Perché demenza e declino cognitivo tengono bloccati nei ricordi del passato?

Inhibitory neural circuit switch

I ricercatori del KAIST-Korea Advanced Institute of Science and Technology hanno individuato, per la prima volta al mondo, l'esistenza di un 'interruttore neurale' nel cervello che recupera selettivamente i ricordi più recenti. Questo studio rivela il principio in base al quale il cervello seleziona le informazioni necessarie tra ricordi passati e nuovi, presentando nuove possibilità per futuri trattamenti per il declino della memoria e per la ridotta flessibilità cognitiva.

Il KAIST ha annunciato il 17 maggio che un gruppo di ricerca guidato dal professor Jin-Hee Han del Dipartimento di Scienze Biologiche ha scoperto, per la prima volta al mondo, che uno specifico circuito neurale che collega il setto mediale (MS, una regione del cervello che regola la memoria e l'apprendimento) e la corteccia entorinale mediale (MEC, una regione collegata all'ippocampo che elabora le informazioni della memoria) commuta tra i ricordi passati e quelli recenti e ha un ruolo chiave nella selezione delle informazioni aggiornateappropriato per la situazione.

Viviamo aggiornando la nostra memoria attraverso nuove esperienze ogni giorno. Ad esempio, se il ristorante che abbiamo visitato oggi è stato più soddisfacente di quello che abbiamo visitato ieri, il cervello modifica la memoria esistente per riflettere le nuove informazioni. In questo modo, la capacità di selezionare le informazioni necessarie tra i ricordi passati e presenti è centrale per le funzioni cognitive superiori come il processo decisionale, la risoluzione dei problemi, la previsione futura e il ragionamento logico.

Tuttavia, il principio con cui il cervello distingue e alterna i ricordi è rimasto finora sconosciuto. Il gruppo di ricerca si è concentrato sul setto mediale, situato in profondità nel cervello, dove regola i ritmi di attività dell’ippocampo e funge da 'direttore' aiutando il cervello a immagazzinare e recuperare efficacemente le informazioni. Lo studio ha scoperto che quando specifici neuroni nel setto mediale inviano segnali alla corteccia entorinale mediale, il cervello è in grado di richiamare meglio i ricordi recenti.

Al contrario, quando il gruppo di ricerca ha bloccato artificialmente questo circuito neurale con la luce, gli animali da esperimento non sono più riusciti a usare le informazioni recenti e si sono comportati secondo modelli passati. Anche l’attività neurale nell’ippocampo, che svolge un ruolo importante nella rappresentazione della memoria, è tornata ad uno stato passato. Ciò dimostra che il circuito agisce da 'interruttore neurale' selezionando tra più memorie le informazioni più recenti necessarie per la situazione attuale.

Il gruppo di ricerca ha anche analizzato le prestazioni della memoria in base agli stati di attività cerebrale. Il nostro cervello si sposta ripetutamente tra uno 'stato online' (onde theta, onde cerebrali attivate durante l’apprendimento e la concentrazione), in cui elabora attivamente le informazioni, e uno 'stato offline' (onde delta, onde cerebrali lente attive durante il sonno o il riposo), che è uno stato di riposo.

L’analisi ha mostrato che quanto più a lungo veniva mantenuto lo stato online, tanto meglio venivano richiamati i ricordi recenti, mentre il passaggio frequente tra lo stato online e quello offline riduceva significativamente la capacità di recupero della memoria. Ciò suggerisce che ritmi e stati cerebrali specifici sono importanti indicatori neurobiologici che determinano un recupero efficace della memoria.

Questo studio è significativo in quanto ha identificato il meccanismo mediante il quale il cervello riflette in modo flessibile le nuove informazioni mantenendo i ricordi del passato. Il gruppo di ricerca prevede che questa scoperta potrebbe portare allo sviluppo di nuove tecnologie terapeutiche per migliorare il declino della memoria e la ridotta flessibilità cognitiva nei pazienti con malattie degenerative del cervello come la demenza e il morbo di Alzheimer.

 

 

 


Fonte: KAIST-Korea Advanced Institute of Science and Technology (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: M Kim, [+5], Jin-Hee Han. A septo–entorhinal GABAergic pathway that enables switching between episodic memories. Nat Neurosci, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021 | Esperienze & Opinioni

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambi…

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Il sonno resetta i neuroni per i nuovi ricordi del giorno dopo

11.09.2024 | Ricerche

Tutti sanno che una buona notte di sonno ripristina l'energia di una persona; ora un nuo...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023 | Ricerche

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

Piccola area del cervello ci aiuta a formare ricordi specifici: nuove strade p…

6.08.2025 | Ricerche

La vita può dipanarsi come un flusso continuo, ma i nostri ricordi raccontano una storia...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023 | Ricerche

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)
We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.