Modello matematico fa luce sulla diffusione dell'Alzheimer

whiteboard with formulas Image by bedneyimages on freepik

La matematica potrebbe non essere la prima cosa che le persone associano alla ricerca sul morbo di Alzheimer (MA). Ma per Pedro Maia, assistente professore di matematica e scienze dei dati dell'Università del Texas di Arlington, analizzare come diverse parti del cervello interagiscono come una rete rivela nuove informazioni su uno dei disturbi cerebrali più devastanti del mondo.


L'ultimo studio del dott. Maia, sviluppato in collaborazione con i colleghi della University of California di San Francisco e pubblicato su Brain, utilizza una modellazione matematica avanzata per aiutare a spiegare perché il MA si diffonde in modo non uniforme nel cervello. Il lavoro rivela perché alcune regioni cerebrali sono più vulnerabili al danno provocato dalla tau, una proteina che si accumula nelle cellule cerebrali e corrompe la loro normale funzione, mentre altre aree rimangono più resilienti.


"Ciò che è interessante", ha detto Maia, "è come la matematica, i metodi di dati, la scienza dei dati e la modellazione matematica possono effettivamente portare alcune intuizioni avanzate nel MA".


Maia e i suoi colleghi dell'UCSF hanno creato uno strumento matematico, chiamato 'modello di diffusione della rete estesa' (extended network diffusion model), che tiene traccia del modo in cui la proteina tau si accumula e si diffonde nella rete di regioni interconnesse del cervello. Con questo modello, i ricercatori possono classificare i geni in quattro categorie: quelli che seguono gli schemi di rete del cervello e aumentano la vulnerabilità; quelli che seguono gli schemi e forniscono protezione; quelli che agiscono in modo indipendente ma aumentano il rischio; quelli che agiscono in modo indipendente e aiutano a proteggere il cervello.


È un passo significativo per far avanzare la ricerca di MA, aiutando a rispondere a una domanda che sconcerta i ricercatori da anni: perché alcune regioni cerebrali si deteriorano rapidamente mentre altre rimangono in gran parte intatte? Il modello, come ha detto Maia, "ci aiuta a districare quello che in precedenza era solo un insieme disordinato di geni. L'idea è che il cervello non sia uniforme: regioni diverse sono costituite da tipi diversi di cellule e geni e sono anche collegate in modo diverso. Le regioni più connesse o più vicine alle aree interessate sono più vulnerabili. Le regioni isolate tendono ad essere più resilienti".


Lo studio ha usato i dati di 196 persone: 102 con diagnosi di lieve compromissione cognitiva in fase iniziale, 47 con lieve compromissione di stadio avanzato e 47 con MA. Precedenti ricerche di Maia e dei suoi colleghi si basavano su studi più controllati con topi modello. "I dati umani, anche se sono più difficili da esaminare date le variabili coinvolte, ci danno una visione diretta di come il MA progredisce nelle persone reali", ha detto Maia. "Se vogliamo sviluppare trattamenti che funzionano nell'uomo, abbiamo bisogno di dati che provengono dall'uomo".


Per Maia, applicare il suo background matematico alla ricerca di Alzheimer è stato particolarmente gratificante. Lo vede come parte di un cambiamento più ampio nel modo in cui il campo della matematica si sta evolvendo: "Nel secolo scorso, la fisica è stata la grande ispirazione per la ricerca matematica. Oggi, la biologia, specialmente il cervello, sta diventando la grande fonte di ispirazione. Se sei disposto a dialogare in contesti multidisciplinari, vedrai che la modellazione matematica ha ancora un ruolo importante da svolgere".

 

 

 


Fonte: University of Texas at Arlington (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: C Anand, [+5], A Raj. Selective vulnerability and resilience to AD tauopathy as a function of genes and the connectome. Brain, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheime…

21.12.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 | Ricerche

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale amiloid...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020 | Ricerche

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani, ...

Diagnosi di Alzheimer: prenditi del tempo per elaborarla, poi vai avanti con m…

4.12.2023 | Esperienze & Opinioni

Come posso accettare la diagnosi di Alzheimer?

Nathaniel Branden, compianto psicoterape...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023 | Ricerche

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019 | Ricerche

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA), ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019 | Ricerche

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Antiossidanti aiutano contro vari problemi di salute, ma è complicato capire q…

3.11.2025 | Esperienze & Opinioni

La descrizione di antiossidante è tutta nel nome: gli antiossidanti contrastano gli ossi...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018 | Ricerche

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto la ...

Il ciclo dell'urea astrocitica nel cervello controlla la lesione della me…

30.06.2022 | Ricerche

Nuove scoperte rivelano che il ciclo dell'urea negli astrociti lega l'accumulo di amiloide-beta e la...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023 | Normativa

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)