La respirazione influenza il modo in cui il cervello elabora gli stimoli e recupera i ricordi

Ricercatori dimostrano che l'attività cerebrale segue il ritmo del nostro respiro quando ricordiamo. L'inspirazione è un momento favorevole per ricevere un promemoria, mentre l'espirazione è un momento favorevole per ricostruire la memoria nel cervello.

woman breathing in nature national park podillya tovtryImage by serhii bobyk on freepik

Noi respiriamo innanzitutto per assorbire ossigeno, ma questo ritmo vitale potrebbe avere anche altre funzioni. Negli ultimi anni numerosi studi hanno dimostrato che la respirazione influenza i processi neurali, compresa l’elaborazione degli stimoli e i processi di memoria.


Ricercatori della LMU di Monaco (Germania) guidati dal dottor Thomas Schreiner del Dipartimento di Psicologia, in collaborazione con colleghi del Max Planck Institute for Human Development di Berlino e dell'Università di Oxford, hanno analizzato come la respirazione influenza il recupero di cose apprese in precedenza e hanno registrato ciò che accade nel cervello durante questo processo.


Per l'esperimento, 18 partecipanti hanno imparato ad associare 120 immagini a determinate parole, ed è stato poi chiesto loro di ricordare queste associazioni, e di ricordarle nuovamente dopo un pisolino pomeridiano di due ore. Mentre ciò accadeva, i ricercatori hanno registrato la loro respirazione e attività cerebrale tramite EEG.

 

Il ritmo respiratorio aiuta il processo di ricordo in più fasi

I risultati dello studio, pubblicati sul Journal of Neuroscience, mostrano che i partecipanti erano in grado di ricordare meglio le parole e le immagini corrispondenti quando i promemoria venivano dati durante o appena prima dell’inspirazione.

"Nell'EEG risulta tuttavia evidente che il recupero vero e proprio della memoria avviene durante l'espirazione successiva", riferisce Schreiner. “I nostri dati indicano quindi una sorta di biforcazione funzionale: l’inspirazione è un momento favorevole per ricevere il segnale di promemoria, mentre l’espirazione è un momento favorevole per l’effettiva ricostruzione della memoria nel cervello. Ciò dimostra che il ritmo respiratorio modella l’interazione temporale tra percezione e ricordo efficace".


Nelle registrazioni EEG, i ricercatori hanno trovato due segni caratteristici di un ricordo riuscito, che offrono informazioni sui modelli neurali sottostanti:

  1. uno era l’indebolimento di alcune onde cerebrali, più specificamente l’attività alfa e beta, che suggerisce che il cervello potrebbe attivare un ricordo e concentrarsi più fortemente sul recupero;
  2. il secondo consisteva nelle cosiddette riattivazioni della memoria: nel ricordo con successo, riemergono gli stessi schemi neurali che erano attivi durante l'apprendimento.


Nell'esperimento i partecipanti si sono concentrati interamente sul compito di memoria mantenendo il loro ritmo respiratorio naturale. "Per capire se dalle nostre scoperte si possono ricavare strategie quotidiane utili, avremmo bisogno di studi con manipolazione respiratoria mirata", afferma il primo autore Esteban Bullón Tarrasó, che nota anche la necessità di ulteriori ricerche sui ricordi più antichi. “Tuttavia, i meccanismi sottostanti suggeriscono che anche lì la respirazione ha un ruolo”.


Possono esistere variazioni individuali nella misura in cui i processi cerebrali rilevanti per la memoria sono sincronizzati con la respirazione. I ricercatori hanno riscontrato differenze di grado tra i partecipanti, da cui hanno concluso che la respirazione è collegata in modo più efficiente ai processi neurali in alcune persone rispetto ad altre. E se cervello e respirazione interagiscono meglio, allora presumibilmente il ricordo funziona meglio: “La respirazione dà naturalmente il ritmo ai processi di memoria, evidenziando quanto stretta è l'interazione tra il corpo e il cervello”.

 

 

 


Fonte: Ludwig-Maximilians-Universität München (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: E Bullón Tarrasó, [+4], T Schreiner: Respiration shapes the neural dynamics of successful remembering in humans. J Neurosci, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023 | Ricerche

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle capacità di ...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023 | Normativa

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023 | Esperienze & Opinioni

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

Il litio potrebbe spiegare, e trattare, l'Alzheimer?

19.08.2025 | Ricerche

Qual è la prima scintilla che innesca la marcia ruba-memoria del morbo di Alzheimer (MA)...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più c…

26.05.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)