In America 1 paziente di Alzheimer su 7 vive da solo

Elaine Vlieger sta facendo alcune concessioni all'Alzheimer. Ha smesso di guidare, le cene surgelate hanno sostituito la cucina elaborata di prima, e un figlio controlla le sue finanze.

Ma la donna del Colorado vive da sola e non è disposta a rinunciare alla sua casa o alla sua indipendenza.

(Ed Andrieski / Associated Press) - In questa foto scattata il 23 aprile 2012, Elaine Vlieger, 79 anni, cammina vicino alla sua casa nei pressi di Denver, Colorado. La Vlieger sta facendo alcune concessioni al suo Alzheimer allo stadio iniziale, ma non è pronta a rinunciare alla sua casa o alla sua indipendenza. Rimane attiva con lavori in giardino e passeggiate quotidiane.
In questa foto (Ed Andrieski / Associated Press) scattata il 23
aprile 2012, Elaine Vlieger, 79 anni, cammina nei pressi della
sua casa vicino a Denver nel Colorado. La Vlieger sta facendo
alcune concessioni al suo Alzheimer nello stadio iniziale, ma
non è pronta a rinunciare sia alla sua casa che alla sua
indipendenza. Rimane attiva con lavori in giardino e
passeggiate quotidiane.

Circa 800.000 persone affette da Alzheimer, più o meno 1 americano su 7 con la malattia, vivono da sole nelle loro comunità, secondo i nuovi, sorprendenti dati dell'Alzheimer's Association. E' un quadro diverso della malattia distruggi-mente rispetto alla continua assistenza di cui alla fine queste persone avranno bisogno.


Molti, come la Vlieger, ce la fanno da soli durante le fasi iniziali della demenza con il sostegno di familiari e amici che si tengono in stretto contatto. "Sono ancora abbastanza sana", dice Vlieger, 79 anni, che ha richiesto l'esame neurologico dopo aver capito che stava lottando per trovare le parole. "Sono solo molto attenta".


Ma sostegno o no, vivere da sola con una malattia che toglie a poco a poco alle persone la capacità di sapere quando hanno bisogno di aiuto, comporta problemi di sicurezza speciali, e le persone care di fianco si tormentano chiedendosi quando intervenire. "Non vogliamo doverlo forzare prima del tempo. Ma come facciamo a saperlo?" si chiede Marla Vlieger di Denver, nuora di Elaine.


La risposta a questo dilemma non è facile, ed è una sfida che non farà che crescere assieme all'aumento dei casi di Alzheimer nei prossimi anni. Si stima che già 5,4 milioni di persone negli Stati Uniti abbiano l'Alzheimer o una demenza simili. Questo numero si stima che raggiungerà i 16 milioni entro il 2050 perché la popolazione sta invecchiando molto rapidamente. I dati del censimento mostrano che quasi un terzo di tutte le persone da 65 in sù vivono da soli, e la metà delle donne ultre 80 anni. La maggior parte degli anziani dicono di voler restare nelle loro case più a lungo possibile, e lo sviluppo del deterioramento cognitivo non significa automaticamente che non lo possono fare, dice Beth Kallmyer, assistente sociale a capo dei servizi costituenti dell'Alzheimer's Association.


Le nuove analisi dell'associazione illustrano il punto di equilibio tra autonomia del paziente e la sicurezza. Le persone con demenza che vivono da sole tendono ad essere meno deteriorate rispetto a quelle che vivono con i caregivers. Ma sono comunque compromesse, e gli studi dimostrano che hanno un maggior rischio di infortuni, morte (anche accidentale), rispetto ai pazienti che non vivono da soli. Non c'è nessuno a controllare che la stufa non sia lasciata accesa o che noti subito se la persona si perde o cade.


Marla Vlieger, che vive nelle vicinanze ed è la caregiver primaria della suocera, si preoccupa di queste possibilità. Frequenta gruppi di sostegno di Alzheimer per imparare dalle esperienze di altre famiglie. Ma a differenza di sua suocera, i pazienti che ha incontrato hanno un coniuge in grado di individuare i problemi in un modo che neanche i visitatori abituali, come il Vlieger più giovane e il marito possono fare. Di più, i sondaggi indicano che circa la metà di quelli con demenza che vivono da soli non riescono a identificare qualcuno come proprio caregiver, qualcuno che almeno periodicamente passi per controllare, per vedere come se la stanno cavando, ha riferito l'associazione. Troppo spesso queste sono persone la cui demenza viene scoperta in caso di emergenza, ad esempio quando i vicini chiamano la polizia per controllare un anziano che nessuno ha visto per giorni, dice la Kallmyer.


