Problemi a trovare la strada possono essere segni precoci di Alzheimer


Molto prima che l'Alzheimer possa essere diagnosticato clinicamente, le crescenti difficoltà a costruire mappe cognitive di nuovi dintorni possono preannunciare l'eventuale manifestazione clinica della malattia, secondo una nuova ricerca eseguita alla Washington University di St. Louis.


"Queste scoperte suggeriscono che, per rilevare i primissimi cambiamenti nella cognizione legati all'Alzheimer, un nuovo e potente strumento potrebbe essere rappresentato dalle attività di navigazione progettate per valutare una strategia di mappatura cognitiva", ha detto l'autore senior Denise Head, professore associato di scienze psicologiche e cerebrali. "Il compito di navigazione spaziale usato in questo studio per valutare le competenze della mappa cognitiva è più sensibile a individuare l'Alzheimer preclinico rispetto al compito psicometrico standard della memoria episodica".


L'Alzheimer preclinico denota la presenza di alterazioni nel cervello connesse all'Alzheimer che avvengono prima dello sviluppo dei sintomi che portano alla diagnosi. Le scoperte cognitive di questo studio, pubblicato nel numero di aprile del Journal of Alzheimer's Disease, sono coerenti con il punto del cervello dove emergono inizialmente gli effetti negativi della malattia, così come con la progressione della malattia in altre aree del cervello.


Ricerche precedenti avevano dimostrato che i problemi di navigazione affiorano presto nei soggetti con Alzheimer. Questi deficit possono essere associati con l'accumulo di placche amiloidi e di grovigli di tau e altri segni di deterioramento e di restringimento nella corteccia prefrontale del cervello, nell'ippocampo e nel caudato.


L'ippocampo, che è associato alla memoria a lungo termine, al riconoscimento di un nuovo ambiente e alla creazione di mappe cognitive, è ormai ben consolidato come bersaglio precoce dei danni legati all'Alzheimer. Danni simili insorgono anche nel caudato, che è associato con l'apprendimento e il movimento volontario.


"Le nostre osservazioni suggeriscono una progressione tale che l'Alzheimer preclinico è caratterizzato da atrofia dell'ippocampo e associato a difficoltà di mappatura cognitive, in particolare durante la fase di apprendimento", ha detto il primo autore Samantha Allison, studente di dottorato in psicologia alla Washington University. "Col progredire della malattia, peggiorano i deficit di mappatura cognitiva, viene coinvolto il caudato, ed emerge il deficit di apprendimento del percorso".

 

Una mappa mentale

Mentre questi deficit sono ben documentati nei pazienti con Alzheimer in stadio precoce, non sono stati ancora studiati nei pazienti apparentemente normali che possono progredire verso le fasi iniziali identificabili della malattia, una condizione nota come «Alzheimer preclinico».


In questo studio, i ricercatori hanno usato un esperimento di navigazione nel labirinto virtuale per capire se nell'Alzheimer preclinico possono essere rilevati problemi specifici di apprendimento del percorso e di costruzione della mappa cognitiva, che coinvolgono rispettivamente il caudato e l'ippocampo. Il progetto dell'esperimento si è basato sul fatto che gli esseri umani in genere trovano la strada nella vita usando due forme distinte di rappresentazione spaziale e di navigazione:

  1. Con la navigazione egocentrica, le persone si basano sulla conoscenza del passato per seguire percorsi collaudati, passando in sequenza da un punto di riferimento ad un altro fino a raggiungere la destinazione.
  2. Nella navigazione allocentrica, le persone familiarizzano con le loro grandi immagini dell'ambiente e creano una mappa mentale di punti di riferimento esistenti, riuscendo a tracciare i percorsi migliori disponibili e a trovare i collegamenti verso nuove destinazioni.


I partecipanti a questo studio sono stati divisi in tre gruppi sulla base di un test dei fluidi del cervello e del midollo spinale, che è in grado di rilevare i biomarcatori che prevedono lo sviluppo futuro di placche e grovigli collegati all'Alzheimer nel cervello. Le persone che sono clinicamente normali con questi marcatori sono considerati con Alzheimer preclinico.


Erano inclusi 42 individui clinicamente normali che mancavano dei marcatori del liquido cerebrospinale per l'Alzheimer, 13 individui clinicamente normali positivi per questi marcatori e quindi avevano l'Alzheimer preclinico e 16 soggetti con sintomi comportamentali documentati di Alzheimer in fase iniziale.


