Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

    Iscriviti   


captcha 

Rottura dei ritmi circadiani può esacerbare i disturbi del cervello

disrupted circadian rhythms

I disturbi del sonno sono associati a molti disordini cerebrali, tra cui ansia, demenza e trauma cranico.


Mentre queste rotture sono a volte viste come un effetto collaterale dei disturbi cerebrali, le nuove scoperte presentate oggi alla conferenza Neuroscience 2018 suggeriscono che i cicli sonno-veglia aberranti possono anche determinare le patologie cerebrali.


Con l'emersione di una comprensione più profonda dei meccanismi cerebrali associati al sonno interrotto e ai ritmi circadiani irregolari, i ricercatori stanno scoprendo nuovi modi per prevenire e alleviare disturbi come l'Alzheimer e l'ansia. Il nuovo lavoro sottolinea l'importanza di considerare prioritario il sonno sano.


Le presentazioni di ieri hanno rivelato:

  1. Il primo esame mai fatto dell'impatto della commozione cerebrale dopo lunghi periodi di privazione del sonno, ha scoperto che le lesioni cerebrali distruggono i ritmi circadiani e riducono il sonno ristoratore. (Allison Brager, abstract 192.10).
  2. I meccanismi cerebrali che sono alla base di un aumento dell'ansia nelle persone private del sonno, indicano che è necessario un sonno profondo ad onde lente per calmare le regioni cerebrali iperattive. (Eti Ben Simon, abstract 192.11).
  3. Un nuovo ruolo di un gene dell'orologio circadiano nelle cellule del cervello chiamate astrociti, suggerisce che i ritmi circadiani cellulari alterati possono causare neuroinfiammazione e esacerbare la patologia di Alzheimer. (Brian Lananna, abstract 267.11).


Il moderatore della conferenza stampa Clifford Saper MD/PhD, della Harvard Medical School, il cui lavoro si concentra sulle funzioni integrate mantenute dall'ipotalamo, che includono la regolazione dei cicli veglia-sonno, ha detto:

"Gli studi presentati ieri aiutano ad approfondire la nostra comprensione del perché il sonno è interrotto in così tanti pazienti.

"Suggeriscono anche che le terapie focalizzate sul sonno, come i trattamenti per regolare i ritmi circadiani, possono essere utili per prevenire o  trattare una vasta gamma di malattie, compreso l'Alzheimer e il disturbo d'ansia e inoltre sottolineano il bisogno critico di dormire bene per la salute di chiunque".

 

 

 


Fonte: Society for Neuroscience via EurekAlert! (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Informazione pubblicitaria

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.