Associazione Alzheimer ONLUS logo

Esperienze e opinioni

I farmaci dietro la demenza sono epidemici?

Milioni di americani, per affrontare la depressione o anche solo l'ansia, si rivolgono a potenti psicofarmaci commercializzati da giganti farmaceutici, i cui annunci nascondono i rischi in brevi frasi a caratteri minuscoli.

In questo articolo Gary G. Kohls, MD, informa che sta emergendo un contro-movimento che avverte dei pericoli da sovra-prescrizione nella società.


Dal momento dell'introduzione di tranquillanti importanti come Thorazine e Haldol, tranquillanti "minori" come Miltown, Librium e Valium e le decine di cosiddetti "antidepressivi" come il Prozac, Zoloft e Paxil, decine di milioni di americani ignari si sono impantanati profondamente, fino all'invalidità permanente, nel sistema americano della "salute" mentale.


Molti di questi innocenti sono diventati effettivamente "pazzi" e spesso disattivati dall'uso - o dalla cessazione - di questi psicofarmaci comunemente prescritti, che alterano e, per molti, danneggiano il cervello e che sono stati, per molti decenni, arrogantemente distribuiti come caramelle - spesso abbinati in due o più tipi, combinazioni non testate e quindi non approvate. Pazienti fiduciosi e inconsapevoli sono stati trattati con farmaci potenzialmente pericolosi da parte di medici altrettanto ignari, ma in buona fede che si fidavano anch'essi delle viscide e oscenamente redditizie aziende psicofarmaceutiche (BigPharma), per non parlare della FDA, un'agenzia che va fin troppo spesso a letto con l'industria del farmaco che si suppone debba monitorare e regolare. Le volpi di BigPharma hanno uno stretto alleato all'interno del pollaio.


Mad-in-America-coverQuesta è la conclusione di due libri di un coraggioso giornalista investigativo e scrittore di scienza della salute di nome Robert Whitaker. Il suo primo libro, intitolato Mad in America: Bad Science, Bad Medicine and the Enduring Mistreatment of the Mentally Ill (Pazzi in America: Cattiva scienza, Cattiva medicina e il Continuo Maltrattamento dei Malati di Mente), osserva che c'è stato un aumento del 600 per cento (da quando il Thorazine è stato introdotto negli Stati Uniti a metà degli anni 1950) nel consumo totale e una disabilità permanente di milioni di assuntori di psicofarmaci. Questa epidemia di salute mentale, unica del Primo Mondo, ha portato la disabilità a vita, pagata dal contribuente, a un gran numero di pazienti psichiatrici che sono ora incapaci di essere membri felici, produttivi, contribuenti della società.


Whitaker ha fatto un potente servizio all'umanità, seppure sgradito alle varie industrie legate alla salute, facendo emergere in precedenza prove nascoste, ma molto convincenti, dalla letteratura scientifica, per sostenere la sua tesi: che sono i farmaci e non le cosiddette "malattie mentali" che stanno causando l'epidemia di disabilità da "malattia mentale". Molti medici con mentalità aperta e molti pazienti psichiatrici consapevoli sono ora motivati a diffidare del tutto di qualsiasi sostanza chimica sintetica che può attraversare la barriera ematica / cerebrale, perché sono tutte in grado di alterare il cervello in modo totalmente sconosciuto alla scienza medica, in particolare con l'uso a lungo termine dei farmaci.

 

Impressionante aumento delle malattie mentali

Nel secondo libro, Anatomy of an Epidemic: Magic Bullets, Psychiatric Drugs, and the Astonishing Rise of Mental Illness in America (Anatomia di un'epidemia: Armi Magiche, Psicofarmaci e l'Aumento Sorprendente delle Malattie Mentali in America), Whitaker fornisce prove schiaccianti a sostegno di questa affermazione, che fanno riflettere. Egli documenta la storia delle potenti forze che stanno dietro il campo relativamente nuovo della psicofarmacologia e dei suoi principali modellatori, promotori e beneficiari, vale a dire BigPharma e quei gruppi e individui che beneficiano finanziariamente dall'uso diffuso e crescente di psicofarmaci, ora somministrati anche a neonati, bambini e adolescenti, nonostante la mancanza di approvazione dalla FDA per la vendita a individui sotto i 18 anni di età.