Gli specialisti hanno difficoltà ad informare i pazienti che si presentano senza qualcuno che li aiuta, come l'uomo di 68 anni che si si è recato giudando da solo al Maine Medical Center per una valutazione della memoria e ha detto che non era vicino al suo unico parente. "Non riusciva a disegnare un orologio. Non riusciva a completare un controllo in modo corretto. E non riusciva a dare il resto di una banconota da 5 dollari" ha detto il geriatra Dr. Laurel Coleman, che ha diagnosticato l'uomo, in una recente riunione dei consulenti governativi per l'Alzheimer.


Il primo Piano Nazionale di Alzheimer, che dovrebbe essere ultimato questo mese, potrebbe aiutare. Si propone di migliorare lo screening degli anziani per individuare la demenza in anticipo. Sollecita inoltre i medici ad aiutare i pazienti a pianificare in anticipo il loro bisogno futuro di cure mentre ancora possono. Kallmyer dice che ciò è assolutamente fondamentale per coloro che vivono da soli.


Elaine Vlieger era stata la caregiver del marito defunto nel corso di una lunga malattia e conosceva l'importanza di tale pianificazione. Dopo la sua diagnosi di Alzheimer 18 mesi fa, ha designato la procura e chi dovrà aiutarla a prendere le decisioni di assistenza sanitaria, e ha aggiunto un figlio ai suoi conti bancari. Per il quotidiano, la Vlieger compila liste di lavori da ricordare. Un amico accompagna l'ex appassionata di escursioni in una passeggiata quotidiana, e i vicini di casa la tengono sotto controllo. Lei sta considerando di indossare un apparecchio per chiedere aiuto se cade.


Il trasporto è una parte fondamentale della pianificazione della cura per persone affette da Alzheimer. La Vlieger insiste che la sua guida va bene, e si limita a stradine familiari evitando le ore di punta per precauzione. La nuora Marla, comunque, dice che il dottore vuole che lei se ne vada. La giovane Vlieger dice la suocera generalmente se la cava bene ma sta trovando maggiori difficoltà a gestire l'imprevisto. I famigliari ricevono telefonate disperate a proposito di piccole crisi, come una toilette traboccante. La posta elettronica è diventata frustrantemente difficile perché il fornitore di accesso Internet ha aggiornato il programma in un modo che non appare più familiare.


Poi c'è la pianificazione della casa. "La famiglia è stata divisa", dice Elaine Vlieger. Un figlio si sta occupando delle opzioni per l'istituzionalizzazione, ma la Vlieger protesta "sono più attiva di quanto sono queste persone. Mi fa sentire vecchia quando entro là". Le piace il suggerimento della figlia sui servizi a domicilio che potrebbero essere aggiunti nel corso del tempo. La nuora Marla si chiede se un manager di assistenza geriatrica sia in grado di offrire consulenza professionale "per aiutarci a decidere quello che ci serve, e quando ne abbiamo bisogno".


La parte più difficile, dice la Kallmyer, è quando escludere il malato di Alzheimer e iniziare a prendere decisioni per conto suo. “Alzheimer's is not a linear process. "L'Alzheimer non è un processo lineare. Qualcuno ha una brutta giornata oggi e domani bella", dice. Elaine Vlieger ha iniziato a pulire la sua casa di 35 anni. Ma lei dice risoluta: "Non ho fretta".

 

 

 

 


Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 


Pubblicato da Lauran Neergaard/Associated Press in Washington Post il 6 Maggio 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:



Notizie da non perdere

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022 | Ricerche

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzh…

28.09.2018 | Annunci & info

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020 | Ricerche

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020 | Esperienze & Opinioni

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Subiamo un 'lavaggio del cervello' durante il sonno?

4.11.2019 | Ricerche

Una nuova ricerca eseguita alla Boston University suggerisce che questa sera durante il ...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno deme…

17.08.2018 | Ricerche

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcune...

Rete mitocondri-metabolismo-calcio: un fattore centrale nella patologia dell&#…

22.01.2026 | Ricerche

Una revisione pubblicata su Genes & Diseases da ricercatori dell'Institute for Brain...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020 | Ricerche

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carriera...

[Dana Territo] Accetta la persona cara in ogni fase del percorso della malatti…

13.01.2026 | Esperienze & Opinioni

Qualche parola di saggezza per i caregiver di Alzheimer per il nuovo anno?

Molto...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021 | Esperienze & Opinioni

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)