Punteggio combinato funzioni sensoriali-motorie valuta il declino cognitivo che può precedere la demenza

I risultati di uno studio suggeriscono che i valori sensomotori combinati possono supportare la diagnosi precoce del declino cognitivo

sensomotor functions

 

Secondo uno studio guidato da ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora (Maryland/USA), una misura che combina valutazioni delle funzioni sensoriali e motorie può essere utile per valutare il rischio di lieve deterioramento cognitivo, una condizione che spesso non viene rilevata e può progredire fino alla demenza.

I ricercatori hanno valutato i punteggi delle funzioni sensoriali e motorie per cose come l’udito, la forza di presa e l’equilibrio in più di 1.500 anziani attraverso due ampi studi di coorte. Per ciascun gruppo, hanno trovato una forte associazione tra una migliore funzione sensomotoria e un minor rischio di deterioramento cognitivo lieve. I risultati sono pubblicati su Alzheimer's & Dementia.

Gli autori ritengono che una misura complessiva delle prestazioni sensomotorie combinate negli anziani potrebbe essere uno strumento di screening relativamente semplice per il lieve deterioramento cognitivo e il rischio di demenza.

"I processi cognitivi più complessi tendono a scemare prima con il declino cognitivo, e per la funzione sensomotoria la complessità sta nell'integrazione delle funzioni sensoriali e motorie per eseguire attività quotidiane, ad esempio vedere dove devi andare e poi pianificare ed eseguire i movimenti necessari per arrivarci", afferma Amal Wanigatunga PhD/MPH, assistente professore della JHU. “Quindi quella complessità relativa e la sua interazione con la cognizione è ciò che cercheremmo di catturare con questa singola misura sensomotoria”.

Uno studio del 2023 aveva stimato che 8 milioni di americani over-65 presentano un lieve deterioramento cognitivo, con oltre il 90% dei casi attesi non diagnosticati. La progressione verso la demenza non è inevitabile, ma le stime variano. Secondo l’Alzheimer’s Association, si stima che ogni anno tra il 10% e il 20% delle persone con lieve deficit cognitivo sviluppino la demenza. La diagnosi precoce o la previsione del lieve deterioramento cognitivo consentirebbe l’introduzione precoce di interventi che potrebbero essere più efficaci nel ritardare la progressione della demenza.

Ricerche precedenti hanno collegato separatamente il declino delle funzioni sensoriali e motorie individuali al lieve deterioramento cognitivo. Wanigatunga e colleghi hanno studiato se una misura combinata potesse essere più utile nella valutazione del rischio di deterioramento cognitivo lieve. Il valore combina punteggi ponderati separatamente provenienti da test di udito, vista, olfatto, forza di presa, equilibrio e velocità dell'andatura. Per sviluppare il valore, il team ha usato i dati raccolti tra giugno 2016 e dicembre 2017 da 880 individui (età media 79 anni) dello studio Atherosclerosis Risk in Communities (ARIC).

Wanigatunga e colleghi hanno scoperto che, in questo set di dati ARIC, un punteggio più alto ottenuto con la nuova misura sensomotoria era fortemente associato a una minore probabilità di avere un lieve deterioramento cognitivo, anche dopo aver aggiustato per fattori potenzialmente confondenti come età, razza, sesso, istruzione e indice di massa corporea.

I ricercatori hanno poi convalidato la nuova misura applicandola ai punteggi delle funzioni sensoriali e motorie raccolti tra ottobre 2012 e dicembre 2018 da 681 adulti arruolati in un altro studio, il Baltimore Longitudinal Study of Aging. Sebbene gli individui in questo studio fossero, in media, più giovani e più sani di quelli del campione ARIC, i punteggi più alti per la nuova misura sensomotoria erano ancora una volta fortemente associati a un rischio inferiore di lieve deterioramento cognitivo.

I ricercatori hanno anche osservato che per entrambi i set di dati, i punteggi più alti sulla nuova misura combinata, rispetto a ciascun punteggio individuale della funzione sensoriale o motoria, si legavano con più forza a un minor rischio di lieve deterioramento cognitivo. Wanigatunga e il suo team stanno ora progettando studi longitudinali per determinare con quanto anticipo il declino della funzione sensomotoria può predire l'insorgenza di un lieve deterioramento cognitivo.

Wanigatunga intende inoltre sviluppare un algoritmo o una lista di controllo di punteggio sensomotorio correlato che abbia anch'esso una solida associazione con il rischio di lieve deterioramento cognitivo ma che sia abbastanza semplice per i medici o per l'uso a domicilio da parte degli anziani come strumento di screening di routine.

“In definitiva, vogliamo che sia molto adatto ai medici e scalabile, in modo che possa essere ampiamente adottato per migliorare la salute della comunità”, afferma.

 

 

 


Fonte: Johns Hopkins University (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: AA Wanigatunga, [+11], JA Schrack. A sensorimotor function construct to assess mild cognitive impairment risk. Alz&Dem, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Rete mitocondri-metabolismo-calcio: un fattore centrale nella patologia dell&#…

22.01.2026 | Ricerche

Una revisione pubblicata su Genes & Diseases da ricercatori dell'Institute for Brain...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Esercizio: basta poco per ottenere molto

28.05.2026 | Ricerche

Non hai tempo per allenarti a causa dei tanti impegni? O semplicemente non sei molto motivato? Sa...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023 | Esperienze & Opinioni

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

[Dana Territo] Accetta la persona cara in ogni fase del percorso della malatti…

13.01.2026 | Esperienze & Opinioni

Qualche parola di saggezza per i caregiver di Alzheimer per il nuovo anno?

Molto...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la co...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020 | Esperienze & Opinioni

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipend...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per …

30.01.2019 | Ricerche

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel ...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

Stimolazione a 40 Hz efficace a lungo termine nelle scimmie anziane: potenzial…

15.01.2026 | Ricerche

Un gruppo di ricerca del Kunming Institute of Zoology (KIZ) di Kunming (provincia di Yun...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)
We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.