Gli psicofarmaci sono molto più pericolosi di quanto le industrie farmaceutiche e psichiatriche sono disposte ad ammettere, in particolare per lo sviluppo del cervello. Questi farmaci, si scopre, sono pienamente in grado di disabilitare - spesso in modo permanente - corpo, cervello e spirito. Whitaker presenta prove del fatto che solo raramente ciò viene messo a disposizione dei professionisti della salute mentale e dei consumatori di tali droghe sintetiche.


Ulteriori prove a sostegno delle affermazioni ben documentate di Whitaker sono contenute in due altri importanti nuovi libri scritti da Grace E. Jackson, MD, psichiatra praticante e studioso. Jackson ha svolto un lavoro da certosino cercando e documentando, dalla voluminosa letteratura di neuroscienze di base (che è spesso ignorata dai medici di salute mentale), le conseguenze non volute e spesso disastrose della ingestione cronica di una delle principali classi di psicofarmaci. Il libro più forte di Jackson, a mio parere, è il suo secondo, Drug-Induced Dementia: A Perfect Crime (Demenza indotta da farmaci: un cimine perfetto) che dimostra che ognuna delle cinque classi di psicofarmaci che vengono comunemente utilizzate per alterare il cervello di pazienti psichiatrici (antidepressivi, antipsicotici, psicostimolanti, tranquillanti e farmaci anti-crisi epilettica/ "stabilizzatori dell'umore") ha mostrato l'evidenza clinica microscopica, macroscopica, radiologica, biochimica e immunologica di restringimento del cervello e di altri segni di danno cerebrale, soprattutto se usata a lungo termine.


L'uso prolungato può provocare demenza clinicamente diagnosticabile e probabilmente irreversibile, morte prematura e una varietà di altri disturbi cerebrali correlati che possono mimare le malattie mentali, "di causa sconosciuta". Il primo libro del Dr. Jackson, Rethinking Psychiatric Drugs: A Guide for Informed Consent (Ripensare i farmaci psichiatrici: una guida per il consenso informato), era un avvertimento che fa altrettanto riflettere sui molti pericoli nascosti nei psicofarmaci, pericoli che non sono comunemente indicati ai pazienti quando arrivano le prime prescrizioni.


La triste verità è che la prescrizione di psicofarmaci potenti e a cui spesso ci si abitua (capacità di indurre dipendenza) è diventata lo standard di cura nella medicina americana dopo l'introduzione del cosiddetto farmaco "miracoloso" anti-schizofrenia Thorazine a metà degli anni '50. (Il Thorazine era il farmaco incriminato che il personaggio di Jack Nicholson, Randall McMurphy, e gli altri pazienti erano costretti a prendere - per evitare che si ribellassero - nel "tempo dei farmaci" nel film vincitore di premio Oscar "Qualcuno volò sul nido del cuculo"). Il Thorazine e tutti gli altri primi farmaci antipsicotici "anche a me", sono ormai universalmente conosciuti come un disastro iatrogeno (causato da trattamenti medici o altri) a causa degli effetti gravi a lungo termine e inizialmente insospettabili, che danneggiano il cervello e che hanno portato un certo numero di disturbi neurologici permanenti e incurabili quali discinesia tardiva, demenza tardiva, Parkinson, ecc.


Il Thorazine e tutti gli altri farmaci riduttivi (come Prolixin, Mellaril, Navane, ecc.) sono composti chimici sintetici "triciclici" simili nella struttura molecolare agli "antidepressivi" triciclici come l'imipramina e i farmaci similmente tossici, a induzione di obesità, diabetogeni, anti-schizofrenici "atipici" come Clozaril, Zyprexa e Seroquel. Il Thorazine, per inciso, è stato originariamente sviluppato in Europa come colorante industriale; non suona così bene anche se può non essere così insolito nei settori strettamente connessi di psicofarmcologia e industria chimica.


