Respirazione nel sonno è legata all'Alzheimer

BALTIMORA - Ricercatori segnalano che, secondo i risultati preliminari di un loro studio, i pazienti anziani e più magri con disturbi respiratori del sonno possono avere un rischio di atrofia cerebrale nelle aree del cervello colpite dall'Alzheimer.


I pazienti anziani cognitivamente normali, non in sovrappeso, con disturbi respiratori del sonno hanno dimostrato una significativa atrofia della materia grigia nel giro frontale medio destro e sinistro, nel precuneo sinistro, nel nucleo mediale dorsale sinistro, nel putamen sinistro e destro, e nel cervelletto, secondo Janna Mantua, BA, del Langone Medical Center della New York University (NYU) e colleghi. Queste regioni sono considerate vulnerabili per l'Alzheimer.


I pazienti obesi anziani cognitivamente normali, avevano atrofia significativa della materia grigia in diverse regioni, tra cui il putamen destro, il caudato destro, il giro temporale medio destro, il nucleo ventrale anteriore destro ed il giro occipitale medio sinistro, ha comunicato la Mantua durante una presentazione verbale al meeting SLEEP.


Essa ha osservato che disturbi respiratori del sonno e Alzheimer sono entrambi altamente prevalenti e coesistenti nei pazienti più anziani, e che alcune conseguenze dei disturbi respiratori del sonno sono rischi conosciuti per l'Alzheimer. Dati precedenti sugli animali avevano dimostrato una relazione causale tra ipossia e patologia di tipo Alzheimer, come l'accumulo di amiloide-beta, l'iperfosforilazione tau, le disfunzioni nella barriera emato-encefalica, e la degenerazione neuronale.


Gli autori hanno confrontato l'atrofia della materia grigia nel cervello dei pazienti anziani obesi e non obesi per cercare riduzioni di volume in regioni cerebrali vulnerabili all'Alzheimer in una popolazione di 70 pazienti cognitivamente normali di età tra 64 e 87 anni che partecipavano allo studio Biomarkers in Early Alzheimer's Disease II. I partecipanti hanno ottenuto punteggi oltre il 25 sull'esame Mini Mental Status e non ricevevano alcun trattamento attivo per i disturbi respiratori nel sonno.


Prima di confrontare i pazienti magri con gli obesi, i ricercatori hanno raccolto dati su amiloide-beta, T-tau e P-tau nel liquido cerebrospinale, il metabolismo del glucosio da una scansione PET, e lo spessore corticale e l'atrofia della sostanza grigia in tutto il cervello con una risonanza magnetica strutturale.


I pazienti hanno partecipato anche ad uno studio che monitorava l'attività nel sonno al loro domicilio per due notti tramite il flusso d'aria con un trasduttore cannula nasale/pressione, saturazione dell'ossigeno da riflettanza, posizione nel sonno, traccia EEG singola, e misure surrogate di risveglio, come il movimento della testa. Questi dati hanno fornito indicazioni sul tempo di sonno totale, sull'indice di apnea-ipopnea, e sull'indice di disturbo respiratorio. I ricercatori hanno raccolto dati sull'atrofia attraverso morfometria basata su voxel, che misura le differenze di volume della materia grigia tra i soggetti e le collega ai disturbi respiratori del sonno.


I punteggi totali di tutti i pazienti dei marcatori di amiloide-beta, T-tau, P-tau, spessore corticale e metabolismo del glucosio non erano significativi. Stratificando tra pazienti magri e obesi, quelli magri avevano livelli significativamente più alti di amiloide-beta (P = 0.03), T-tau (P = 0.02), e metabolismo del glucosio nel lobo temporale mediale (P = 0,02) e nella corteccia cingolata posteriore (P <0,01). Stratificato tra partecipanti magri e obesi, i gruppi erano ben bilanciati tranne che nell'indice di massa corporea (BMI), nell'indice di disturbi respiratori, e nella saturazione dell'ossigeno. I pazienti magri avevano un indice significativamente più basso di massa corporea e di disturbi respiratori, ma avevano una maggiore saturazione di ossigeno (P <0.05 per tutti).


Nei partecipanti di peso normale, si è rilevata una significativa atrofia della materia grigia nel giro mediano frontale destro (P <0,001), precuneo sinistro (P <0,001), due regioni del giro mediano frontale sinistro (P <0,001 per entrambi), nucleo dorsale mediale sinistro (P <0,001), putamen sinistro (P <0.001), putamen destro (P = 0.001), e nel cervelletto (P = 0.001). Nei pazienti obesi, si è notata una atrofia significativa nel putamen destro (P <0.001), caudato dstro (P = 0.001), giro temporale mediano destro (p <0.001), nucleo ventrale anteriore destro (P <0.001), e nel giro mediano occipitale sinistro (P <0,001).


"La relazione tra la gravità dei disordini del
respiro nel sonno e la diminuzione del volume della materia grigia è stato visto in altre regioni vulnerabili all'Alzheimer in soggetti magri", ha concluso la Mantua, aggiungendo che questi risultati sono coerenti con la ricerca precedente che ha dimostrato che i biomarcatori anomali dell'Alzheimer sono legati alla respirazione disordinata nel sonno nei soggetti magri, ma non in quelli in sovrappeso. Essa ha anche osservato che la ricerca futura comprenderà un esperimento di 6 mesi sul trattamento con pressione positiva costante delle vie aeree e un riesame dei biomarcatori.


Lo studio è stato finanziato dalla Fondazione per la Ricerca dei disturbi del sonno, dalla NYU COE Seed, da NYU ADC Pilot  Study, dal NIH, e da CTSI. Gli autori non hanno dichiarato alcun conflitto di interesse.

Nota: Questo studio è stato pubblicato come abstract e presentato in una conferenza. Questi dati e le conclusioni dovrebbero essere considerati preliminari fino alla pubblicazione in una rivista peer-reviewed [= a controllo dei pari].

 

 

 

 

 


Fonte: SLEEP

Riferimento: Mantua J, et al "Grey matter atrophy differs in lean and obese cognitively normal elderly with sleep-disordered breathing".SLEEP 2013; Abstract 0341.

Pubblicato in MedPage Today (> English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Stimolazione a 40 Hz efficace a lungo termine nelle scimmie anziane: potenzial…

15.01.2026 | Ricerche

Un gruppo di ricerca del Kunming Institute of Zoology (KIZ) di Kunming (provincia di Yun...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

[Dana Territo] Accetta la persona cara in ogni fase del percorso della malatti…

13.01.2026 | Esperienze & Opinioni

Qualche parola di saggezza per i caregiver di Alzheimer per il nuovo anno?

Molto...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019 | Ricerche

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame t…

28.02.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo di ...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di Alzh…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

Subiamo un 'lavaggio del cervello' durante il sonno?

4.11.2019 | Ricerche

Una nuova ricerca eseguita alla Boston University suggerisce che questa sera durante il ...

Per capire l'Alzheimer, ricercatori di Yale si rivolgono alla guaina di m…

4.07.2025 | Ricerche

L'interruzione degli assoni, la parte simile a una coda nelle cellule nervose che trasme...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)