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Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordinario

Happy Life = Positive Emotions + Connection - Stress

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per una vita felice? - probabilmente finiresti con un'enciclopedia di ingredienti vibranti. Alcuni di loro suonerebbero familiari, come la salute, lo scopo o l'amore. Altri, come possedere un allevamento di alpaca e padroneggiare il jazz, sarebbero più idiosincratici (ndt: specifici della persona).


Dopo aver esaminato migliaia di studi che esploravano la scienza dietro una vita gioiosa, lo psicologo Dacher Keltner è arrivato a una formula. È una formula illusoriamente semplice, ma abbastanza affidabile da fornire una base solida, basata sulla ricerca e abbastanza versatile da accogliere la maggior parte dei capricci creativi. È un po' come una ricetta a prova di errore per una torta semplice che ti consente di riempirla e completarla con qualsiasi sapore tu voglia: dalle bacche al cioccolato, alla panna e tutto il resto.

 

Vita felice = emozioni positive + connessione - stress


Molti di noi troveranno gli ingredienti di questa ricetta abbastanza accessibili. Forse li abbiamo persino nei nostri scaffali, proprio ora. Conosciamo la gioia di sentire sulla pelle la pioggia estiva; abbiamo qualcuno da tenere per mano nelle risate e nel dolore. Anche per quanto riguarda gli strumenti per alleviare lo stress, ne abbiamo  molti, conservati in una vecchia scatola, da qualche parte fuori di vista.


È possibile, quindi, che molti di noi conducano una vita felice e significativa senza esserne consapevoli? Consideriamo di nuovo questi ingredienti apparentemente ordinari. Dopotutto, come forse Socrate può aver detto, vale sempre la pena esaminare le cose, soprattutto se producono le molecole di una vita buona.

 

 

Emozioni positive

Secondo la ricerca (e il buon senso), una vita felice è ricca di emozioni positive. Fortunatamente, dalla beatitudine alla pace c'è molto da scegliere. Mentre potremmo avere le nostre preferite, il dott. Keltner evidenzia il valore di tre particolari emozioni positive: compassione, gratitudine e meraviglia.


La compassione, spiega Keltner, è radicata nel nostro istinto e scolpita nella storia dell'umanità. Secoli dopo che Charles Darwin ha scritto del vantaggio evolutivo della simpatia e della sopravvivenza dei più gentili, le scansioni moderne del cervello hanno fatto luce sulla neurobiologia della compassione, mentre gli studi hanno esplorato il suo legame con la salute e il benessere. Gli insegnamenti della compassione sono incarnati come una virtù chiave nelle religioni e nelle filosofie di tutto il mondo. "Se vuoi che gli altri siano felici, pratica la compassione", consiglia il Dalai Lama. "Se vuoi essere felice, pratica la compassione".


Per quanto riguarda la gratitudine, una vasta gamma di ricerche ha stabilito i suoi effetti favorevoli sul nostro benessere. Essere grati promuove relazioni migliori, felicità, resilienza e migliore salute fisica. La gratitudine può anche ridurre i sintomi di depressione e ansia. Secondo Robert Emmons, uno dei principali studiosi della gratitudine, essendo grati, affermiamo l'esistenza della bontà nella nostra vita e, soprattutto, ci rendiamo conto che la sorgente di questa bontà deriva da qualcuno o qualcosa di diverso da noi stessi.


Perché meraviglia? "È una strana emozione", afferma Keltner di una delle sue emozioni preferite. "È collegata alla moralità, al significato e all'identità. La meraviglia c'è quando vedi nascere tuo figlio o quando fai un'escursione nelle Alpi. La meraviglia è un mistero".

Quando è stata l'ultima volta che hai vissuto il mistero della meraviglia? Nella natura? Ad un concerto? In compagnia di qualcuno generoso e che ti ispira? Mentre passiamo i nostri giorni, lo sguardo fruga nel terreno in cui i nostri piedi stanno per atterrare, la meraviglia ci ferma sulle nostre orme. Alziamo gli occhi verso l'orizzonte e poi, più in alto, fino al blu sconfinato del cielo. E lo introitiamo, tutto in una volta. La meraviglia, a quanto pare, ci aiuta a allontanarci dal nostro piccolo quotidiano e a intravedere la vita nella sua interezza, con trame, odori, sapori e colori che turbinano in un unico magnifico insieme.

Cosa c'è in queste tre emozioni auto-trascendenti che sono state salutate da pensatori di epoche e luoghi diversi come fondamentali per la nostra felicità? "Queste emozioni ci danno senso, ci legano agli altri e sono presenti quando il sé si calma", spiega Keltner. Inoltre, attivando il nervo vago e i circuiti di ricompensa del cervello, provocano un effetto di benessere sulla nostra neurofisiologia.

 

 

Connessione

È facile immaginare come la felicità prospererebbe intorno a buoni amici, partner amorevoli e colleghi devoti. Ma potrebbe non essere così realistico abitare in permanenza in queste circostanze ottimali. Per alimentare le nostre connessioni sociali, Keltner sottolinea l'importanza della cooperazione, del tatto e del perdono.


