Darce Fardy: il dilemma del fine-vita

Darce Fardy: il dilemma del fine-vita
Nel preparare questo articolo intendevo andare 'dove gli angeli hanno paura di camminare': la questione della vita/morte assistita.


Ma il Parlamento [del Canada] mi ha battuto sul tempo.


All'improvviso si sono aperte le porte quando abbiamo appreso che una speciale commissione proporrà al Parlamento di discutere una nuova legge sulla morte medicalmente assistita, che comprende il consenso anticipato da parte delle persone che sono nei primi stadi della demenza.


Di recente i media hanno dato molta attenzione alla demenza / Alzheimer, anche prima dell'annuncio della commissione parlamentare. La vita/morte assistita è il punto cruciale di una recente discussione pubblica. Un editorialista del 'Globe and Mail', Andre Picard, ha scritto un articolo: «Una Morte Dignitosa per i Pazienti di Demenza: Chi la Chiede?» E' stato l'articolo di Picard che mi ha incoraggiato a prendere in considerazione le varie opzioni.


Naturalmente è una questione morale e giuridica controversa e ci ho pensato un pò. Voglio prendere la decisione con la mia famiglia. Sapranno in modo esplicito quello che voglio quando non sarò più in grado di contribuire alle discussioni. Poi voglio che la mia famiglia prenda la decisione di quando dovrò essere lasciato morire o assistito per morire. E' sicuramente un peso a loro carico, ma almeno sapranno cosa voglio. Se sarò già "scolorito verso il nero", come dicevamo in televisione, ma ancora in vita, essi saranno in grado di lasciarmi andare. Mi aspetto che il medico di famiglia li aiuti a capire l'operazione.


L'articolo di Picard ha ispirato una serie di lettere al direttore. In una di esse era scritto che il padre aveva chiesto "una fine al più presto possibile" se non fosse più "capace di una esistenza razionale". Un altro crede che "il diritto di votare la propria coscienza su una questione di tale importanza risiede nel cuore della democrazia liberale".


Ho pensato a tutto questo qualche tempo fa, quando sono andato con mia moglie Dorothea a trovare la mia sorella 90-enne in una casa di cura professionale a St. John's. Lei è lì da 10 anni senza alcuna speranza di una cura e sembra essere in costante tormento. Quindi è appropriato darle i farmaci, per esempio, per la pressione alta, per prolungare la sua vita?


Non sono preparato né in legge né in teologia, quindi sono in 'un posto in cui ora gli angeli hanno paura di camminare'. Ma io non sono un angelo e la mia conoscenza della legge assomiglia alla mia conoscenza del sistema solare.


Un caro amico e professore di diritto mi sta aiutando a navigare tra le complessità della legge e mi guida in modo sicuro attraverso la giungla dei miei pensieri sulle questioni sollevate dai media. Wayne MacKay ha sottolineato che c'è una distinzione importante tra chiedere che i medici si astengano dal fare le cose (nessuna rinascita con mezzi eroici o prolungamento della vita) e chiedere ai medici di assistere attivamente a morire attraverso farmaci (la morte assistita).


E' necessario chiarire se si vuole un intervento attivo o passivo. E' una questione complessa di famiglia, ma data la mia età e l'inutilità di aspettarsi una cura nel mio tempo, prediligo quella attiva. Prego che, con tutto il duro lavoro svolto dai ricercatori di tutto il mondo, che la mia famiglia, compresi i miei nipoti e i loro, non debbano avere a che fare con la demenza.


Avrò 84 anni tra poche settimane e mi sto ancora divertendo e non peso troppo su Dorothea o sul resto della mia famiglia. Ma un declino è inevitabile. Ne parleremo in famiglia, cercando di affrontare questo problema e di approfittare della nuova mentalità.


Sempre più spesso la Corte Suprema è vista come il decisore politico principale del Canada, ma ora dipende dai politici far passare le leggi. Ci è stato detto che i parlamentari hanno discusso la questione. Ci sono probabilmente centinaia di persone che hanno avuto la diagnosi e che sono dove sono io oggi. Spero che i membri della Camera dei Comuni si consulteranno con tutti i canadesi, in particolare con quelli che hanno avuto la diagnosi, ma possono ancora dare un contributo.


Io sono uno di quelli. Questa è una questione così personale e familiare che non è sufficiente che i legislatori ne parlino fra di loro. Mi auguro che coloro che vogliono entrare nella discussione si mettano in contatto con un parlamentare.


Chantal Hebert, uno dei miei editorialisti preferiti della carta stampata ha detto in questo giornale che ci sono evidenze che i membri della Camera dei Comuni potrebbero mettere da parte il dibattito divisivo e sostenere il suicidio assistito. Dopo aver visto in azione il Parlamento, non posso fare a meno di essere preoccupato.


La relazione invita inoltre il governo federale a lavorare con le regioni e i territori per rendere disponibile la morte medicalmente assistita. Speriamo che accada.

 

 

 


Fonte: Darce Fardy in Chronicle Herald (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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