Per esempio, il Depakote, un farmaco popolare approvato inizialmente solo come anti-epilettico, è ora fortemente promosso come cosiddetto "stabilizzatore dell'umore". Il Depakote, noto per essere epatotossina e tossina renale (potenzialmente tossici per fegato e reni) , è stato originariamente sviluppato come solvente industriale in grado di sciogliere il grasso - compreso, presumibilmente, il tessuto adiposo nel fegato e del cervello umano. Ci sono segnalazioni in letteratura di pazienti che non avevano mai avuto una crisi nella loro vita ma, dopo aver avuto la prescrizione di Depakote per altri motivi, hanno sofferto di crisi di astinenza quando hanno sospeso il farmaco!


Bisogna riconoscere solidarietà e comprensione alle varie vittime all'instancabile azione di BigPharma di espandere la quota di mercato e il "valore azionista" (prezzo delle azioni, dividendi e relazione finanziaria del trimestre successivo) con qualsiasi mezzo necessario. Sia i medici che prescrivono, sia gli utenti di farmaci di BigPharma, sono stati influenzati da astute campagne di marketing. I medici sono stati sedotti da attraenti rappresentanti aziendali di farmaci di sesso opposto e dalle loro "penne, pizze e post-it" gratuite in ufficio. I pazienti hanno subìto il lavaggio del cervello da spot tv vuoti e incredibili (se si hanno capacità di pensiero critico intatte) che passano rapidamente sopra gli effetti letali negativi delle parole microscopiche pur sollecitando l'osservatore a "chiedere al proprio medico" su come avere una prescrizione per l'ultimo farmaco inarrivabile di grande vendita.

 

Disabilità da malattia mentale

Per una rapida panoramica su questi problemi, consiglio a tutti di leggere un lungo saggio scritto da Whitaker che identifica in modo convincente la fonte dell'epidemia americana di disabilità da malattia mentale (un fenomeno che non esiste nei paesi del Terzo Mondo, dove costosi psicofarmaci non sono prescritti così arrogantemente come nel Primo Mondo sviluppato). (Il saggio di Whitaker, più altre informazioni utili sui suoi libri, è qui e una lunga ed eccellente intervista con il dottor Joseph Mercola può essere ascoltata qui).


Whitaker e Jackson (due tra gli autori coraggiosi, innovativi e informativi che sono stati essenzialmente esclusi dal flusso mediatico e anche dalle riviste mediche tradizionali) hanno dimostrato agli scienziati più critici, ai professionisti alternativi e a "psichiatrici sopravvissuti" assortiti che sono effettivamente i farmaci - e non i cosiddetti" disturbi"- che stanno causando un'epidemia di disabilità da malattia mentale nella nostra nazione. Dopo aver letto e studiato tutte queste verità scomode, gli operatori di salute mentale devono considerare le implicazioni medico-legali per loro, soprattutto se l'informazione viene ignorata dai professionisti che sono spesso tentati di respingere su due piedi le informazioni clinicamente importanti che sfidano o smentiscono le loro vecchie idee.


Coloro che sentono parlare di nuovi dati per la prima volta hanno bisogno di passare la parola ad altri, soprattutto i loro operatori sanitari. Questo è importante perché quelli che formano le opinioni nei settori altamente influenti dell'industria psichiatrica e medica sono spesso corrotti o venduti o sottomessi, senza considerare tutti i fatti che potrebbero un giorno rivelare che essi sono colpevoli in modo negligente. Non dovrebbe essere necessario ripetere che è dovere solenne di professionisti etici esaminare completamente - e poi rivelare ai loro pazienti - il potenziale negativo dei farmaci da prescrizione.


Purtroppo, si deve ammettere che la maggior parte dei caregivers sovra-caricati di lavoro, e sovra-impegnati nelle cliniche mediche (e io una volta ero uno di loro, quindi so di cosa parlo) non hanno ancora sentito la notizia che fa riflettere: che la maggior parte, se non tutte, le sostanze chimiche sintetiche che alterano il cervello, note come farmaci psicotropi (trattati come materiali pericolosi finché non vengono confezionati in forme deglutibili o iniettabili) sono state frettolosamente proposte sul mercato come "sicuri ed efficaci", ma non è stato "provato" che siano più efficaci marginalmente o sicure nel brevissimo termine.