"Fai la prima mossa: collabora"
, afferma Keltner. Ci sono molti modi diversi per farlo. Trattieni la porta per la persona dietro di te. Aiuta qualcuno nel bisogno. Esprimi apprezzamento. Il legame tra pro-socialità e benessere è stato esplorato da innumerevoli studi in psicologia. Crea uno spazio intorno a te che sia gentile, inclusivo e altruistico e osserva fiorire le tue relazioni.


Il tocco, che Keltner chiama "la prima lingua della compassione", può avere effetti sorprendenti sulla nostra salute fisica e psicologica. Il tocco può abbassare la pressione sanguigna e migliorare la salute cardiovascolare. Può attivare i centri di ricompensa del cervello e rilasciare ossitocina. Può costruire relazioni, segnalare sicurezza e fiducia. Attraverso le terapie tattili, i bambini prematuri hanno un aumento del loro guadagno di peso e i pazienti con demenza hanno una riduzione dell'ansia. In definitiva, il tocco è "un meccanismo incredibile di benessere sociale", afferma Keltner, per la sua capacità di comunicare emozioni, guarire e, come ha osservato Michelangelo, "dare vita".


Il perdono è un altro componente chiave della connessione. Forse, come osserva Keltner, è uno dei più difficili. Il tradimento fa male. E mentre la scienza ha stabilito i benefici del perdono sulla nostra salute fisica (es.: migliore recupero cardiovascolare dallo stress, abbassamento dei livelli di colesterolo, migliore sonno), il perdono può anche ricompensarci psicologicamente (es.: riducendo l'ansia e il dolore). Un altro beneficio intenso del perdono si presenta sotto forma di libertà. "Mentre uscivo dalla porta verso il cancello che avrebbe portato alla mia libertà", ha scritto Nelson Mandela, "sapevo che se non avessi lasciato l'amarezza e l'odio alle spalle, sarei ancora in prigione".

 

 

Stress

Cosa fare se la ricetta della felicità richiede meno di ciò che abbiamo in abbondanza? Anche se ognuno di noi può fare affidamento sui nostri rituali preferiti di gestione dello stress, Keltner ci invita a considerare i meriti della consapevolezza, della narrativa e del gioco.


La consapevolezza - coscenza non giudicante, momento per momento - ha attirato molta attenzione ultimamente. I risultati della ricerca sono promettenti. La consapevolezza è associata a una maggiore soddisfazione di vita, autostima e ottimismo. Praticare la meditazione di consapevolezza può portare ad un aumento di autocompassione e benessere. Gli interventi basati sulla consapevolezza possono ridurre l'ansia, la depressione e la ruminazione. In breve, essere in sintonia con il qui e ora può essere ampiamente benefico per la nostra salute psicologica e diventare un prezioso meccanismo per far fronte allo stress.


Per superare i momenti difficili, Keltner suggerisce di sfruttare il potenziale della narrativa. "Non aver paura delle storie", dice. Ascolta gli altri e condividi anche le tue storie. Quali sono i temi emotivi delle narrazioni che definiscono la tua vita? Cosa puoi imparare dalle prove e dalle vittorie degli altri? Inoltre, attingi agli effetti terapeutici del mettere le emozioni in parole (affect labeling, etichettare l'affetto).
Grazie all'aumento di attività nella corteccia prefrontale, la verbalizzazione dei nostri sentimenti può smorzare la reattività dell'amigdala e aiutarci a gestire le esperienze emotive negative. "Le parole sono, ovviamente, il farmaco più potente usato dall'umanità", ha scritto il romanziere Rudyard Kipling. Usale saggiamente, per il tuo bene e per il bene degli altri.


Per quanto riguarda un modo finale per placare il clamore dello stress quotidiano, Keltner ci ricorda il buon vecchio buon umore. “Oggi il gioco ha una cattiva reputazione. Assicurati di trovare il tempo per divertirti. Di andare in giro. Crea soprannomi l'uno per l'altro. Costruisci contesti quando fai cose sciocche. Ridi". Dopo tutto, la risata non è solo una buona medicina per il corpo e per la mente, ma è anche, come ha osservato il comico Victor Borge,"la distanza più breve tra due persone".

 


Nonostante la sensazione che una vita felice richieda circostanze eccezionali, la formula di Keltner (insieme a decenni di ricerca psicologica) dipinge un quadro diverso. In effetti, puoi usare gli ingredienti più comuni per creare le creazioni più straordinarie. Raccogli bei momenti. Coltiva le tue connessioni. Diffondi buona volontà.


E quando cucini la torta, non ti farà male condividerla. Dopo tutto, la felicità, come ha scritto Ralph Waldo Emerson, è "un profumo che non puoi riversare sugli altri senza averne un po' su te stesso".

 

 

 

***Nota: Grazie a Dacher Keltner per il suo tempo e per gli approfondimenti. Il dott. Keltner è il direttore fondatore del Greater Good Science Center e professore di psicologia all'Università della California di Berkeley. È autore di Born to Be Good: The Science of a Signful Life (2009), The Compassionate Instinct (2010) e The Power Paradox: How We Gain and Lose Influence (2016). Ha lavorato come consulente per Inside Out di Pixar e il suo corso online Science of Happiness ha raggiunto oltre 500.000 studenti in tutto il mondo. Questa intervista è stata condotta alla conferenza ISRE di luglio 2019 ad Amsterdam.

 

 

 


Fonte: Marianna Pogosyan PhD in Psychology Today (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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