottorato nel laboratorio di Imai. "Abbiamo dimostrato che l'aumento della risposta del recettore induce la segnalazione dall'ipotalamo ai muscoli scheletrici", ha detto la Satoh. Essa nota che rimane da scoprire il meccanismo con cui il segnale è specificamente indirizzato al muscolo scheletrico.


Secondo Imai, l'associazione stretta scoperta tra l'attivazione del cervello indotta da SIRT1 e la regolazione dell'invecchiamento e della longevità solleva la possibilità allettante dell'esistenza di un "centro di controllo di invecchiamento e longevità" nel cervello, che potrebbe essere manipolato per mantenere giovane la fisiologia e prolungare la durata di vita anche in altri mammiferi (leggi "nell'uomo").

 

 

 

 

 


Fonte: Washington University in St. Louis. Articolo originale scritto da Lee Phillion.

Riferimento: Akiko Satoh, Cynthia S. Brace, Nick Rensing, Paul Cliften, David F. Wozniak, Erik D. Herzog, Kelvin A. Yamada, Shin-ichiro Imai. Sirt1 Extends Life Span and Delays Aging in Mice through the Regulation of Nk2 Homeobox 1 in the DMH and LH. Cell Metabolism, 2013; 18 (3): 416 DOI: 10.1016/j.cmet.2013.07.013

Pubblicato in Science Daily (> English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Scoperta ulteriore 'barriera' anatomica che difende e monitora il ce…

11.01.2023 | Ricerche

Dalla complessità delle reti neurali, alle funzioni e strutture biologiche di base, il c...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Antiossidanti aiutano contro vari problemi di salute, ma è complicato capire q…

3.11.2025 | Esperienze & Opinioni

La descrizione di antiossidante è tutta nel nome: gli antiossidanti contrastano gli ossi...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018 | Ricerche

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto la ...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020 | Esperienze & Opinioni

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipend...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

Subiamo un 'lavaggio del cervello' durante il sonno?

4.11.2019 | Ricerche

Una nuova ricerca eseguita alla Boston University suggerisce che questa sera durante il ...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015 | Esperienze & Opinioni

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili d...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022 | Ricerche

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli o...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023 | Normativa

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.