Nuova scoperta potrebbe cambiare il volto della ricerca sulla biologia cellulare

Bisognerà riscrivere i libri di testo e rivisitare i vecchi esperimenti, perché c'è un ingranaggio nuovo nel nostro meccanismo cellulare che è stato scoperto dai ricercatori della University of Alberta (UA) e dall'Institute for Medical Researc dell'University of Cambridge.

All'interno di ogni cella che non è batterica, c'è un "sistema di traffico della membrana".

Da tempo è conosciuto per i suoi quattro complessi proteici, chiamati adaptini, che sono tutti coinvolti nel movimentare cose, fuori e intorno alla cellula. Joel Dacks, del Dipartimento di Biologia cellulare della Facoltà di Medicina e Odontoiatria alla UA, insieme alla collega Margaret Robinson di Cambridge, hanno scoperto che c'è un quinto adaptino. Secondo la loro ricerca è attorno da miliardi di anni, ma nessuno è stato in grado di individuarlo.

"Per la biologia delle cellule è come avere aperto un nuovo filone di ricerca", ha detto Dacks. "Pensavamo che ci fossero quattro grandi attori nei processi di spostamento delle cose nella parte posteriore della cellula. C'è un quinto giocatore sul campo che non vedevamo". Capire come funziona il traffico nelle cellule è di vitale importanza, perché quando qualcosa va storto in questo sistema, spesso arriva la malattia. Le mutazioni nei geni coinvolti nel traffico sono implicate in una serie di patologie neurodegenerative tra cui l'Alzheimer, il morbo di Huntington e la sclerosi laterale amiotrofica, conosciuta anche come morbo di Lou Gehrig.

"C'è già una malattia in cui sappiamo dove questo complesso è coinvolto", ha detto Dacks. Si chiama paraplegia spastica ereditaria, che causa spasmi delle gambe in incremento e, infine, fa perdere la mobilità. "Ancor più importante, risale a quell'idea che per capire la cellula malata, dobbiamo sapere che cosa sembra esattamente una che è sana. È necessario capire la mappa di base della cellula per essere in grado di identificare cosa è andato storto. Noi abbiamo scoperto una caratteristica importante su quella mappa".

Dacks dice che questo macchinario è molto diffuso, non solo nelle cellule umane, ma nelle piante, alghe e parassiti, significando che non è solo una caratteristica generale dei nostri tipi di cellule, ma è anche antica. Quanto più capiscono questo quinto adaptin, più intuizioni saranno in grado di avere sui primi eventi: la costruzione delle cellule. Dacks pensa che questa scoperta, pubblicata l'11 ottobre in Public Library of Science Biology, potrebbe aiutare gli scienziati a rispondere a molte domande finora inevase, in seguito al loro progetto di ricerca. "Gli scienziati devono costruire spiegazioni utilizzando i pezzi che sanno esistere. Questo può aiutare a incorporare alcune osservazioni che non quadravano, perché ora si possono spiegare le cose con cinque ragazzi, non quattro", ha detto Dacks.

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Fonte: Materiale della University of Alberta Facoltà di Medicina e Odontoiatria, via EurekAlert!, un servizio di AAAS.

Riferimento: Jennifer Hirst, Lael D. Barlow, Gabriel Casey Francisco, Daniela A. Sahlender, Matthew NJ Seaman, Joel B. Dacks, Margaret S. Robinson. The Fifth Adaptor Protein Complex. PLoS Biology, 2011; 9 (10): e1001170 DOI: 10.1371/journal.pbio.1001170.

Pubblicato in ScienceDaily il 11 Ottobre 2011 - Traduzione di Franco Pellizzari.

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