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Assistenza in casa alla demenza: aspetti pratici, insidie e vantaggi

Jenny Hughes cares for Philomena Hughes with dementiaJenny Hughes si prende cura della zia Philomena Hughes, che ha una demenza vascolare. (Foto: Alan Betson) 

I desideri di Philomena erano sempre stati chiari: voleva essere assistita a casa sua. Nel 2014, quando ha iniziato a mostrare segni di demenza, la sua famiglia ha deciso di prendersi cura di lei il più a lungo possibile.


La nipote, Jenny Hughes, spiega:

"Stavo provando a lavorare a tempo pieno e allo stesso tempo occuparmi della mia famiglia, quindi abbiamo preso una caregiver per 3/4 ore al giorno, per assicurarci che stesse mangiando, e per stimolarla. Phil è vedova e non ha figli, ma è sempre stata così brava con i suoi nipoti, quindi tutti ci siamo dati da fare per essere con lei la sera.

"Poi, nel 2016, abbiamo ricevuto una telefonata da un assistente sociale che diceva che Phil era stata trovata a vagabondare e che stava dando via i suoi soldi, quindi abbiamo capito che aveva bisogno di supporto a tempo pieno".


La Hughes ha esteso il contratto con un'agenzia chiamata Care at Home (=assistenza a casa) per dare assistenza a tempo pieno, attingendo dalla pensione della zia e pagando la differenza di tasca propria. Attraverso il pacchetto di assistenza domiciliare HSE (ente pubblico di assistenza sociale in Irlanda), le sono state fornite 21 ore di supporto, la quantità massima consentita.


Phil ha una mobilità limitata e le sue funzioni cognitive sono diminuite ulteriormente negli ultimi anni. La famiglia ha quasi finito i soldi per pagare l'assistenza domiciliare e la zia è entrata in una casa di cura. "La amiamo e vogliamo prenderci cura di lei, ma ovviamente ciò ha un costo", dice la Hughes.

 

'Risorse vitali'

Paula Maher è un'infermiera diplomata nonché fondatrice e proprietaria dell'agenzia Care at Home. Dice che occuparsi di una persona cara con demenza può essere molto impegnativo:

"I centri diurni e l'Alzheimer's Society forniscono risorse vitali e molte persone impiegano agenzie di assistenza domiciliare in modo da poter uscire per qualche ora e fare una pausa. I familiari devono sempre prendersi cura della propria salute, perché quando i loro bisogni sono soddisfatti, è più facile prendersi cura degli altri. Chiedi aiuto e accettalo quando viene offerto. Prova a fare esercizio fisico: promuove il sonno migliore, riduce lo stress e aumenta i livelli di energia".


Non si dovrebbe imporre l'assistenza a domicilio a una persona anziana, consiglia la Maher.

"Siamo spesso avvicinati da persone che ci dicono che i loro genitori non prenderanno in considerazione l'idea di assistenza, e ci chiedono di andare a parlare con loro. Forzare non funziona; devono acconsentire che noi entriamo da loro".


I familiari che assumono responsabilità assistenziali devono sapere cosa stanno facendo: può essere pericoloso, ad esempio, provare a sollevare una persona anziana dopo una caduta. Dice la Maher:

"Se non puoi alzare qualcuno dal pavimento, chiama un'ambulanza, ricevono migliaia di tali chiamate ogni anno".

"La mobilità è quasi sempre un problema quando le persone invecchiano e non fa che peggiorare mentre la demenza progredisce. Se sono necessarie modifiche o adattamenti a casa, un terapeuta professionale può dare consigli; sono spesso disponibili sovvenzioni".


Le agenzie di assistenza dovrebbero sempre valutare la mobilità di un cliente e verificare se sono necessari montascale, corrimano, barre di sicurezza o altri ausili.


Ci sono altre cose che possono fare i familiari, secondo la Maher:

"I braccialetti con un dispositivo di localizzazione sono utili se qualcuno va a fare un giro.

"Non lasciare tappeti o scatole sul pavimento, le persone possano inciampare.

"E non fare troppi cambiamenti in casa: la familiarità è importante per le persone con demenza".

 

 

 


Fonte: in The Irish Times (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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