Tutti i 71 partecipanti allo studio hanno trascorso circa due ore su un computer, testati nella loro capacità di navigare in un labirinto virtuale costituito da una serie di corridoi interconnessi, con quattro disegni di carta da parati e 20 punti di riferimento. I partecipanti sono stati testati per due abilità di navigazione: come imparavano e seguire un percorso pre-impostato, e come formavano e usavano una mappa cognitiva dell'ambiente.


Ai partecipanti sono stati concessi 20 minuti per imparare un percorso specifico, o per studiare ed esplorare il labirinto con un joystick di navigazione. Sono stati quindi testati nella loro capacità di ricreare il percorso o di trovare la strada verso punti di riferimento specifici nell'ambiente.


"Le persone con marcatori cerebrospinali di Alzheimer preclinico hanno dimostrato notevoli difficoltà solo quando hanno dovuto formare una mappa cognitiva dell'ambiente, un processo di navigazione allocentrica di apprendimento del luogo associato alla funzione ippocampale", ha detto la Head. "Questo stesso gruppo di Alzheimer preclinico ha dimostrato poco, o nessun, deterioramento sui compiti di apprendimento del percorso, un processo di navigazione egocentrica associato più strettamente con la funzione del caudato".


Quando sono stati confrontati con partecipanti cognitivamente normali, che non avevano i marcatori di Alzheimer nel liquido cerebrospinale, quelli con Alzheimer preclinico hanno ottenuto punteggi più bassi nella loro capacità di imparare le posizioni degli oggetti nell'ambiente in relazione tra di loro, durante la fase di studio iniziale.


Anche se questi risultati suggeriscono un deficit nella capacità di formare una mappa cognitiva, i partecipanti con Alzheimer preclinico alla fine sono riusciti a superare queste carenze di apprendimento della mappa, andando quasi altrettanto bene dei partecipanti cognitivamente normali, nel corso di una successiva operazione di navigazione per trovare la strada.


"Questi risultati suggeriscono che le difficoltà a trovare il percorso sperimentate dalle persone con Alzheimer preclinico sono in parte legate a problemi ad acquisire le informazioni ambientali", ha detto la Head. "Anche se con un allenamento aggiuntivo possono imparare nuovi ambienti, la buona notizia è che sembrano conservare informazioni sufficienti per usare una mappa cognitiva quasi come le loro controparti cognitivamente normali".

 

Una diagnostica più sensibile?

La Head avverte che l'attuale studio ha diverse limitazioni, compreso un campione relativamente piccolo e la mancanza di informazioni dirette su aree e reti del cervello che hanno un ruolo nella navigazione spaziale e nel trovare la strada.

[...]

Il team di ricerca rileva che la presenza di marcatori del liquido cerebrospinale per l'Alzheimer preclinico non garantisce che una persona svilupperà sicuramente l'Alzheimer pieno: "La ricerca futura dovrebbe esaminare se i deficit di mappatura cognitiva nell'Alzheimer preclinico sono associati ad un rischio maggiore di sviluppare l'Alzheimer sintomatico".

 

******
Hanno collaborato allo studio Anne M. Fagan, professoressa di neurologia, e John C. Morris MD, direttore dell'Alzheimer’s Disease Research Center e professore emerito di neurologia. Il loro lavoro è stato finanziato dai NIH, mentre Samantha Allison ha ricevuto contributi dal National Institute on Aging.

 

 

 


Fonte: Gerry Everding in Washington University in St. Louis (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Samantha L. Allison, Anne M. Fagan,  John C. Morris,  Denise Head. Spatial Navigation in Preclinical Alzheimer’s Disease. Journal of Alzheimer's Disease, Preprint, pp. 1-14, 2016. DOI: 10.3233/JAD-150855

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Al…

27.04.2015 | Ricerche

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più c…

26.05.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019 | Ricerche

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta re...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017 | Ricerche

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ace, l...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 | Ricerche

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale amiloid...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

[Dana Territo] Accetta la persona cara in ogni fase del percorso della malatti…

13.01.2026 | Esperienze & Opinioni

Qualche parola di saggezza per i caregiver di Alzheimer per il nuovo anno?

Molto...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015 | Esperienze & Opinioni

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili d...

Diagnosi di Alzheimer: prenditi del tempo per elaborarla, poi vai avanti con m…

4.12.2023 | Esperienze & Opinioni

Come posso accettare la diagnosi di Alzheimer?

Nathaniel Branden, compianto psicoterape...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023 | Ricerche

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022 | Ricerche

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli o...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023 | Ricerche

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.