I capitani delle industrie farmaceutiche sanno che la maggior parte dei farmaci psicotropi che essi presentano per l'approvazione alla FDA sono stati testati solo in studi sugli animali per giorni o settimane e testati in studi clinici con gli esseri umani reali solo per 4/8 settimane. Questi capitani d'industria sanno anche - ce lo auguriamo vivamente - che i pazienti prenderanno i loro farmaci altamente profittevoli per anni nonostante nessuna sperimentazione a lungo termine abbia dimostrato la sicurezza e l'efficacia, prima che il farmaco abbia ottenuto l'approvazione della FDA per la commercializzazione. Questi responsabili aziendali (che di solito sono l'1 per cento) sono riusciti a convincere quasi tutti che il trattamento per "malattia mentale" significa farmaci, piuttosto di considerare alternative più sicure, spesso curative, non farmacologiche. Sanno anche che i loro farmaci che alterano il cervello, possono indurre dipendenza (e causare sintomi di astinenza quando si sospendono), essere neurotossici e sempre più inefficaci (tipo "Prozac Poop-out") col passare del tempo.


La verità è che la maggior parte delle persone che hanno avuto diagnosi di "malati mentali per la vita" (e quindi è stato loro detto che hanno bisogno di consumare farmaci per il resto della loro vita) sono spesso semplicemente persone che hanno avuto la sfortuna di essersi trovate, senza colpa propria, in stati di crisi temporanea o di lungo periodo o "sopraffatte". Tali crisi possono essere dovute a qualsiasi situazione di sfortuna curabile e prevenibile (cioè, con trattamento che utilizza la consulenza, una buona alimentazione, ma senza bisogno di usare farmaci a lungo termine). Queste situazioni possono derivare da abuso sessuale, fisico, psicologico o spirituale. Oppure da perdita del lavoro, perdita della casa, perdita di relazione, povertà, violenza, tortura, essere senzatetto, discriminazione razziale, disoccupazione / sottoccupazione, malnutrizione del cervello, dipendenze e/o sospensione di droghe, danno cerebrale da trauma cranico (compresa la "terapia elettroconvulsivante"). Oppure, da esposizione ad agenti chimici neurotossici in cibo, aria, bottiglie di acqua o prescritte. Nessuna di queste, è opportuno precisare, è una "malattia mentale di eziologia sconosciuta". Non sono ancora malattie mentali.

 

'Rifiuta semplicemente i farmaci'

Quelli etichettati come "malati mentali" di solito sono proprio come la maggior parte dei cosiddetti "normali" che non sono ancora scompensati a causa di alcune situazione di vita ancora non accadute, che inducono crisi, e travolgenti (seppur temporanee). E quindi non ci è ancora stato dato un numero di codice fatturabile (accompagnato dalla prescrizione apparentemente obbligatoria - e di solito inaccessibile - di uno o due farmaci) che significa che ora siamo tra la popolazione crescente dei "Malati di mente cronici".


Se siamo abbastanza fortunati da non avere ancora nessuna etichetta DSM (una delle definizioni del Manuale Diagnostico e Statistico delle Malattie Mentali), saremo molto probabilmente fortunati di rimanere senza farmaci da prescrizione. Tuttavia, con una etichetta e dentro "il sistema" è molto difficile "dire no ai farmaci"; vittime di situazioni casuali generatrici di disperazione, come la sfortuna, le circostanze cattive, le cattive compagnie, le scelte sbagliate, il malgoverno e il vivere in un sistema economico capitalista spietato succhia-benessere, in cui la società competitiva premia ingiustamente i "vincitori", che salgono in cima a spese dei "perdenti", il 99 per cento più in basso.


L'America tollera, e in effetti celebra, sistemi sociali punitivi e quindi che inducono la paura, che assomigliano in molti modi all'infame realtà dello Stato di polizia dei totalitarismi europei del 20° secolo, dove le persone che erano diverse o dissidenti venivano definite anormali. Essi erano spesso così intollerabili alle élite dominanti che venivano fatti "scomparire" in manicomi, prigioni o nei campi di concentramento senza giusta causa o difesa legale competente. E molti di loro erano (e sono tuttora) riempiti di farmaci contro la loro volontà con sostanze chimiche psicoattive disattivanti, e vivono le loro vite miserabili, intirizziti nei reparti secondari delle istituzioni.


