Associazione Alzheimer ONLUS logo

Integratori naturali possono essere contaminati, o mancare degli ingredienti indicati

17 Feb 2020 | Denuncia & advocacy

Più di due terzi degli americani prendono integratori alimentari. Nella stragrande maggioranza (l'84%), i c...

Cosa sono le cinque 'A' dell'Alzheimer?

17 Feb 2020 | Esperienze & Opinioni

Le cinque 'A' del morbo di Alzheimer (MA) sono le iniziali delle cinque disabilità cognitive comuni a tutti...

Sottile declino nella cognizione predice la progressione alla patologia di Alzheimer

17 Feb 2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è progressivo, ma lento a svilupparsi, o quantomeno a rivelarsi.

In un n...

Ceramidi prevedono la demenza e le lesioni vascolari cerebrali

14 Feb 2020 | Ricerche

Nuovi biomarcatori nel sangue per la demenza potrebbero identificare la malattia in una fase precoce, precli...

Il bilinguismo può proteggere il cervello anche nei primi stadi della demenza?

14 Feb 2020 | Ricerche

Uno studio condotto da ricercatori di psicologia della York University (Toronto / Canada) fornisce nuove pro...

Nell'Alzheimer la morte dei neuroni inizia molto prima di quanto si pensava: nuovo obietti…

14 Feb 2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) rimane la principale causa di demenza nelle società occidentali; alcune stime su...

EDoN: iniziativa per promuovere l'uso di apparecchi portabili che rilevano la demenza

13 Feb 2020 | Annunci & info

L'ente no-profit britannico di ricerca per la demenza 'Alzheimer's Research UK' ha lanciato l'11 febbraio un...

Trovato circuito nel cervello che può indicare il rischio di Alzheimer nelle persone sane

13 Feb 2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer ad esordio tardivo (LOAD, late-onset Alzheimer's disease), quello che può comparire d...

Sviluppato metodo non invasivo per predire l'insorgenza della demenza

13 Feb 2020 | Ricerche

Le informazioni raccolte alle visite di routine del medico sono sufficienti per prevedere con precisione il ...

Nell'Alzheimer l'accumulo anomalo di proteine cerebrali danneggia i geni

13 Feb 2020 | Ricerche

Ricercatori dell'Università di Exeter hanno collaborato con la Eli Lilly and Company per esaminare il cervello di to...

Come sfruttare il sistema immunitario del cervello per migliorare la memoria?

12 Feb 2020 | Ricerche

Quando si parla di memoria, le cellule immunitarie sono conosciute come i 'poliziotti cattivi' del cervello...

Uomini giovani alti potrebbero avere un rischio minore di demenza

12 Feb 2020 | Ricerche

Gli uomini che sono più alti nell'età adulta giovane possono avere un rischio minore di demenza in età av...

CammMente

Camminata per la Mente sul Montello

Domenica 8 marzo 2020

clicca per i dettagli

Camminata per la Mente

Camminata per la Mente sul Montello

Domenica 8 marzo 2020

clicca per i dettagli

RicaricaCognitiva

Tracciatori satellitari disponibili nella sezione Acquisti solidali del sito alzheimer-riese.it

CaffeAlzheimerCalstelcucco

Caffè Alzheimer
a Montebelluna, Cavaso,
Riese Pio X°, Loria, ...

Un servizio offerto ai familiari dei malati
di demenza: momento di sostegno,
di condivisione, di informazione e
di convivialità, per “aiutare chi aiuta”.


Dettagli in "Prossimi Eventi" ...

