Nanofili trasparenti e scansione 3D per osservare la morfologia delle cellule cerebrali

Un team italo-statunitense coordinato da due studiose del Cnr ha messo a punto un approccio sperimentale che, grazie a nanofili vetrosi e trasparenti, permette di riprodurre in laboratorio la morfologia degli astrociti simile a quella assunta nel cervello: la combinazione con tecniche di scansione 3D avanzato consente di studiarli con un grado di dettaglio finora difficilmente raggiungibile in laboratorio. I risultati aprono nuove frontiere per la comprensione di patologie neurodegenerative e la sperimentazione di nuovi possibili terapie

Disordered Glass Nanowire Substrates Produce in Vivo Like Astrocyte by CNRAstrociti primari di ratto differenziati su nanofili di vetro (Foto: CNR)

Un team di ricerca italo-statunitense composto da ricercatrici dell’Istituto per la microelettronica e i microsistemi del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Cnr-Imm) e dell’Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività di Bologna (Cnr-Isof), e da colleghi del Department of Mechanical Engineering della Johns Hopkins University di Baltimora (USA), ha sviluppato una strategia sperimentale che consente di ricreare e studiare in laboratorio una morfologia cellulare molto simile a quella che le cellule del cervello, in particolare gli astrociti, assumono in vivo.


Lo studio, pubblicato su Advanced Science, ha dimostrato che la combinazione di nanomateriali trasparenti con tecniche avanzate di scansione ottica tridimensionale (3D) permette di osservare in vitro la morfologia naturale di queste cellule con un livello di dettaglio e realismo difficilmente ottenibile con gli approcci convenzionali. Al centro della ricerca vi è l’integrazione di nanofili vetrosi e trasparenti con la tecnica ottica Low-Coherence Holotomography (LC-HT), che fornisce una visualizzazione 3D ad alta risoluzione di cellule vive, senza ricorrere a marcatori fluorescenti e preservandone così l’integrità.


Grazie ai substrati dei nanofili vetrosi, progettati per fungere simultaneamente da supporto per la crescita delle colture cellulari e da componente integrata del microscopio LC-HT, i ricercatori sono riusciti a ricreare un ambiente in vitro in cui gli astrociti, cellule gliali fondamentali per il funzionamento del sistema nervoso centrale, mostrano una morfologia molto simile a quella naturale. Questo ha permesso di ottenere informazioni altrettanto realistiche su forma, volume e massa cellulari, offrendo un quadro molto più fedele rispetto alle colture tradizionali.


“Riprodurre in vitro strutture cellulari con morfologie che rispecchino fedelmente quelle presenti in vivo è una sfida cruciale per studiare la loro funzionalità biologica e l’origine di numerose patologie”, spiega Annalisa Convertino, ricercatrice di Cnr-Imm. “Con riferimento agli astrociti, quando questi sono coltivati in vitro su superfici planari, come i tradizionali vetrini da microscopio o le piastre di Petri, tendono ad appiattirsi, assumendo una forma poligonale priva delle ramificazioni tipiche, quelle che nel cervello permettono loro di formare una complessa rete indispensabile al supporto dell’attività neuronale. Al contrario, quando crescono sui nanofili, gli astrociti recuperano una morfologia stellata ricca di estensioni, molto simile a quella che assumono nel tessuto cerebrale: in questo modo possiamo studiarli in maniera molto più approfondita e precisa”.  


La tecnica, frutto di una forte sinergia tra competenze italiane e statunitensi, è innovativo in quanto unice nanotecnologie, biofotonica e ingegneria biomedica. “La tecnica LC-HT rappresenta un nuovo modo di esplorare la morfogenesi cellulare con un dettaglio 3D straordinario, senza alterare le caratteristiche molecolari delle cellule come invece avviene con tecniche di biologia molecolare più invasive che prevedono l’impiego di marcatori e di conseguenza l’impossibilità di osservare le cellule in tempo reale”, aggiunge Emanuela Saracino, ricercatrice di Cnr-Isof.


“Il segreto risiede nel combinare nanomateriali e tecniche biofotoniche in modo che si potenzino a vicenda. Questa integrazione permette di osservare meglio come le cellule crescono e comunicano con l’ambiente che le circonda, offrendo un nuovo modo per studiare in vitro i processi biologici”, commenta Ishan Barman, l'autore senior dello studio..


I risultati aprono una nuova frontiera nell’ambito della scansione cellulare applicata allo studio dello sviluppo cellulare, alla comprensione delle patologie neurodegenerative e alla sperimentazione di nuovi farmaci, grazie alla possibilità di osservare cellule vive senza marcatori e in condizioni fisiologiche realistiche. Una tecnica che, in prospettiva, permetterà di esplorare nuovi orizzonti della biomedicina e della biofisica, considerando questi progressi come un punto di partenza per indagare con maggiore precisione e realismo le proprietà del cervello, la complessa rete neuronale e la capacità delle cellule di comunicare e riorganizzarsi nei casi di malattie cerebrali.

 

 

 


Fonte: CNR

Riferimenti: P Anantha, [+10], I Barman. Disordered Glass Nanowire Substrates Produce in Vivo-Like Astrocyte Morphology Revealed by Low-Coherence Holotomography. Adv Sci, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzh…

28.09.2018 | Annunci & info

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

Rete mitocondri-metabolismo-calcio: un fattore centrale nella patologia dell&#…

22.01.2026 | Ricerche

Una revisione pubblicata su Genes & Diseases da ricercatori dell'Institute for Brain...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020 | Ricerche

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

10 Consigli dei neurologi per ridurre il tuo rischio di demenza

28.02.2023 | Esperienze & Opinioni

La demenza colpisce milioni di persone in tutto il mondo, quasi un over-65 su 10. Nonost...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022 | Ricerche

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli o...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)