La verità è che la maggior parte, se non tutti i farmaci psicotropi delle BigPharma sono letali ad un certo livello di dosaggio (la DL50, la dose letale che uccide il 50 per cento degli animali di laboratorio, viene calcolata prima di essere testata sugli esseri umani), e quindi i farmaci devono essere considerati pericolosi. L'uso continuato di questi farmaci deve essere considerato tra le cause principali, non solo di disabilità e demenza, ma di vari disturbi meno definiti, spesso sovrapposti, come i disturbi cognitivi, l'atrofia cerebrale, la perdita di creatività, la perdita di spiritualità, la perdita di empatia, la perdita di energia, la perdita di forza, la perdita di memoria, la perdita di intelligenza, la fatica e la stanchezza, l'aggressività, i disturbi della personalità e una moltitudine di effetti metabolici che possono far ammalare cervello, anima e corpo provocando insonnia, sonnolenza, mania, disturbi di panico, peggioramento della depressione, aumento dell'ansia, allucinazioni, psicosi, paranoia, ecc.


Quindi, prima di compilare la prescrizione, si consiglia di leggere nel foglietto illustrativo allegato le AVVERTENZE, le PRECAUZIONI, gli EFFETTI NEGATIVI, le CONTROINDICAZIONI, la TOSSICOLOGIA, il SOVRADOSAGGIO e il BLACK BOX DI AVVERTENZE SULLA SUICIDALITA'. L'uso di combinazioni di farmaci psicotropi per lungo tempo e ad alto dosaggio potrebbe essere considerato come una lesione cerebrale traumatica chimica (CTBI) o, come erano conosciuti gli "antipsicotici" negli anni '50 e '60, "lobotomia chimica". Lobotomia chimica o TBI possono essere modi utili per concettualizzare questo grave problema di tossicità indotta da farmaci, perché tali pazienti con cervello neurologicamente alterato possono essere indistinguibili da quelli che hanno subito lesioni cerebrali traumatiche fisiche o sono stati sottoposti a lobotomia con punteruolo, popolare prima che i psicofarmaci arrivassero sul mercato nel 1950 - e prima della grande epidemia della malattia mentale che l'America sta vivendo. L'epidemia di malattia mentale degli Stati Uniti è fraintesa grossolanamente. E l'epidemia sta peggiorando, non a causa di una presunta progressione della malattia, ma per l'uso cronico di farmaci neurotossici e non curativi che sono, in America, erroneamente considerati "terapia" di prima linea.

 

 

 

 

*************************
Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

************************
Scritto da Gary G. Kohls, MD, membro di MindFreedom International e del Centro Internazionale per lo Studio della Psichiatria e Psicologia. E' il direttore del Preventive Psychiatry E-Newsletter occasionale. Egli mette in guardia contro la sospensione improvvisa di qualsiasi farmaco psichiatrico a causa dei sintomi comuni da astinenza spesso gravi, che possono verificarsi con l'uso cronico di qualsiasi farmaco psicoattivo che induce dipendenza, sia illecito che legale. I pazienti dovrebbero consultare il loro medico. (Questo articolo era stato pubblicato su http://rense.com/general91/edi.htm)

Pubblicato
in ConsortiumNews.com il 10 Aprile 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzheimer…

16.06.2016

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale ami...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l'ippocam…

17.02.2016

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l'Alzh…

22.09.2015

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della comp…

27.08.2015

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le protei…

31.07.2015

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

I ricordi più belli e appassionati sono i primi a sparire nell'Alzheimer

17.06.2015

Ricercatori della Johns Hopkins University hanno pubblicato un nuovo studio questa settimana sugl...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Alzhei…

27.04.2015

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Alzheim…

30.01.2015

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picc...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheimer

21.12.2014

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello accelerando la…

5.12.2014

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimost...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adul…

21.11.2014

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall'Amiloid…

2.11.2014

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheimer

1.10.2014

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al cancro

21.09.2014

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...