Prossimi eventi

Venerdì, 28 Feb 2020   20:30    Manifestazioni
Recital IL CUORE NON DIMENTICA
La Prealpina Residenze per Anziani, l'Associazione Alzheimer ONLUS, la Filodrammatica 'Bepi ...
Sede Municipale, Piazza 13 Martiri, Cavaso del Tomba (TV)
Domenica, 08 Mar 2020   09:00    Camminate per la Mente
Camminata per la Mente sul Montello
Passeggiata di circa 11 km lungo le postazioni di difesa sul ...
Ritrovo / partenza: Campo sportivo Santa Croce del Montello (TV)
Martedì, 10 Mar 2020   16:30    Caffe' Alzheimer
[CA Montebelluna] Demenza: etica e cure alla fine della vita
Ritroviamoci al Caffè"Demenze ... non solo Alzheimer" 2019-2020 E' una iniziativa, organizzata ...
Biblioteca Comunale di Montebelluna, Largo Dieci Martiri 1, 31044 Montebelluna (TV)
Giovedì, 19 Mar 2020   17:00 > 18:30   Caffe' Alzheimer
[CA Pedemontano] Film 'Ella e John'
Il Caffè Alzheimer è un servizio che la Casa di Soggiorno ...
Centro Polivalente "La Roggia", Via Caozocco 10, S. Zenone degli Ezzelini (TV)
Giovedì, 16 Apr 2020   17:00 > 18:30   Caffe' Alzheimer
[CA Pedemontano] Come cambiano le relazioni affettive durante il ciclo di vita
Il Caffè Alzheimer è un servizio che la Casa di Soggiorno ...
Centro Polivalente "La Roggia", Via Caozocco 10, S. Zenone degli Ezzelini (TV)
Martedì, 21 Apr 2020   16:30    Caffe' Alzheimer
[CA Montebelluna] Spettacolo: “Non ci resta che ridere!”
Ritroviamoci al Caffè"Demenze ... non solo Alzheimer" 2019-2020 E' una iniziativa, organizzata ...
Biblioteca Comunale di Montebelluna, Largo Dieci Martiri 1, 31044 Montebelluna (TV)
Giovedì, 21 Mag 2020   17:00 > 18:30   Caffe' Alzheimer
[CA Pedemontano] L’accompagnamento ed il sostegno verso il fine vita
Il Caffè Alzheimer è un servizio che la Casa di Soggiorno ...
Centro Sollievo, Via Campagna 46, Loria (TV)

Da non perdere

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le protei…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall'Amiloid…

2.11.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 | Ricerche

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale ami...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019 | Ricerche

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015 | Esperienze & Opinioni

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheimer

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheimer

21.12.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019 | Ricerche

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzheimer…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016 | Ricerche

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al cancro

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello accelerando la…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018 | Ricerche

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018 | Annunci & info

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

I ricordi più belli e appassionati sono i primi a sparire nell'Alzheimer

17.06.2015 | Ricerche

Ricercatori della Johns Hopkins University hanno pubblicato un nuovo studio questa settimana sugl...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l'Alzh…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018 | Esperienze & Opinioni

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Alzheim…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picc...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019 | Ricerche

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adul…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017 | Ricerche

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di Alzheimer. Ho avuto p...

Il cuore non dimentica a Riese

Camminata Prealpina

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una curaMusica genica generata dalla sequenza proteica del BMI1 (Ascolta su YouTube)

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hôpital Maisonneuve-Rosemont e professore associato all'Università di Montréal, ha fatto scoperte promettenti sull'origine della forma più comune e prevalente di morbo di Alzheimer (MA), che sperano aiuteranno un giorno a mitigare o persino invertire il progresso della malattia. I risultati del team sono pubblicati sulla rivista scientifica Cell Reports.


Una persona su due dopo i 90 anni soffre in certa misura di MA. Con l'invecchiamento della popolazione, il MA e le condizioni correlate stanno diventando una vera e propria epidemia, con apparentemente nessuna cura in vista. L'origine della malattia, che è genetica in una piccola percentuale di persone (quelle con MA precoce), è sconosciuta nel 95% dei casi; l'età è il principale fattore di rischio.


Molti ricercatori stanno cercando di capire meglio i fattori di rischio genetici e patofisiologici del MA, ma pochi studi si sono concentrati sull'origine della malattia e sulla sua relazione con l'invecchiamento del cervello.


