Analoghi della vitamina K possono aiutare a trasformare il trattamento delle malattie neurodegenerative

Dei ricercatori hanno sintetizzato analoghi ibridi della vitamina K con potenti attività che inducono la differenziazione neuronale

vegetables vitamin kImage by asierromero on freepik

Le malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer (MA), il Parkinson e l'Huntington sono caratterizzate dalla perdita progressiva di neuroni. I sintomi debilitanti che ne derivano, come la perdita di memoria e cognizione e il deterioramento motorio, possono peggiorare significativamente la qualità della vita dei pazienti, confinandoli a cure 24 ore su 24. Sebbene i farmaci attuali aiutino ad alleviare i sintomi, mancano trattamenti curativi, sottolineando così la necessità di nuove strategie terapeutiche. Una di queste strategie prevede di indurre la differenziazione neuronale (∼trasformazione delle cellule staminali in neuroni), che può ricostituire i neuroni persi e potenzialmente bloccare o invertire la neurodegenerazione.


La vitamina K, una vitamina liposolubile con ruoli consolidati nella coagulazione del sangue e nel metabolismo osseo, è stata recentemente implicata nella differenziazione neuronale e nella neuroprotezione. Tuttavia, l’attività terapeutica dei composti della vitamina K naturalmente attivi come il menachinone 4 (MK-4) potrebbe essere insufficiente per l'uso nella medicina rigenerativa contro le malattie neurodegenerative.


In un nuovo studio pionieristico pubblicato su ACS Chemical Neuroscience un team di ricercatori guidati dal professore associato Yoshihisa Hirota e dal professor Yoshitomo Suhara del Dipartimento di Bioscienze e Ingegneria del Shibaura Institute of Technology, in Giappone, ha progettato e sintetizzato nuovi analoghi della vitamina K con proprietà neuroattive potenziate. Inoltre, riferiscono un meccanismo d’azione unico mediante il quale la vitamina K induce la differenziazione neuronale.


Fornendo ulteriori informazioni sul lavoro, il dott. Hirota spiega: “Gli analoghi della vitamina K appena sintetizzati hanno dimostrato una potenza circa tre volte maggiore nell’indurre la differenziazione delle cellule progenitrici neurali in neuroni, rispetto alla vitamina K naturale. Poiché la perdita neuronale è un segno distintivo delle malattie neurodegenerative come il MA, questi analoghi possono servire come agenti rigenerativi che aiutano a ricostituire i neuroni persi e a ripristinare la funzione del cervello".


Per migliorare la potenza della vitamina K, i ricercatori hanno sintetizzato 12 omologhi ibridi di vitamina K coniugati con acido retinoico (un metabolita attivo della vitamina A noto per promuovere la differenziazione neuronale), una porzione di acido carbossilico o una catena laterale di estere metilico, e hanno confrontato l’attività di induzione della differenziazione neuronale degli omologhi ibridi.


La vitamina K e l'acido retinoico regolano l'attività trascrizionale tramite il recettore degli steroidi e degli xenobiotici (SXR) e il recettore dell'acido retinoico (RAR), rispettivamente. I ricercatori hanno valutato l'attività trascrizionale di SXR e RAR nelle cellule progenitrici neurali di topo trattate con i composti appena sintetizzati, e hanno notato che l’attività biologica della vitamina K e dell’acido retinoico è stata preservata negli omologhi ibridi.


Inoltre, i ricercatori hanno esaminato la differenziazione delle cellule staminali neurali trattate con gli omologhi quantificando l'espressione della proteina 2 associata ai microtubuli (Map2), un marcatore della crescita neurale espressa dai neuroni. Il composto che possedeva sia la struttura coniugata dell'acido retinoico che una catena laterale dell'estere metilico, di seguito denominato 'analogo della vitamina K Novel' (Novel VK), ha mostrato un'attività di differenziazione neuronale tre volte superiore rispetto al controllo e un'attività significativamente più elevata rispetto ai composti naturali della vitamina K.


Per chiarire ulteriormente il meccanismo attraverso il quale la vitamina K esercita effetti neuroprotettivi, i ricercatori hanno confrontato i profili di espressione genetica delle cellule staminali neurali trattate con MK-4, un composto che induce la differenziazione neuronale, e un composto che sopprime la differenziazione delle cellule staminali in neuroni. L'analisi trascrittomica ha rivelato che i 'recettori metabotropici del glutammato' (mGluR) mediano la differenziazione neuronale indotta dalla vitamina K attraverso la regolazione epigenetica e trascrizionale a valle. Gli effetti dell'MK-4 sono stati specificatamente mediati dal mGluR1. Da notare che mGluR1 è stato in precedenza implicato nella trasmissione sinaptica e i topi carenti di mGluR1 mostrano disfunzioni motorie e sinaptiche, che sono caratteristiche delle malattie neurodegenerative.


Scavando più a fondo, i ricercatori hanno condotto simulazioni strutturali e studi di docking molecolare per chiarire se l'omologo della vitamina K interagisce con mGluR1. In effetti, la loro analisi ha rivelato un’affinità di legame più forte tra Novel VK e mGluR1. Infine, i ricercatori hanno esaminato l’assorbimento cellulare del Novel VK e la sua conversione in MK-4 bioattivo nelle cellule e nei topi. Hanno notato un aumento significativo concentrazione-dipendente nella concentrazione intracellulare di MK-4. Inoltre, Novel VK si è convertito in MK-4 più facilmente della vitamina K naturale. Esperimenti in vivo sui topi hanno dimostrato che Novel VK ha un profilo farmacocinetico stabile, attraversa la barriera emato-encefalica e raggiunge una concentrazione di MK-4 più elevata nel cervello, rispetto al controllo.


Nel complesso, lo studio fa luce sul meccanismo mediante il quale la vitamina K e i suoi analoghi strutturali esercitano effetti neuroprotettivi, aprendo la strada allo sviluppo di nuovi agenti terapeutici che possono ritardare o invertire le malattie neurodegenerative. Concludendo con le implicazioni a lungo termine di questo lavoro, il dottor Hirota afferma:

"La nostra ricerca offre un approccio potenzialmente innovativo al trattamento delle malattie neurodegenerative. Un farmaco derivato dalla vitamina K, che rallenta la progressione del MA o ne migliora i sintomi, potrebbe non solo migliorare la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie, ma anche ridurre significativamente il crescente onere sociale delle spese sanitarie e dell'assistenza a lungo termine".


È auspicabile che questa ricerca si traduca in trattamenti clinicamente significativi per i pazienti che combattono malattie neurologiche.

 

 

 


Fonte: Shibaura Institute of Technology (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Y Hirota, [+20], Y Suhara. A New Class of Vitamin K Analogues Containing the Side Chain of Retinoic Acid Have Enhanced Activity for Inducing Neuronal Differentiation. ACS Chem Neurosci, 2025, DOI
Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023 | Ricerche

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023 | Ricerche

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023 | Ricerche

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Stimolazione a 40 Hz efficace a lungo termine nelle scimmie anziane: potenzial…

15.01.2026 | Ricerche

Un gruppo di ricerca del Kunming Institute of Zoology (KIZ) di Kunming (provincia di Yun...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Sonno insufficiente associato ad aspettativa di vita ridotta

22.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che dormire almeno sette ore a notte migliora il modo in cui ti senti ...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017 | Ricerche

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di Alzheimer. Ho avuto pr...

[Dana Territo] Studi indicano che l'aromaterapia può avere benefici signi…

29.01.2026 | Esperienze & Opinioni

"L’aromaterapia può dare benefici a chi soffre di Alzheimer?"

Il termine 'aromat...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)