Partendo dal presupposto che le cause della forma più diffusa di MA non sono genetiche ma piuttosto epigenetiche (cioè c'è un cambiamento nella funzione dei geni), il Dr. Bernier e il suo team hanno condotto un'estesa indagine scientifica per comprendere meglio il ruolo di un gene specifico (il BMI1), nell'insorgenza e nello sviluppo della malattia.

 

Seguire il gene BMI1, passo dopo passo

In uno studio pubblicato nel 2009, i ricercatori hanno scoperto nei topi che la mutazione del gene BMI1 innesca un invecchiamento accelerato e patologico del cervello e degli occhi. Sulla base di questa scoperta, il team del Dr. Bernier ha dedotto che se il gene BMI1 smette di funzionare in un essere umano, causerebbe anche un invecchiamento accelerato del cervello e lo sviluppo di condizioni correlate al MA.


Confrontando il cervello di pazienti deceduti con MA (prelevati da campioni della Douglas Bell Canada Brain Bank) con quelli di pazienti deceduti senza AD della stessa età, il team ha osservato una marcata diminuzione del gene BMI1 solo nei pazienti deceduti con MA.


Per verificare che questa diminuzione non fosse semplicemente una conseguenza della malattia, i ricercatori hanno ripetuto il processo con i pazienti deceduti con MA a esordio precoce, una forma genetica e molto più rara della malattia che colpisce prima dei 50 anni e talvolta anche prima dei 40 anni. I ricercatori hanno scoperto che non c'era alcun cambiamento nell'espressione del gene BMI1 in questi casi.


In una terza fase, il team ha esaminato il cervello di individui deceduti con altre demenze legate all'invecchiamento e ancora una volta non ha osservato alcun cambiamento nell'espressione del gene BMI1. Infine, usando un metodo complesso, i ricercatori sono riusciti a ricreare in laboratorio i neuroni presenti nei pazienti con MA e negli individui sani. Ancora una volta, l'espressione del gene BMI1 è diminuita solo nei neuroni dei pazienti con MA.


Il team ha concluso che la perdita dell'espressione genica di BMI1 nel cervello e nei neuroni di pazienti con la forma comune di MA non era una conseguenza della malattia e potrebbe quindi essere la causa.

 

Riprodurre l'Alzheimer in laboratorio

I ricercatori hanno quindi voluto testare la loro ipotesi che la perdita di BMI1 ha un ruolo diretto nello sviluppo del MA. Per fare ciò, hanno creato neuroni umani sani in laboratorio. Una volta che i neuroni hanno raggiunto la maturità, hanno disattivato il gene BMI1 usando un metodo genetico.


I risultati sono stati davvero spettacolari. Tutti i marcatori neuropatologici di MA si sono riprodotti in laboratorio. I ricercatori hanno concluso che la perdita della funzione BMI1 nei neuroni umani era sufficiente per innescare il MA.


Incoraggiati dalle loro scoperte inaspettate, i ricercatori hanno anche condotto studi molecolari per capire come la perdita di BMI1 inneschi il MA. Questi studi hanno rivelato che la perdita di BMI1 provoca un aumento della produzione di proteine amiloide-​beta e tau e una diminuzione della capacità naturale dei neuroni di eliminare le proteine ​​tossiche.

 

Speranza per il futuro

Incoraggiati dai loro risultati, i ricercatori hanno buone ragioni per ritenere che ripristinare l'espressione genica del BMI1 nei neuroni dei pazienti con MA nelle prime fasi potrebbe mitigare o persino invertire il progresso della malattia.


Nel 2016, i ricercatori hanno fondato un'azienda (StemAxonTM) che mira a sviluppare un farmaco per curare il MA.

 

 

 


Fonte: Université de Montréal (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Anthony Flamier, Jida El Hajjar, James Adjaye, Karl J. Fernandes, Mohamed Abdouh, Gilbert Bernier. Modeling Late-Onset Sporadic Alzheimer’s Disease through BMI1 Deficiency. Cell Reports, Vol. 23, Issue 9, p2653–2666, Published in issue: 29 May 2018, DOI: 10.1016/j.celrep.2018.04.097

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito: